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Mostra a Lens (Francia): Mousiques échos de l'antiquité [ di ]

Che suonino i crotali e squillino le trombe! Il museo del Louvre-Lens presenta la prima mostra in assoluto dedicata alla musica nelle grandi civiltà antiche, dall’Oriente a Roma passando per l’Egitto e la Grecia.

Onnipresente nelle società antiche, la musica possedeva molteplici funzioni. Interpretata da musicisti professionisti o dilettanti, accompagnava gli uomini nelle diverse fasi della loro vita, dalla nascita alla morte. Suonata sia sui campi di battaglia sia alla tavola dei potenti, la musica era in effetti parte integrante dei riti religiosi e serviva da intermediario tra gli uomini e le divinità. Conosciuta da tutti e praticata da molti, la musica costituisce quindi per il visitatore una chiave originale e allo stesso tempo universale per accedere alle civiltà scomparse e scoprirne l’organizzazione sociale, politica e religiosa.

Dai sigilli cilindrici mesopotamici ai rilievi monumentali romani, passando per i papiri egiziani e i vasi greci, la mostra raccoglie quasi 400 opere di grande diversità. Spesso fragili, alcuni pezzi non sono mai stati mostrati al pubblico. Essi provengono dalle collezioni del Louvre e da una ventina di istituzioni francesi e internazionali, tra cui il British Museum, i Musei Capitolini di Roma, il Museo Nazionale di Atene e il Metropolitan Museum di New York. Il percorso espositivo include inoltre alcuni dispositivi sonori inediti che permettono di ascoltare alcune ricostruzioni sonore di strumenti antichi e il canto più antico conosciuto attualmente nel mondo.


E’ difficile per un uomo del XXI secolo immaginare il posto della musica nelle società antiche, tanto più che nessun suono dell’Antichità è pervenuto fino alle nostre orecchie. Tuttavia, alcuni strumenti musicali, oggetti sonori, partiture musicali e diverse rappresentazioni di musicisti sono stati miracolosamente preservati e oggi ci permettono di ascoltare 3000 anni di storia. Dalle produzioni artigianali più modeste ai capolavori più preziosi, l’abbondanza e la varietà delle rappresentazioni delle scene musicali nella statuaria, nella ceramica, nel mosaico e anche nella numismatica riflettono in modo eloquente l’importanza della musica nell’Antichità. Ne è testimone anche l’osservazione delle vestigia di strumenti musicali che rivelano l’incredibile abilità degli artigiani e la ricchezza dei materiali utilizzati: cuoio, bronzo, ossa, avorio, essenze di legno, ecc…

Dall’Iran alla Gallia, dal 3° millennio prima della nostra era fino al IV secolo d.C.: il vasto campo geografico e cronologico coperto dalla mostra permette di mettere in evidenza le tradizioni e le specificità culturali, ma anche gli scambi, le influenze e gli ibridi tra queste diverse civiltà musicali. Queste sono spesso considerate come fondatrici del nostro patrimonio musicale. Così i nostri sonaglini, arpe, flauti e altri cimbali risalgono a diverse migliaia di anni fa.

Ritornando anche sull’immagine spesso riduttrice della musica antica nell’immaginario occidentale – ereditata dai luoghi comuni del XIX secolo e veicolata dall’opera, il fumetto e i film mitologici hollywoodiani – la mostra e il ricco programma culturale che l’accompagna ricordano che oggi come ieri la musica e i suoni ammaliano, seducono, consolano, spaventano, sollecitano i sensi e accompagnano i grandi eventi della vita privata e pubblica.

La mostra del Louvre-Lens si poggia su un programma di ricerca delle Écoles françaises à l’étranger dal titolo: “Paesaggi sonori e spazi urbani del Mediterraneo antico” proposto dall’Institut français d'archéologie orientale, l’École française d’Athènes e l’École française de Rome. Essa inoltre menziona lo stato attuale della ricerca, ricca e abbondante in questo settore, grazie ai lavori di conservatori, storici, archeologi, ma anche etnomusicologi, studiosi di acustica e archeometria.


LA MOSTRA IN CIFRE
1,9: in centimetri, la più piccola opera esposta. Si tratta di un pezzo di moneta (didramma) d’argento che proviene da Delo nelle Cicladi (Grecia) e decorata con una cetra, conservata nella Biblioteca nazionale di Francia.
29: il numero dei prestatori della mostra.
33: il numero dei diversi strumenti esposti o rappresentati (strumenti a fiato, a corda e a percussione).
219: in centimetri, la più grande opera esposta. Si tratta del sarcofago di Julia Tyrrania, conservato al museo di Arles antica.
374: il numero delle opere esposte.

La mostra è co-organizzata dal museo del Louvre-Lens, la Obra Social “la Caixa” e il museo del Louvre.
E’ concepita in partenariato con le Écoles françaises à l’étranger: l l’École française d’Athènes, l’École française de Rome e l’Institut français d'archéologie orientale.
Beneficia del sostegno eccezionale della Fondazione Crédit Mutuel Nord Europa.

Curatori:
Sibylle Emerit, ex membro dell’Institut français d'archéologie orientale (Istituto francese di archeologia orientale), CNRS UMR 5189 HISOMA;
Hélène Guichard, museo del Louvre, sezione Antichità egizie;
Violaine Jeammet, museo del Louvre, sezione Antichità greche, etrusche e romane;
Sylvain Perrot, ex membro dell’École française d’Athènes, Accademia di Strasburgo;
Ariane Thomas, museo del Louvre, sezione Antichità orientali;
Christophe Vendries, università di Rennes II;
Alexandre Vincent, ex membro dell’École française de Rome, università di Poitiers;
Nele Ziegler, CNRS UMR 7192.

Scenografia:
Atelier AtoY - Naori Yamazoe e Chiaki Yatsui.

Informazioni pratiche:
Mostra al Louvre-Lens dal 13 settembre 2017 al 15 gennaio 2018
Dopo Lens, la mostra verrà presentata al Caixa Forum di Barcellona dal 8 febbraio al 6 maggio 2018, e al Caixa Forum di Madrid dal 6 giugno al 16 settembre 2018.

Orario di apertura:
Aperto tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18, tranne martedì. Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio.

Indirizzo:
Museo del Louvre-Lens - 99 rue Paul Bert - 62 300 Lens – Francia Maggiori informazioni su www.louvrelens.fr
Documento inserito il: 22/09/2017

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