AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Contemporanea > In Europa

Dopo cento anni dalla Rivoluzione Bolscevica (parte 15) [ di Daniela Asaro Romanoff ]

Riportiamo alcuni paragrafi dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion e riflettiamo.

“ NOI SOSTENIAMO IL COMUNISMO

6.
Il popolo, sotto la nostra guida, ha annientato l’aristocrazia, che era la loro unica e sola difesa e madre incoraggiante per il bene del loro stesso vantaggio, che è legato in maniera inseparabile al benessere del popolo. Oggi, con la distruzione dell’aristocrazia, il popolo è caduto nelle grinfie dei furfanti arraffa-denaro senza scrupoli che hanno gettato un giogo spietato e crudele sulle spalle dei lavoratori.
7.
Compariamo sulle scene come presunti salvatori dei lavoratori dall’oppressione quando proponiamo loro di entrare nei ranghi delle nostre forze di lotta – Socialisti, Anarchici, Comunisti –chiunque darà sempre sostegno in accordo al presunto dominio di fratellanza (della solidarietà di tutta l’umanità) della nostra MASSONERIA SOCIALE. L’aristocrazia, che godeva per legge del lavoro dei lavoratori, era interessata nel vedere che i lavoratori erano ben nutriti, sani e forti. Noi siamo interessati all’esatto opposto – nella diminuzione, nell’UCCISIONE DEI GOYIM. Il nostro potere sta nella cronica mancanza di cibo e nella debolezza fisica del lavoratore perché per tutto ciò che questo implica lui viene reso schiavo della nostra volontà, e non troverà nella sua stessa autorità né forza né energia da opporre alla nostra volontà.
La rabbia crea il diritto del capitale di dominare il lavoratore con maggiore certezza di quella che è stata data all’aristocrazia per mezzo dell’autorità legale dei re.
8.
Per mezzo di desiderio, invidia ed odio che vengono suscitati, noi muoveremo le folle e con le loro mani spazzeremo via tutti quelli che si mettono sulla nostra strada.
9.
QUANDO GIUNGERA’ L’ORA PER IL NOSTRO SIGNORE SOVRANO DI TUTTO IL MONDO DI ESSERE INCORONATO, SARANNO LE STESSE MANI CHE SPAZZERANNO VIA QUALSIASI COSA CHE POSSA ESSERE DI INTRALCIO A QUESTO. (“L’Anticristo” biblico?)
10.
I GOYIM hanno perso l’abitudine di pensare a meno che non vengano spinti dai suggerimenti dei nostri specialisti. Quindi non vedono la necessità urgente di ciò che noi, quando verrà il nostro regno, adotteremo in una volta sola, ossia questo, che E’ ESSENZIALE PER INSEGNARE NELLE SCUOLE NAZIONALI UN SEMPLICE E VERITIERO PEZZO DI CONOSCENZA, LA BASE DI TUTTA LA CONOSCENZA – LA CONOSCENZA DELLA STRUTTURA DELLA VITA UMANA, DELL’ESISTENZA SOCIALE, CHE RICHIEDE LA DIVISIONE DEL LAVORO, E DI CONSEGUENZA LA DIVISIONE DEGLI UOMINI IN CLASSI E CONDIZIONI.
E’ essenziale per tutti sapere che DATA LA DIFFERENZA DEGLI OBIETTIVI DELL’ATTIVITA’ UMANA NON CI PUO’ ESSERE NESSUNA UGUAGLIANZA, e che colui che, per mezzo di qualsiasi suo atto compromette un’intera classe, non può essere ugualmente responsabile davanti alla legge di chi invece non influenza nessuno se non il suo stesso onore. La vera conoscenza della struttura della società, nei cui segreti non ammettiamo i GOYIM, dimostrerebbe a tutti gli uomini che le posizioni ed il lavoro devono essere mantenuti in una determinata cerchia, che non possono diventare una fonte di sofferenza umana, che nasce da un’istruzione che non corrisponde al lavoro che gli individui non sono chiamati a fare.
Dopo uno studio scrupoloso di questa conoscenza, i popoli si sottometteranno volontariamente all’autorità ed accetteranno tale posizione come designata a loro nello Stato. Nello stato attuale della conoscenza e della direzione che abbiamo dato per il suo sviluppo, il popolo, che crede ciecamente alle cose stampate – prova – grazie ai suggerimenti intesi a fuorviare e per la sua stessa ignoranza – un odio cieco verso tutte le condizioni che considera superiori a se stesso, perché non ha alcuna comprensione del significato di classe e condizione.“

Riflettiamo, ciò che viene detto non è un falso e tenebroso programma, ciò che viene affermato, non sta forse accadendo?

Già abbiamo fatto presente che l'assassinio dei Romanov fu un massacro rituale, molti giornalisti e storici lo affermano. Gli assassini erano legati da profonda amicizia e come ricompensa per aver ammazzato lo zar e tutta la sua famiglia ebbero alti incarichi e molti soldi. Jurovskij divenne presidente della Ceka del governatorato di Sverdlovsk, fu responsabile del settore risorse auree del Gokhran (Tesoro dello Stato), fu anche direttore del Museo Politecnico di Mosca. Morì nella clinica del Cremlino, solo chi aveva incarichi strategici poteva essere ricoverato lì … vero comunismo … . Vari testimoni hanno raccontato che spesso Yurovskij s'incontrava con i suoi amici più cari, Goloschekin e Medvedev, anche loro avevano partecipato al massacro, e davanti una tazza di te rievocavano con orgoglio i momenti dello sterminio dei Romanov. E' davvero triste , molto triste il lavoro del giornalista che, al fine di far vivere verità e giustizia, per raccontare la storia della rivoluzione bolscevica e conseguente fine dei Romanov, deve imbattersi in squallide figure, maghi, satanisti e quant'altro. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che il comunismo fosse così legato al mondo della magia nera, eppure, documenti storici alla mano, è proprio così. Avremmo voluto credere, parlo di me stessa, in un sincero desiderio di giustizia sociale almeno in rivoluzionari come Ernesto Guevara, invece anche lui faceva parte di certe sette.
L'autore Epiphanius, in “Massoneria e sette segrete”, scrive:
“La falce avrebbe dovuto rappresentare l'ideologia: cioè l'arma da utilizzare per tagliare le gambe alla religione, alla teologia, alla Chiesa cattolica. Falce e martello sono entrambi simboli massonici, presenti nel 'quadro di loggia' già nel primo grado di iniziazione, quella di 'apprendista', in forma separata di martello e falce di luna.”
“Il martello (…) simboleggia il potere, la forza, con lo stesso significato del pugno chiuso. La falce invece è l'emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto della religione.”
Forse pochi sanno che Marx da giovane era affascinato dal Cristianesimo. Poi, probabilmente per ordine della sua 'famiglia' abbracciò il credo 'luciferino'.
Un personaggio di cui si parla moltissimo, quando ci si accosta alla rivoluzione bolscevica e alla fine dei Romanov, è Rasputin. Finora non si è parlato di lui, perché, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non ebbe alcun ruolo rilevante. Sono assolutamente false tutte quelle notizie che lo vogliono consigliere di Nicola II. Lo zar lo trattò sempre con grande gentilezza, lo lasciava parlare, ma non ascoltava di certo i suoi consigli. Rasputin era, tutto sommato, un uomo semplice, incapace di comprendere gli intricati piani dei 'padroni del mondo '. Rasputin probabilmente aveva dei poteri che andavano al di là di una razionale comprensione. Sinceramente e non per avere vantaggi lui si mise a disposizione della famiglia imperiale al fine di poter guarire il piccolo Alessio. Ed era logico che scattasse la trappola infernale anche per Rasputin, una trappola costruita da chi voleva la fine della Russia, dei Romanov, della Religione cristiana. Si sa per certo che i suoi nemici lo facevano bere, lo drogavano anche, per poi attribuirgli comportamenti disdicevoli. Purtroppo a questo orribile gioco si prestarono anche alcuni nobili russi. Rasputin non era quel mostro che viene spesso descritto e la zarina non era una donna debole e invasata, si fidava di lui perché era una mamma, che soffriva molto per la malattia del figlio.

La propaganda mediatica, sempre strettamente in possesso dei 'padroni del mondo ', ci descrive tuttora Rasputin come un monaco pazzo e corrotto e la zarina Alessandra, secondo questa propaganda, sarebbe stata plagiata da lui, nulla di più falso. Dispiace che siano stati parecchi nobili ad offrire un determinante aiuto ai bolscevichi, affinché tante menzogne su Rasputin e la zarina Alessandra si diffondessero sempre di più. La nobiltà talvolta è una perfida zavorra, egoista e prepotente, che schiaccia le persone oneste e le loro buone opere, per far prevalere solamente se stessi e la loro grande superficialità e sete di potere. Nicola II e Alessandra non amavano le feste nei palazzi, e molti nobili erano contro di loro. In tempi più recenti una persona molto profonda e religiosa, come re Baldovino del Belgio, si sbarazzò di una corte festaiola e intrigante.
Soprattutto per la zarina Alessandra certi nobili di San Pietroburgo erano un vero e proprio incubo. Furono per lei fonte di grande amarezza, e si può ben capirla, i nobili spesso hanno avuto la tendenza a distruggere le persone di valore e di sovente hanno cercato di tenere queste persone lontane dai Romanov, ma per fortuna gli zar russi hanno saputo quasi sempre distinguere tra nobili vanitosi e assetati di potere e persone leali, persone di vero talento: scienziati, pittori, musicisti, letterati, gente capace di lavorare duramente, lontani dal voler apparire con abiti scintillanti nei palazzi dei potenti, che escogitavano vari sistemi per 'rubare' il potere degli zar e tenerselo stretto, calpestando gli onesti. Di frequente la zarina Alessandra annotava nei suoi diari:” San Pietroburgo è marcia.”
Abbiamo detto che in tempi più recenti re Baldovino aveva preso le distanze da certi nobili e al suo funerale si è saputo che aiutava le sfortunate 'donne di strada', una di loro ha parlato al suo funerale. Auspichiamo che la Santa Madre Russia e i suoi dirigenti abbiamo capacità di discernimento, e alle 'fiere delle vanità' sappiano preferire persone leali e di vero talento, che anche attualmente 'vengono nascoste' da persone che sfarfalleggiano da una festa all'altra, pavoneggiandosi e opprimendo prepotentemente chi si adopera per il bene della Russia. Queste persone spesso non conoscono la storia e non sanno, o non vogliono sapere, che i Romanov sono stati diversi e spesso molto più vicini alla gente rispetto ad altri nobili europei. I Romanov, soprattutto Nicola I, sono stati capaci di aiutare e anche adottare vari bambini dando il loro nome. E i Romanov sono soprattutto Santi, ricordiamolo. Pertanto i vanitosi e assetati di potere, che Romanov non sono, non si affannino a chiedere il DNA alle persone che amano la loro Patria, la Russia, e hanno dei precisi ideali, rivolgiamo un appello a queste persone: “ Se continuerete a nascondere e maltrattare con mille sotterfugi le persone che con grande amore lavorano per l'amata Russia, un giorno dovrete rispondere a Dio in merito ai vostri misfatti.” E purtroppo questi vanitosi furbastri e superficiali attuali stanno aiutando molto, anzi moltissimo, i 'padroni del mondo ' nemici della Russia. Grande battaglia tra il bene e il male anche ai nostri giorni.
Se il 2 marzo 1917 Nicola II fu costretto ad abdicare, a bordo di un treno, quella parte di nobiltà marcia di cui parlava la zarina, aveva grandi responsabilità, avevano aiutato i bolscevichi in modo vergognoso.
Documento inserito il: 08/01/2018
  • TAG: protocolli sion, savi anziani, rivoluzione bolscevica, russia, romanov, zar, comunismo

Articoli correlati a In Europa


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy