Autore: Giuseppe Gagliano
Prefazione
La ricerca del Prof. Gagliano sulla guerra cognitiva analizza tutta l’ampia
gamma di settori in cui si sviluppano le comunicazioni interpersonali sia
competitive che cooperative. Fra le due non esiste una sostanziale differenza.
Lo dimostra la loro stessa etimologia. Competere è cum petere, cioè cercare
assieme, così come concorrere è correre assieme. Le logiche della cooperazione
e della competizione non sono strutturalmente diverse. Entrambe considerano
sempre, in un contesto unitario, elementi razionali, come l’interesse;
irrazionali, come la simpatia, l’inimicizia, il timore; ed a-razionali, come sono
i principi, i valori e la particolare visione che si ha della storia, di se stessi e del
futuro proprio e del mondo. La metafora clausewitziana della “triade” dei tre
fattori, ha esplicitato quanto già affermato da Tucidide e da Aristotele. Nomos,
ethos e pathos influenzano ogni attività umana. L’utilizzo dell’informazione
obbedisce agli stessi meccanismi e logiche dell’uso della forza.
La comunicazione è sempre stata uno strumento essenziale della politica,
sia per la pace che per la guerra. Come sottolineano tutti i grandi teorici militari
(da Sun Tzu a Clausewitz), anche le azioni belliche – da un bombardamento
ad un attacco – non sono altro che messaggi inviati all’avversario. Essi hanno
sempre almeno due significati. Da un lato, sono un invito diretto all’avversario
perché accetti le condizioni di pace che gli si vogliono imporre. Dall’altro,
sono la minaccia di un attacco o di un bombardamento successivo. Nessuno
fa la guerra per la guerra, né per distruggere l’avversario. Fa la guerra per
conseguire un obiettivo politico, ideologico, economico o di altra natura.
Coloro che contestano la guerra, in quanto tale, non tengono conto di tale
realtà, evidente a tutti coloro che studiano senza pregiudizi la storia e che
non la leggono con i paraocchi di ideologie. Un esempio, che in sé è alquanto
ridicolo, se non buffo, è la lettura parziale che viene fatta dell’art. 11 della
Costituzione italiana e delle manipolazioni che ne conseguono.
Nell’ultimo capitolo del saggio del Prof. Gagliano è bene posta in evidenza
un’interpretazione distorta che ne è stata data da parte di coloro che hanno
contestato – qualificandolo militarista, criptofascista ed altre piacevolezze – il
protocollo “Allenati per la vita”, concordato fra il Ministero della Difesa e il
Ministero della Pubblica Istruzione. La manipolazione, in tal caso, è quella
ricorrente. Ci si limita a far riferimento al primo inciso dell’art. 11 della
Costituzione, che dice che “l’Italia ripudia la guerra”, senza precisare quale
tipo di guerra è ripudiata (cioè la guerra di aggressione) e sottacendo (sono
persuaso che ai “fedeli della pace” la cosa interessi ben poco) le discussioni
Per leggere tutta la prefazione e l'indice degli argomenti trattati nel saggio, cliccate sul link a fondo scheda.
Si ringrazia il Dott. Gagliano Giuseppe, presidente del CESTUDEC (Centro Studi Strategici Carlo De Cristoforis), Per la segnalazione di questo suo nuovo saggio.
>>>> LINK DI APPROFONDIMENTO
Documento inserito il 05/02/2013 |