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L'evoluzione dell'incrociatore leggero (parte seconda)

di Alvise Gigante

DAL 1941 AI GIORNI NOSTRI
Fra gli incrociatori del periodo bellico ricorderemo anche il MURMANSK, ex americano MILWAUKEE, ceduto in prestito 1944 al 1949; l'ADMIRAL MAKHAROV ex tedesco NURNBERG, preda di guerra nel 1945, ed infine lo STALINGRAD, ex italiano DUCA D'AOSTA, ceduto nel 1949 a seguito del Trattato di Pace. Le due ultime unità sono state radiate negli ultimi anni.
Appartiene a rigore al periodo precedente la progettazione dei cinque incrociatori della classe CIAPAJEV, derivati dai tipi italiani FIUME, con modifiche suggerite dall'ex-tedesco LUTZOW poi PETROPAVLOSK, venduto incompleto dalla Germania all'URSS nel 1940. Le unità, infatti, pur essendo per il calibro (152mm) classificabili come incrociatori leggeri, hanno l'aspetto ed il dislocamento (11.000 tonn.) degli incrociatori pesanti come i loro modelli. Le unità tuttora in servizio sono CKHALOV ora KOMSOMOLSK, SCELESNIAKOV e KUJBISCEV; il FRUNZE e il CHAPAEV sarebbero stati radiati attorno al sessanta.
Con questo nuovo tipo d'incrociatore, i Sovietici si sono adeguati, nello specifico campo degli incrociatori leggeri, alle similari unità occidentali che almeno due decenni di costruzioni avevano ormai ufficialmente codificato.
Infatti, bisogna notare che su queste navi, anteriori di pochissimi anni rispetto ai KIROV (i CIAPAJEV, infatti, sono stati impostati attorno al 1938), è stata imbarcata un'artiglieria principale del calibro di 152mm. Ciò ha significato l'abbandono di quell'ibrido calibro da 180mm dei KIROV, scelto dai Sovietici per ovviare, in un certo qual modo, alla mancanza di incrociatori tipo WASHINGTON da 10.000 tonn. e armati con pezzi da 203mm, sui quali s'erano soffermate le principali Marine mondiali.
Un'artiglieria principale sullo stile di quella dei KIROV, per quanto concerne gli incrociatori costruiti nel periodo 1925/1940, la si riscontra soltanto sui due incrociatori argentini ALMIRANTE BROWN e VEINTECINCO DE MAYO che, costruiti in Italia nel 1927/1931, imbarcavano VI pezzi da 190mm. Per ciò che riguardava l'aspetto esteriore dei CIAPAJEV, bisogna notare che queste unità hanno in comune coi KIROV, dei quali appunto sono una derivazione e un miglioramento, uno scalino che si estende dal primo fumaiolo fino all'estrema poppa.
Vi è, infine, quella che, dopo la classe statunitense CLEVELAND, è la più numerosa classe di incrociatori leggeri mai progettata: le ventiquattro unità tipo SVERDLOV, di cui quindici sono state varate nel 1951/1957. Undici sono tuttora in servizio; un'altra, l'ORJONIKIDZE, è stata ceduta nel 1962 all'Indonesia col nome di IRIAN; il KOZMA MINIJN e il DMITRIJ DONSKOJ non sarebbero mai stati completati; l'ADMIRAL NAKHIMOV sarebbe stato radiato nel 1968. Il DZERSCINSKIJ è stato trasformato nel 1961/1962 in unità lanciamissili, imbarcando in luogo della torre sopraelevata poppiera, un lanciatore binato per missili AA GUIDELINE. Anche l'ADMIRAL NAKHIMOV pare sia stato trasformato in unità lanciamissili nel medesimo periodo, imbarcando però, in luogo sempre della torre sopraelevata poppiera, un lanciatore binato per missili superficie-superficie STRELA.
Gli SVERDLOV, comparsi in Occidente verso gli anni cinquanta, rappresentano, sia per il dislocamento che per l'armamento, una moderna versione dell'incrociatore leggero anteguerra.
L'artiglieria principale si compone di XII-152mm in quattro torri triple. Questi pezzi, che sono in grado di sparare con una cadenza di fuoco di 10 colpi/minuto, non possono però considerarsi bivalente (AA - AN) in quanto hanno la possibilità soltanto di eseguire tiri AA di sbarramento.
L'armamento AA si articola su XII pezzi da 100mm in impianti binati, sistemati come sui CIAPAJEV in torrette chiuse, e su XXXII mitragliere da 37mm, anch'esse in montaggi doppi. Inizialmente, questi incrociatori disponevano anche di 2 complessi quintupli di lanciasiluri da 533mm che adesso risultano però sbarcati. Su alcune unità, invece, sono rimaste le attrezzatura per la posa di mine.
Da un esame anche superficiale delle caratteristiche degli SVERDLOV, è facile dedurre che si tratta di navi di concezione molto classica e influenzate in maniera notevole dalle costruzioni tedesche (non dimentichiamo che il LUTZOW, unità del tipo PRINZ EUGEN, è stato consegnato, sia pure come scafo, nel 1940). Le cupolette laterali dei telemetri, ad esempio, paiono prese di peso dalle navi tedesche.

CONCLUSIONI
La Marina russa s'è spesso distinta per aver ordinato all'estero o costruito in patria, unità di particolare eccellenza qualitativa o addirittura di concezione totalmente nuova. Basterà ricordare il primo moderno incrociatore corazzato del mondo, il GENERAL ADMIRAL, che, trasformato in posamine come NAROVA, e poi 25 OKTJABRJA, prestò servizio dal 1873 alla seconda guerra mondiale; il vastissimo sistema d'impiego bellico delle mine nel 1904/1905 e la costruzione nel 1912 del primo sommergibile posamine del mondo, il KRAB; l'ordinazione di un grosso caccia di squadra come il NOVJK che all'epoca del suo varo (1911) era la nave più veloce al mondo con i suoi 37 nodi; il colossale sviluppo numerico dei sommergibili sovietici e, per giungere ai giorni nostri, la costruzione della prima nave di superficie a propulsione atomica del mondo, il rompighiaccio LENIN, varato a Leningrado il 15 dicembre 1957.
Per quanto concerne specificatamente incrociatori leggeri e protetti, un particolare cenno deve essere fatto alle otto unità della classe SVJETLANA, che possono considerarsi il prototipo dell'incrociatore leggero del primo dopoguerra, , e la cui originalità di concezione sarà messa in risalto considerando che essi furono progettati all'inizio del conflitto 1914-1918, mentre le unità ad essi paragonabili, i britannici ENTERPRISE, gli americani OMAHA e i giapponesi KUMA, nacquero dalle esperienze pratiche della guerra.
La classe KIROV è un tentativo, senza dubbio riuscito, per creare un tipo d'unità intermedio fra gli incrociatori leggeri e quelli pesanti, al fine di ottenere una nave più potente dei classici incrociatori armati con il 152mm, senza giungere agli Washington di cui, in quel periodo, soltanto gli Stati Uniti e la Germania proseguivano la costruzione.
La classe SVERDLOV, che oggi compone il nocciolo di forza della flotta sovietica, è senz'altro il punto di arrivo e il massimo perfezionamento dell'incrociatore leggero convenzionale; si tratta di navi perfettamente armoniche e rimarchevoli soprattutto per la loro grande autonomia ad alta velocità, ben 8000 mg. a 20 nodi. Con queste navi che chiudono un'epoca altrettanto significativa di quella della nave da battaglia, si passa ormai ad una nuova fase dell'ingegneria e della strategia navale, rappresentata dai grossi conduttori lanciamissili tipo KINDA e KRESTA che, con la portaerei ed il sottomarino atomico, contraddistinguono la Marina dei giorni nostri.

Nell'immagine l'incrociatore ADMIRAL USHAKOV della classe SVERDLOV

Articolo tratto dal n° 56 del maggio 1969 della rivista Interconair Aviazione e Marina

Documento inserito il: 14/10/2016
  • TAG: marina russa, incrociatori leggeri, classe sverdlov, classe kirov

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