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Triestina Story 1918-2019. Cento anni e più di storia rossoalabardata. Docufilm di Dario Roccavini [ di Daniela Asaro Romanoff ]

INTERVISTA CONVERSAZIONE CON DARIO ROCCAVINI, REGISTA DEL DOCUFILM

“ TRIESTINA STORY 1918-2019 CENTO ANNI E PIU' DI STORIA ROSSOALABARDATA”



PREFAZIONE E RICERCHE STORICHE

Dario Roccavini è un vero sportivo, solidarietà, generosità, disponibilità non sono un' optional per lui. Oggigiorno sono diventate rare queste persone. Credo che tutti noi, testimoni di un calcio autentico, ci siamo accorti che esiste un degrado sportivo preoccupante. Lo sport dovrebbe educare i giovani ed invece spesso diseduca i “ragazzi” di tutte le età, sono frequenti le baruffe tra i genitori e, pure, tra i nonni ... alle partite dei bambini … .
Permettetemi la digressione: ragazzi di tutte le età, perché il Tempo non esiste, Einstein era stanco della gente che si ostina a credere che il Tempo esiste. Siamo in uno Spazio-Tempo. Verità della Fisica confermata da Dario Roccavini, che ha iniziato a frequentare lo Stadio a nove anni e ha mantenuto intatto l'entusiasmo, la vitalità, l'energia, la gioia di quel bambino. E' saggio non far morire mai il bambino che è in noi.

Ed ora l'intervista, mi sono state date informazioni preziosissime sulla Triestina, spero di riuscire a riportarle, trasmettendo lo stesso entusiasmo, che è stato trasmesso a me da Dario Roccavini.


A chi è venuta l'idea di realizzare un docufilm sulla storia calcistica della Triestina?

L'idea è venuta a me.
Dopo cinque anni di buio per la squadra, la famiglia Biasin-Milanese salva la Triestina dal disastro nel 2016. Nell'estate 2017 espongo la mia idea ai nuovi dirigenti, desidero in particolare ringraziare, oltre ovviamente a Mauro e Romina Milanese, il segretario generale Giuseppe D'Aniello. Dopo un normale primo momento di stupore, c'è stato da parte di tutti loro grande apertura e disponibilità.



Reperire il materiale per il docufilm non deve essere stato facile.

Assolutamente no. Non c'era più un archivio, i disastri societari precedenti avevano fatto perdere le tracce dei vari archivi, che erano esistiti. Nel mio lavoro di ricerca sono stato aiutato dai libri scritti da Luca Dibenedetto e da Dante di Ragogna e Augusto Re David, purtroppo deceduti nel frattempo.
Ho contattato Luca Dibenedetto, che mi ha fatto avere ulteriore materiale, il suo libro s'intitola “I Pionieri Alabardati”.
Mi ha aiutato tantissimo un mio amico d’infanzia, Roberto, che aveva conservato una grande quantità di informazioni, giornali, illustrazioni relative alla Triestina.
E' stato difficile trovare notizie sulla Triestina dal 1918 al 1930, ma in ciò sono stato facilitato dal volume “I Pionieri Alabardati” di Luca Dibenedetto, il quale mi ha messo generosamente a disposizione persino gli originali di foto d’epoca pubblicate nella sua opera. Con grande pazienza sono riuscito ad ottenere informazioni utili, non solo a Trieste ed in regione, ma anche in altre parti d’Italia.



Nel suo docufilm Lei riesce a dare delle emozioni, non si tratta solo di un documentario calcistico, le origini della Triestina nel 1918 sono affascinanti e per Lei raggiungere queste origini sarà stata un'impresa.

Assolutamente non facile. Esistevano due squadre in città: il Trieste Football Club e il Circolo Sportivo Ponziana. Si allenavano su un campo di una caserma austriaca, che era ubicata dove adesso abbiamo la Piazza Oberdan. Spesso i calciatori delle due squadre litigavano e, curiosamente, furono anche gli ufficiali, stanchi di queste liti, a sollecitare un'unione tra le due compagini.
In merito all'ubicazione del caffè in cui si incontrarono alcuni dirigenti delle due squadre, nel quale fu concordata la fusione (da cui il nome Unione) c'è stata da parte mia un'attenta ricerca. Si sapeva che la Triestina era nata come associazione calcistica al Caffé Battisti il 18 dicembre 1918. Si pensava che il Caffè si trovasse all'epoca in Viale XX Settembre 43, ma c'era qualcosa che non mi convinceva. Io mi sono recato nel bar ancora esistente al civico 43, vicino al Teatro Stabile Rossetti, ma dai documenti fornitimi, avevo dedotto che non era quello l'indirizzo esatto.
Il ritmo con il quale Roccavini racconta tutte le vicende, che hanno accompagnato le ricerche del numero civico esatto, è emozionante, come il suo docufilm. Sta in questo la straordinarietà del regista, saper dare agli argomenti sportivi delle valenze che arrivano diritte al cuore dello spettatore. Mi rivolsi nuovamente a quell'amico d’infanzia, che mi aveva fornito così tanto materiale utilissimo sulla Triestina, mi recai alla Biblioteca Civica ed ebbi la conferma che il Caffè Battisti, già Secession, all’epoca era ubicato sul lato opposto di Viale XX Settembre, precisamente al n. 32. In sostanza, il Caffè stava sul piano stradale di un prestigioso edificio risalente al 1902, la Casa Agnani, all’angolo fra il n. 8 di via Rossetti ed il n. 32 di Viale XX Settembre. L’unione fra le due società fu ratificata in un successivo incontro, il 2 febbraio 1919 e nacque la nostra Triestina, che sin dall'inizio venne denominata Unione.
Il Caffè al n. 43 di Viale XX Settembre fu momentaneamente una sede della Triestina tra il 1922 ed il 1923.
Il Comitato organizzatore delle Celebrazioni del Centenario, il 18 dicembre 2018, ha messo una targa sulla casa Agnani, all’angolo fra Via Rossetti ed il Viale XX Settembre.
Difatti nel docufilm si vede una sorridente Romina Milanese, che scopre tale targa.
Sta scritto:
Cent’anni fa qui, al Caffé Secession, nacque l'Unione Sportiva Triestina, simbolo e orgoglio di tutta la città, Umberto Saba ieri ed i tifosi oggi “Vi salutano Rossoalabardati”.




DIFFUSIONE DEL DOCUFILM A TRIESTE E IN ITALIA, IDEE PER UNA FUTURA DIFFUSIONE, IDENTITA' SPORTIVA E PROFESSIONALE DEL REGISTA DARIO ROCCAVINI, “TRIESTINITA' SPORTIVA”

Immagino che il docufilm abbia avuto ampia diffusione in città.

Certamente, il docufilm è stato proiettato alla mostra sul Centenario della Triestina, che è stata aperta al pubblico il 18 dicembre 2018 e si è conclusa il 3 febbraio 2019. Ogni sabato, e la domenica mattina, il docufilm veniva proiettato. La mostra si è conclusa il 3 febbraio con la proiezione del docufilm, presenti i calciatori Franco De Falco e Tiziano Ascagni, simboli della Triestina degli anni '80, presenti tutte le autorità.
Il docufilm era stato presentato in prima visione al Teatro Salesiani il 21 novembre 2018, presente al completo la società rossoalabardata e la prima squadra, le vecchie glorie, la tifoseria organizzata ed un vasto pubblico.
Conclusa la mostra, ho iniziato a ricevere tante telefonate da parte di persone che avevano libri, giornali, illustrazioni e tante informazioni utili sulla storia della Triestina.
Ciò mi ha indotto a realizzare una seconda versione anche integrata del docufilm, ho compreso anche la stagione 2018/2019 ed il titolo è diventato “Triestina Story 1918-2019 - 100 anni e più di storia rossoalabardata”. Nel frattempo il Presidente dell'Associazione Giuliani nel Mondo con sede a Trieste, Dario Locchi, aveva incontrato il Presidente Mario Biasin in Australia, e aveva saputo del docufilm. Venne coinvolta l'Associazione Triestini e Goriziani in Roma, ed il 28 novembre 2019, a Roma, ci fu la prima proiezione della versione integrata del docufilm. A Trieste è stato proiettato il 10 dicembre 2019 al Teatro Salesiani. Nel novembre 2018 c'èra stato un servizio speciale della RAI, anche Tele4 ha dedicato attenzione al docufilm.
Devo dire che, sin dall'inizio, sono stato mosso dal desiderio di far rivivere ai sostenitori della Triestina di ogni tempo sequenze rimaste nel cuore o che, per questioni anagrafiche, non tutti hanno potuto vedere. Un collaboratore, il dott. Gianni Slavich, figlio del medico sociale della Triestina dagli anni Venti al 1948, mi ha fornito molte notizie utili.



Come desidera che, nel futuro, venga diffuso il docufilm sulla Triestina?

Premetto che il docufilm non ha mai avuto fini di lucro, perché pensato per le Celebrazioni del Centenario, per l’US Triestina e per un istituendo Museo sulla storia della Triestina allo Stadio Rocco. Confido che si possa realizzare il museo e il docufilm troverà una collocazione in questo ambito. In futuro, magari quando la Triestina andrà in serie B, speriamo presto, la società rossoalabardata, se lo riterrà, valuterà le modalità di una sua diffusione, il cui ricavato, a mio parere, sarebbe bello se venisse devoluto in beneficenza.


Lei ha sempre seguito le partite della Triestina sin da quando era bambino, quali periodi calcistici le sono rimasti particolarmente nel cuore?

Gli anni Sessanta, proprio perché ero un ragazzino che ha cominciato a seguire la Triestina nel 1959. Poi gli anni Ottanta, gli anni del grandissimo Franco De Falco.


Che significato hanno per Lei questi due termini: Valori Sportivi?

Hanno un grande significato, li sento dentro di me.
Il regista di un film ormai deve essere un esperto videomaker, filmaker, che sa lavorare con grande abilità con il computer.
Io sono da tanto tempo un appassionato di tutte le nuove tecnologie, ed ho ricavato filmati da pellicole in super 8, convertito in digitale filmati in formato VHS; è stata un'impresa ed è un continuo lavoro. Mi sto occupando della versione del film in Full HD e poi ci sarà la versione 4K.
Del resto, molte sequenze filmate del docufilm hanno dovuto essere convertite in digitale da formati analogici, per non parlare del necessario lavoro di miglioria e restauro.



Il suo interesse per la cinematografia si è espresso anche al di fuori dello Sport?

Sì, ho realizzato nel 2014 una Videoenciclopedia delle Ferrovie Italiane, la Storia delle Ferrovie Italiane dal 1839 al 2014.


Secondo Lei la città sostiene abbastanza la sua squadra?

Sì. secondo me la sostiene, anche se il triestino medio, ha un modo tutto particolare nel supportarla. Questa particolare tipologia di tifosi si esprime così:
“Te disevo mi” “Guarda, a mi no i me vedi più”
“Per mi, no i voleva andar su”
Poi, nel tardo pomeriggio di una qualsiasi domenica in città, questa particolare tipologia tutta triestina, nel passare davanti ad un bar, si ferma, entra nel locale e chiede al barista:” La scusi, la sa forsi cossa che ga fatto oggi l'Unione?”



Trieste è davvero una città particolare, ma questo è il suo fascino.
Documento inserito il: 19/02/2020
  • TAG: triestina, calcio, dario roccavini, docufilm, nereo rocco, franco de falco

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