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L'Impero Austro-Ungarico prima della Grande Guerra

L'Impero degli Asburgo era per estensione e per numero di abitanti,il secondo stato europeo e, per la sua collocazione continentale poteva essere considerato il cuore dell'Europa.
Formatosi a seguito di eredità dinastiche e conquiste militari, l'Impero Austro-Ungarico rappresentava un insieme eterogeneo di popoli diversi tra loro per lingua, cultura e religione.
In epoca feudale, la casa d'Asburgo s'impadroniva delle Marche dell'Est (Osterreich) e nel 1156 Enrico II fissava la propria residenza a Vienna. L'impero prese forma, più che per vittorie militari, per una serie di matrimoni che nel corso dei secoli, per via delle eredità dinastiche conseguenti, ne ingrandirono i confini. Nei loro periodi di maggior splendore, gli Asburgo regnarono su buona parte dell'Europa.
Nel 1805, Francesco I d'Asburgo assunse il titolo ereditario di Imperatore d'Austria e nel 1814, al crollo dell'Impero di Napoleone, il Congresso di Vienna restituì agli Asburgo tutti i territori che questi aveve loro tolto, restituendo all'Impero la sua originaria potenza.
Un nuovo ridimensionamento territoriale fece seguito alle campagne risorgimentali del 1859 e del 1866 e soprattutto dalla guerra contro la Prussia, che vedevano la perdita del Veneto e l'esclusione dell'Austria dalla Confederazione Germanica.
Con l'unificazione del Regno d'Italia e la formazione dell'Impero federale tedesco, all'Austria non restava che la via del levante europeo per le proprie mire espansioniostiche.
Il Trattato di Berlino assegnò agli Asburgo il mandato sulla Bosnia e sull'Erzegovina, oltre che sul sangiaccato di Novi Bazar, tutte provincie dell'Impero Ottomano. Nel 1908, le prime due vennero definitivamente annesse all'Impero asburgico, mentre la terza venne restituita ai turchi.
Con queste nuove annessioni territoriali, altri popoli andavano così ad aggiungersi alle numerose altre etnie facenti parte dell'impero degli Asburgo. Dei circa 52 milioni di abitanti, solo 12 milioni erano Tedeschi, il resto della popolazione era composto da 10 milioni di Ungheresi, 8 milioni di Cechi e Slovacchi, 5 milioni fra Serbi e Croati, 5 milioni di Polacchi, 4 milioni di Ruteni, 3 miloni e mezzo di Rumeni, 2 milioni di Turchi, 1 milione di Sloveni e circa 1 milione di Italiani.
Nonostante i diversi secoli passati sotto lo stesso Impero, non si registrò mai un tentativo, seppure accennato di una fusione tra le diverse popolazioni, ma piuttosto si cercava in tutti modi di rinfocolare l'antagonismo tra le diverse etnie, e questo forse era dovuto al timore, da parte degli Asburgo, che un giorno tali popoli uniti avrebbero potuto volgersi contro il potere centrale.
Fin dal 1867 l'Ungheria riuscì ad ottenere il riconoscimento della propria individualità etnica, divenendo una monarchia (retta con il titolo di Re d'Ungheria dall'Imperatore d'Austria), con un proprio parlamento separato da quello di Vienna.
Mentre una delle maggiori preoccupazioni dell'Austria era di soffocare l'italianità di Trento, Trieste e Zara (facilitando l'emigrazione in queste città di cittadini sloveni e croati), gli Ungheresi esercitavano una supremazia assoluta sulle popolazioni slave a loro sottomesse. Ottenuta l'autonomia, nonostante i dissidi con Vienna, gli Ungheresi furono tra i maggiori sostenitori dell'Impero, in quanto esso garantiva la sicurezza del loro territorio, preservando così l'Ungheria dalle mire espansionistiche dei suoi potenti e avidi vicini.
La politica ungherese non era per nulla in sintonia con la spinta verso Est (Drang nach Osten) perseguita da Vienna, in quanto essa avrebbe comportato un aumento dei Serbi e dei Montenegrini nella popolazione della Monarchia, cosa che avrebbe portato uno squlibrio etnico, il cui peso avrebbe potuto generare uno spostamento nelle direttive del governo.
Gli Slavi annessi a forza nell'Impero, guardavano fiduciosi a Belgrado e a Cettigne, in attesa dell'occasione propizia per rivoltarsi ai loro oppressori e potersi quindi ricongiungere ai loro fratelli. La stessa cosa accadeva negli Italiani di Trento, Trieste e del Litorale Adriatico, che tentavano in tutti i modi di opporsi al tentativo di snaturamento posto in atto dall'Austria.
Privo di qualsiasi affinità tra i suoi popoli, L'Impero Austro-Ungarico non poteva neppure contare su una fede religiosa comune: gran parte degli abitanti erano di religione cattolica romana, ma non mancavano certo i fedeli di altre confessioni. 5 milioni di cattolici di rito greco e armeno, circa 5 milioni di scismatici, 5 milioni circa di luterani, 3 milioni di ebrei e circa 600 mila musulmani.
A rendere più aspri gli antagonismi etnici e religiosi, contribuivano anche i fattori economici. La Boemia, per esempio, ricca di industrie ed impossibilitata ad esportare al nord, tendeva a creare un proprio mercato nei paesi balcanici, ma in ciò era sfavorita dalla politica di espansione a Est posta in atto dal governo centrale, che le precludeva di fatto questa opportunità.
Mentre l'Austria, la Boemia e la Cecoslovacchia, paesi prevalentemente industriali premevano per imporre dei dazi protettivi al fine di salvaguardare le propria produzione contro la concorrenza della Germania, l'Ungheria, la cui economia era basata sulle produzioni agricole,era assolutamente contraria al protezionismo, che avrebbe portato ad una diminuzione delle esportazioni di prodotti alimentari verso il nord Europa. Occorre tener conto che i migliori clienti dei magiari erano i maggiori concorrenti di Austria, Boemia e Cecoslovacchia, e qindi si venivano a creare nuovi dissidi all'interno dell'Impero.
Mancando una coesione politica, economica, etnica e religiosa, si capisce perchè l'Impero facesse un particolare affidamento sull'esercito, soprattutto per quanto riguardava la repressione dei moti irredentisti che talvolta minacciavano l'unità imperiale.
L'elemento militare prevaleva spesso nelle decisioni politiche, condizionandole, a volte in modo avveturoso e aggressivo, esercitando una pericolosa supremazia, che avrebbe infine portato alla sconfitta e alla scomparsa di quello che per secoli fu il più vasto impero continentale.


Nell'immagine, Francesco Giuseppe I d'Asburgo, che per più di sessant'anni resse le sorti dell'Impero d'Austria-Ungheria.
Documento inserito il: 03/01/2015
  • TAG: impero austro ungarico, prima 1914, imperatore francesco giuseppe, asburgo, multietnico, regno ungheria, economia, industria, agricoltura, esercito, moti irredentisti

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