Evangelista Torricelli
Matematico e fisico italiano di fama, nacque a Faenza il 15 ottobre del 1608 da una famiglia di condizioni modeste. Egli fu famoso in tutto il mondo per i suoi studi matematici e fisici, che gli permisero di inventare uno strumento senza il quale la metereologia non avrebbe potuto svilupparsi e raggiungere i livelli attuali: il Barometro. Svolse i suoi primi studi presso i Gesuiti, ma dopo breve tempo decise di recarsi a Roma per migliorare la qualità degli studi scientifici che aveva intrapreso e nei quali eccelleva.
Nel 1641, all'età di 33 anni, grazie alla sua preparazione venne convocato ad Arcetri, dove divenne l'assistente di Galileo Galilei, ormai in età avanzata, per aiutarlo nella stesura delle sue ultime opere e per affiancalo nelle sue ricerche. L'anno successivo, alla morte di Galileo, il Granduca di Toscana lo nomino successore del Galilei e le affidò l'insegnamento della matematica e del disegno delle opere di fortificazione dell'Accademia del disegno fiorentina. Pubblicò quindi, finanziato dal Granduca, L'Opera Geometrica, un'opera contenente tutti i suoi studi sul moto, con i risulati raggiunti in tale materia con Galileo Galilei, e le sue ricerche sulla geometria. Questo suo volume, è anche l'unico giunta fino ai giorni nostri, in quanto Torricelli morì a soli 39 anni, nel 1647 e quindi non ebbe il tempo per pubblicare relazioni inerenti alle sue ricerche. Conquistò fama europea nel 1643, dopo che aveva fatto pervenire ad uno studioso francese i risultati di alcune sue ricerche matematiche, che in seguito furono divulgate con successo tra i matematici e gli ingegneri del tempo. La sua scoperta più importante, come ricordato all'inizio di questa scheda, fu sicuramente il Barometro. Per rendere noto lo stato di avanzamento del suo lavoro, tenne numerose conferenze, o meglio ancora lezioni, presso l'Accademia della Crusca a Firenze e dove compì per la prima volta in pubblico, l'esperimento dell'argento vivo, consisteva nella seguente operazione: Torricelli prese un lungo tubo di vetro con un'estremità chiusa e un vaso. Quindi, capovolse il tubo di vetro immergendone l'estremità aperta nel mercurio fuso contenuto nel vaso; attese quindi che i livelli si stabilizzassero e misurò l'altezza che il liquido aveva raggiunto nel tubo. L'altezza raggiunta era di 760 mm e da quel momento, effettuando misurazioni in luoghi diversi, si potè affermare che il peso della pressione atmosferica variava in base all'Altezza del luogo nel quale veniva effettuata la rilevazione. Da quel momento venne stabilitò che la pressione atmosferica equivaleva al peso di una colonna di mercurio alta 760 mm. al livello del mare. Questa unità di misura assunse il nome di Atmosfera. In ricordo del grande scienziato, la settecentosessantesima parte di 1 atmosfera viene chiamata Torr.
Documento inserito il 02/12/2011 |