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'256 SECONDI PIOVONO BOMBE'… A MILANO, di Gianluca Padovan [ di ]

Muri solfatati, volte in mattoni a vista e scritte d’epoca perfettamente conservate fanno da cornice. Una sola vecchia lampada pende dal soffitto. Illumina gli attori rievocanti delicatamente e impersonalmente episodi del passato recente, facendo riflettere il pubblico.
Niente enfasi, solo racconti reali, ripresi dalle cronache d’epoca, solo testimonianze di persone sopravvissute ai bombardamenti, una magistrale resa dei fatti alternati tra l’ironico, il grottesco, il surreale.
Tutti sotto le bombe, in modo figurato, dal 1911 al 2016, in uno dei rifugi antiaerei ad uso pubblico allestiti dal Comune di Milano nel 1940: il “Ricovero N° 87”. E ricordando come, all’epoca, si dovesse usare la parola “ricovero” e non “rifugio”, credendo che risultasse più “rassicurante” alle orecchie dei civili.
256 secondi, piovono bombe è lo spettacolo teatrale-emozionale scritto e diretto da Cesare Gallarini, il quale così annuncia nel comunicato stampa:

«256 secondi, piovono bombe è un racconto grottesco fatto di spezzoni come quelli incendiari che distrussero Dresda, Tokio, Milano. Un racconto fatto di frammenti, come quelli dei resti di Hiroshima; un racconto fatto di schegge come quelle delle mine aeree che distrussero Londra, Amburgo; una narrazione poetica tratta dai brandelli della memoria dei protagonisti.
Dall’inizio del secolo scorso, dopo l’invenzione dell’aereo, gli uomini hanno ideato sistemi sempre più sofisticati per effettuare offensive di bombardamento sulle città. Interi territori urbani, con le loro popolazioni di civili, da oltre un secolo sono considerati ottimi bersagli per attacchi con esplosivi ad alto potenziale, con bombe incendiarie, bombe dirompenti, ritardanti, bombe atomiche, fino ad arrivare alle bombe umane di oggi. Una vera ecatombe non solo di vite umane, ma di ogni cosa bella. La guerra, con la sua imbecille cecità, ha fatto cadere uomini, case, città, ha polverizzato archivi, biblioteche, musei; infranto sogni, illusioni e speranze.
256 secondi era il tempo medio che intercorreva tra il suono delle sirene d’allarme e la deflagrazione dell’ordigno sganciato da un aereo nella Seconda Guerra Mondiale.
Sono stati per donne, anziani, bambini, uomini innocenti di ogni parte del mondo, gli ultimi 256 secondi di vita. Sono stati anche gli ultimi secondi di molti progetti, dei sogni, delle idee culturali, dei monumenti, delle opere d’arte e della storia.
La follia umana arriva a distruggere in pochi secondi quello che il genio umano è riuscito a costruire in secoli».
La conclusione è la seguente: «...l’unico rifugio antiaereo efficace è la pace».

256 SECONDI, PIOVONO BOMBE!
“Ai bambini uccisi dalla guerra, nelle loro scuole, con i loro maestri”
Dal 7 al 16 ottobre 2016
scritto e diretto da Cesare Gallarini


“Schegge” di bombardamenti aerei contro i civili raccontate da
Cesare Gallarini (l'aviatore), Lorena Marconi (la cittadina)
Ottavio Bordone (il giornalista)


illustrazioni di Tiziano Riverso

aiuto regia: Cecilia Vecchio
scene: Marlis Brinkmann
tecnico audio – video: Gino Sacco

RIFUGIO ANTIAEREO N° 87
Presso la Scuola primaria di viale Bodio n. 22 - Milano


PREZZI BIGLIETTI
Intero € 15.00
Ridotto under18 e over 65 € 10,00

ORARIO SPETTACOLI
ore 20.45
Sabato 15 ottobre doppio spettacolo: ore 20.45 e ore 24.00
I partecipanti allo spettacolo di mezzanotte dovranno portare una valigia possibilmente in stile anni ’40


Posti limitati a 70 spettatori a sera, necessaria la prenotazione

L’evento si articola in due parti: visita al rifugio/mostra - spettacolo teatrale, per una durata di circa 2 ore
Nel Rifugio è stata allestita la mostra Bombardano Milano, rifugiati! dall’Ass.ne S.C.A.M.


CONTATTI E PRENOTAZIONI
Oltre Confine - 3355317488
E-Mail: eventioltreconfine@yahoo.it

Prenotazioni:
Scuola di via Bodio 02.88446840 sig.ra Nicoletta, orari 7.30-13.00 da lunedì a venerdì
E-mail: prenotazionirifugio87@fastwebnet.it 24 ore su 24

Il “Ricovero antiaereo N° 87” nella Scuola Primaria Giacomo Leopardi
In Viale Luigi Bodio, al n° 22, vi è una scuola elementare la cui costruzione è iniziata nel 1926 ed è stata inaugurata nel 1929. Originariamente dedicata alla maestra Rosa Maltoni Mussolini, dopo la guerra si è intitolata a Giacomo Leopardi. Il bell’edificio a ferro di cavallo, con le aule spaziose e gli alti soffitti, lascia all’interno un vasto cortile dove gli alunni possono giocare, mentre il fronte aperto è occupato da una bassa struttura, sempre degli anni Venti, destinata a palestra. I locali sotterranei del complesso sono oggi meta di visite guidate per gli alunni, per gli studenti di altre scuole e per coloro i quali desiderano riscoprire un frammento del passato milanese. Ed è proprio la Preside, prof. Laura Barbirato, a parlarcene nel libro La Bovisa e la sua scuola:

«I sotterranei hanno un andamento circolare, si sviluppano quindi sotto il “ferro di cavallo” della scuola, collegando anche i due estremi, sotto la strada (viale Bodio). Hanno soffitti a volta piuttosto alti in mattoni vivi ottimamente conservati, anche la pavimentazione è quella originale. Sotto alla scuola esisteva una sorta del suo “doppio”. Funzionava una cucina per la preparazione dei pasti, c’era una sala-docce (ancora visibili), dove i bambini venivano lavati (spesso non avevano l’acqua corrente in casa) prima di iniziare le lezioni. C’erano le classi, dove si poteva continuare a fare lezione anche se si era costretti a scendere perché la sirena annunciava l’avvicinarsi dei bombardieri. Sui muri sono ancora visibili le scritte di allora, che indicavano con chiarezza le direzioni da seguire. Non tutte le case del quartiere disponevano di cantine adatte ad ospitare la gente in caso di pericolo ed i “rifugi” della scuola servivano anche a dar riparo alla popolazione vicina».

A partire dal 1940 e per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale i locali sotterranei dell’edificio sono stati in parte utilizzati come rifugio antiaereo ad uso pubblico. Il Comune di Milano aveva disposto il rinforzo delle volte di alcuni ambienti con legname e aveva fatto collocare panche e seggiole affinché i ricoverati vi attendessero, con un minimo di comodità, il “cessato allarme aereo”.
La scheda catastale d’epoca c’informa che il rifugio aveva una superficie di 220 metri quadrati, una capacità di 450 persone, era suddiviso in dieci celle, era dotato di due gabinetti “alla turca” e un rubinetto erogante l’acqua potabile.
Ancora oggi, lungo le pareti dei locali e del corridoio, si riconoscono le scritte d’epoca quasi tutte conservatesi perfettamente. Secondo alcune testimonianze una sirena d’allarme era stata collocata all’ingresso del cortile, al di sopra dello stemma regio che orna la facciata della palestra.
Il regista cinematografico e documentarista Ermanno Olmi, all’epoca alunno in questa scuola, nel libro Ragazzo della Bovisa ha scritto: «Alle finestre della scuola avevano messo le strisce di carta (…). Ci fecero fare anche le esercitazioni di discesa nei rifugi. Tutte le classi in fila nei corridoi; ordinate e disciplinate (…). Nel buio della cantina tutta puntellata da travi di sostegno, spiegava a gruppi di classi l’uso della maschera antigas».

La riapertura del Rifugio N° 87
Alcuni anni fa il rifugio è stato ripulito e allestito come spazio espositivo, ma senza alterarne l’articolazione e preservando le scritte d’epoca.
Tra le cose che fanno riflettere i visitatori c’è la riproduzione del puntellamento delle volte di due grandi stanze, mediante tronchi d’albero e assi. Si è così desiderato rendere l’idea di quale impatto visivo ed emotivo suscitasse, al giorno d’oggi, il cosiddetto “rifugio di circostanza”, ovvero la “cantina puntellata” del tempo di guerra.
L’allestimento è stato effettuato dagli speleologi dell’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano, mentre la Scuola Giacomo Leopardi e il Consiglio di Zona 9 del Comune di Milano hanno sostenuto l’iniziativa.
Il Rifugio Antiaereo N° 87 è oggi divenuto “museo di sé stesso”.

Neiade Immaginare Arte” organizza durante l’anno le visite guidate nel Rifugio Antiaereo N° 87; per informazioni e prenotazioni:
elena.pravettoni@neiade.com
valentina.besozzi@neiade.com

Ecco un video sul rifugio, girato del giornalista del Corriere della Sera Antonio Castaldo:
http://video.corriere.it/torna-luce-rifugio-antiaereo-ragazzo-bovisa/5a27a5ae-06eb-11e6-8870-6aa8c10eafcf

Il trailer dello spettacolo teatrale-emozionale “256 secondi, piovono bombe!” si può vedere su Internet:
https://www.youtube.com/watch?v=j7hkUDfp6Lo

Buona riflessione.
Documento inserito il: 19/09/2016

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