AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Contemporanea > In Europa

Non frangar, non flectar: non mi spezzo e non mi piego. [ di Gianluca Padovan ]

Non mi spezzo!
In Italia e nel resto dell’Europa vi è stato un colpo di stato in bianco. Il popolo non comanda più. Siamo arrivati alla resa dei conti: il nemico ha forse vinto? Non posso utilizzare il termine di avversario, nemmeno quello di nemico, perché chi ci vuole suo servitore non si mostra. Non ha mai avuto il coraggio di mostrarsi: ha sempre e solo pagato qualcuno che ha la nostra stessa faccia, il colore della nostra stessa pelle per farci la guerra. Ma non badiamo a coloro i quali hanno creduto ad una bandiera posticcia, oppure a coloro i quali si sono lasciati comperare. Non facciamo caso a coloro che hanno venduto la propria divinità umana diventando degli schiavi. Non preoccupiamoci di chi ha tradito, di chi si è ritirato, di chi si è nascosto, di chi ha venduto noi e la sua dignità di essere umano libero. Preoccupiamoci di fare capire a tutti coloro i quali desiderano esistere a testa alta che oggi non contano i partiti politici, le parole d’ordine di partito e i vecchi slogan da urlare in piazza. Oggi occorre guardare la situazione reale per quello che è.

Non mi piego!
C’è stata una guerra che ha distrutto l’Europa. Io non ero lì, forse e quasi sicuramente c’era l’energia che muove la mia attuale carcassa umana. Io vedo immagini d’epoca, leggo scritti d’epoca e qualcosa mi vibra dentro, dal profondo, perché comunque esisto nel presente. Ma sento. Quindi sono. Sono io, immortale, che torno con i miei camerati, perché le armi non le abbiamo mai deposte. Forse l’arma mi sarà caduta di mano, perché sono caduto, ma non perché mi sono arreso. Ed ero pronto, pur nelle morte, a tornare a combattere ancora. Quanti capiranno ciò? Non posso stare a contarli, perché oggi, ognuno che ha un cuore e una mente propria, deve battersi autonomamente: ci riconosceremo quando ci vedremo correre contro lo stesso avverso fronte.

Io sono, quindi mi batto!
La Seconda Guerra Mondiale è stata la seconda guerra civile europea, allargata al resto del mondo, voluta e scatenata da chi detiene il potere delle banche e di una certa economia. Abbiamo il triangolo occulto, ma presente, della massoneria mondiale, braccio armato del cancro che corrode il mondo intero. In ogni caso dal 1945, fine presunta della guerra, sono passati esattamente sessantasette (67!) anni. L’esercito americano, liberatore o invasore che sia, è ancora qui. Se ci ha liberato, doveva lasciare al popolo italiano la sua sovranità e andarsene. Se era invasore, al termine della guerra doveva ritirarsi e basta. Se è ancora qui, con le sue cento e passa basi militari sul sacro suolo italiano, vuole dire che era ed è solo un «conquistadores» e che la guerra non è finita. Ma qualcuno sostiene che se sono qui è perché le mafie calabrese, russa e cinese (che fanno pure rima), trascinerebbero l’Italia in una guerra di potere. Quindi, cari signori e signore, smettiamola di prenderci in giro e tentare di lavare la nostra coscienza con acqua sporca. Il vero problema dell’Italia e dell’Europa è, in ogni caso, che la guerra civile mondiale non è finita. Non c’è una crisi economica: c’è solo guerra. Non c’è stato un colpo di stato della massoneria italiana ed europea: c’è solo guerra. Il nemico non ha vinto: c’è sempre e ancora guerra. Se lo negate siete servi della massoneria mondiale, che vuole la soggezione e la schiavitù dei popoli. Se lo riconoscete vuole almeno dire che non siete dei venduti. Abbiate il coraggio di credere in voi stessi. Ed allora che il motto sia: «non mi spezzo e non mi piego»!
Documento inserito il: 30/12/2014
  • TAG: seconda guerra mondiale, guerra civile europea, triangolo occulto, banche, poteri forti, massoneria

Articoli correlati a In Europa


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy