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La flottiglia russa del Danubio (parte 2)

di R. Greger e B. Lemanchko

Tra il 6 e il 9 giugno, i Russi deposero, presso il braccio di Micine, il loro ultimo sbarramento minato: il Danubio, tra Hirsova e Reni. era completamente nelle loro mani. Con questo ebbero termine le operazioni belliche sul Danubio inferiore.
In questo settore, rimase in mano turca soltanto il porto di Sulina. Le navi corazzate turche che là stazionavano non osarono però avventurarsi sul Danubio, per disturbare i trasporti Russi e il traffico sui ponti costruiti presso Braila, cosiccè l'attacco contro Sulina poté essere rinviato a tempi successivi.
All'inizio del 1877, anche il gruppo del Danubio centrale iniziò le proprie operazioni di minamento. Si dovevano depositare due sbarramenti - quello superiore presso Corabia e quello inferiore presso Parapan - per poter proteggere. contro eventuali attacchi di forze fluviali turche, il punto di passaggio dell'Armata russa nei pressi di Sviscov-Ziminicea. Il primo tentativo dei cutter di posare diversi sbarramenti minati presso Parapan venne disturbato da una nave a ruota turca e, successivamente, da un monitore. Entrambe le unità turche, però, si ritirarono subito verso Ruscuk, dopo che il monitore venne attaccato, con torpedini a strascico, dal cutter SUTKA.
Il 23 giugno, nei pressi di Flamanda, avvenne un altro scontro tra la cannoniera corazzata PODGORICA e i cutter MINA, SUTKA e PERVENEC. Sebbene gli attacchi del MINA e quelli dello SUTKA non fossero coronati da successo, in quanto entrambe queste navi vennero danneggiate, la PODGORICA fu costretta a ritirarsi, dopo essere stata a sua volta colpita dalle batterie costiere russe, nella fortezza di Nikopol. Poco tempo dopo, , ovvero quando il 16 luglio la fortezza di Nikopol capitolò, la PODGORICA venne ritrovata, assieme alla gemella SKODRA, semiaffondata e danneggiata. Dopo due mesi di riparazioni, entrambe queste navi vennero rimesse in efficienza e, sotto i nomi di NIKOPOL e SISTOVO, serviranno ancora per dodici anni sul Danubio sotto la bandiera di S. Andrea. Sino al 27 giugno, i progettati sbarramenti di mine vennero depositati senza alcun incidente: 66 mine presso Corabia e Flamanda, 30 presso Parapan.
Nelle ore mattutine del 27 giugno, le prime navi russe procedettero sul Danubio creando, senza che i Turchi opponessero soverchia resistenza , una testa di ponte sulla riva meridionale nei pressi di Sviscov/Sistovo. Le navi russe non soltanto proteggevano truppe e parte degli elementi costruttivi di ponti galleggianti, ma anche i passaggi nei confronti del gruppo navale turco di Ruscuk (un monitore, tre cannoniere a ruota e una piccola cannoniera in legno). Esso, tuttavia, non venne mai ad uno scontro diretto con le navi russe.
Il 28 giugno, due navi turche si avvicinarono al punto di attraversamento ma, dopo aver visto i cutter russi PETR VELIKIJ e GENERAL ADMIRAL, spararono alcuni colpi ritirandosi nuovamente verso Ruscuk. L'offensiva russa sulla sponda bulgara del Danubio, progredì rapidamente, cosicché non v'erano da attendersi seri tentativi di disturbo da parte dei Turchi contro i ponti costruiti.
L'attività della flottiglia russa cessò praticamente nel settembre del 1877, anche se bisogna ancora menzionare due episodi che rappresentarono le ultime azioni dei Russi sul Danubio nella guerra del 1877/1878.
Il 14 ottobre 1877, i Russi fecero un tentativo, senza successo ma tuttavia interessante, per distruggere le navi turche rifugiatesi nella fortezza di Silistria. Essi mandarono a valle, giovandosi della corrente del fiume, un certo numero di brulotti che dovevano incendiare le navi turche che per la maggior parte erano costruite in legno. Il 19 dicembre 1877, poche settimane prima della fine della guerra, una nave russa sparò l'ultima salva sul Danubio: si trattava dell'ex monitore turco NIKOPOL che colpì il fianco d'una posizione nemica nei pressi di Mecka.
Nel frattempo, si giunse anche alle ultime operazioni sul Danubio meridionale. Prima di tutto, si decise di distruggere il gruppo navale turco e poi di dare l'assalto al porto di Sulina. Quale supporto alle truppe di terra, che sul delta paludoso del Danubio potevano avanzare verso Sulina soltanto lungo l'unico argine, venne creato un gruppo navale distaccato dalla flotta del Danubio comprendente 7 caccia-torpediniere, 2 vapori, 3 schooner a vapore e una batteria di mortai.
Inizialmente, dinnanzi a Sulina, vennero deposte 24 mine galvaniche e, il 9 ottobre, s'iniziò il cannoneggiamento della flotta turca alla fonda nel porto. I Turchi tentarono d'inseguire le piccole navi russe, ma durante il contattato balistico la cannoniera turca SUNNA andò a finire contro lo sbarramento minato deposto poco prima e affondò. Le altre unità turche, allora, si ritirarono velocemente verso Sulina.
La notte sul 10/11 ottobre, i Russi rafforzarono gli sbarramenti e attaccarono le navi turche all'ancora nel porto. I Turchi andarono nuovamente all'attacco, ma dopo che la corvetta HIVZIL RAHMAN venne danneggiata dal tiro dell'artiglieria russa, si ritirarono definitivamente. Tuttavia, anche se la città di Sulina non venne attaccata, l'obbiettivo venne egualmente raggiunto: la flotta turca lasciò le acque e la sua minaccia sul Danubio si allontanò definitivamente. Durante il conflitto, la flotta russa aveva depositato un totale di 415 mine, affondato un monitore e danneggiato diverse altre navi nemiche. Essa, inoltre, aveva coadiuvato e scortato i trasporti truppe nell'attraversamento del Danubio. Tutti questi compiti, per tutta la durata della guerra, ebbero una grande importanza, anzi, continuarono fino al 1879, quando alcune navi vennero cedute alla flotta bulgara del Danubio da poco costituita e altre vennero destinate ai loro porti d'origine di Kronstadt e Nikolaev.

Nell'immagine, truppe russe attraversano il Danubio nel corso della guerra Russo-Turca del 1877-'78.


Articolo tratto dal n° 73 del dicembre 1970 della rivista Interconair Aviazione e Marina
Documento inserito il: 26/03/2017
  • TAG: guerra turco russa, flottiglia danubio, marina zarista

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