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Storia sintetica della Francia

di Alberto Sigona


Ripercorriamo in estrema sintesi le tappe più importanti che plasmarono la Nazione di Francia, passando in rapida rassegna i primi gruppi etnici che che vi si stanziarono ed i primi regni che vi videro la luce, inoltrandoci sommariamente tra i “capitoli” chiave che ne hanno puntellato l'evoluzione territoriale e istituzionale sino all'era contemporanea.


DALL'EPOCA GALLICA ALLE ORIGINI DELLO STATO FRANCESE

La prima civiltà avanzata ad insediarsi nell'attuale Francia fu quella dei Celti, in particolare i Galli. Politicamente divisi in molte tribù e confederazioni indipendenti, essi attorno al 900 a. C. ne iniziarono la lenta ma costante colonizzazione, occupandone progressivamente vaste “regioni”, raggiungendo la massima espansione verso il III secolo a. C., quando ormai quasi l'intera Francia si trovava ad esservi assoggettata. L'epopea gallica era però destinata ad estinguersi gradualmente. Le loro terre, infatti, nel II secolo a. C. avrebbero attirato le attenzioni di una grande civiltà che da lì a pochi secoli estenderà i suoi artigli su di un impero gigantesco, segnando un'epoca infinita della storia umana. Stiamo riferendoci ovviamente a Roma, la cui eco della straordinaria potenza avrebbe riecheggiato per l'eternità. Tra il 125 ed il 118 a. C., a seguito di vari scontri militari, buona parte del sud del Paese cadde proprio in mano dei romani, che vi crearono la Gallia Narbonense, per quello che fu solo il preludio alla conquista dell'intera Francia. Che però sarebbe avvenuta solo molti decenni dopo, ai tempi di Giulio Cesare, nel 51 a. C., al termine di una guerra lunga 8 anni combattuta contro le varie tribù galliche. Per secoli l'odierna Francia fece parte perciò dell'Impero Romano, ed i Galli furono gradualmente romanizzati sino a perdere per sempre la loro identità, anche se elementi culturali e sociali confluirono nella civiltà gallo-romana, base remota della futura Francia.
Tra il III ed il V secolo dopo Cristo la penetrazione sempre più massiccia di popolazioni barbariche e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (avvenuta nel 476) muteranno radicalmente la fisionomia del territorio francese. Attorno al 500 i Franchi di Clodoveo I (della dinastia dei Merovingi) - il quale per la prima volta aveva riunito le varie tribù in un unico regno - prendono il sopravvento sugli altri popoli che si contendevano il predominio del territorio francese (tra cui Alemanni e Visigoti), ricostituendo quasi totalmente l'unità della vecchia Gallia. È proprio da qui che molti storici fanno risalire le origini della Nazione francese. Tuttavia alla sua morte, avvenuta nel 511, la Gallia fu divisa tra i suoi quattro figli: Clodomiro, Childeberto, Clotario e Teodorico, secondo la tradizione franca della divisione dell'eredità. Questi continuarono a lottare per l'unificazione della Gallia, e, agendo congiuntamente (essi si consideravano co-eredi del regno dei Franchi e perseguivano un’espansione dinastica comune), nel 534 sconfissero i Burgundi, incorporando il loro regno nella Gallia franca (l'ultimo grande regno della Gallia a essere incorporato nel reame franco). Tuttavia, l'unificazione completa della futura Francia non fu realizzata fino al regno di Clotario II (584-629) e Dagoberto I (629-639), che riuscirono a riunificare la maggior parte della Gallia sotto un solo regno(1).


DA CARLO MAGNO AL TRATTATO DI VERDUN

Tornato ad essere un unico Dominio, il Regno dei Franchi, dopo esser passato attraverso nuove frammentazioni e riunificazioni, ed aver frenato l'avanzata araba in Europa (scongiurando l'islamizzazione dell'intero continente) con la celebre battaglia di Poitiers del 732 vinta dalle truppe di Carlo Martello (che diede origine alla dinastia Carolingia, rimpiazzando la Merovingia), trovò la definitiva stabilità sotto Pipino il Breve (eletto Re dai guerrieri franchi nel 751, elezione pochi anni dopo confermata e legittimata dal Papa, che incoronandolo solennemente gli mostrò così la riconoscenza per averlo aiutato precedentemente a fermare l'avanzata dei Longobardi che avevano minacciato Roma)(2), per poi, più tardi, conoscere la sua massima espansione con Carlo Magno. Questi nell'800, con tanto di benedizione della Chiesa Cristiana (che mediante Papa Leone III lo incoronò Imperatore dei Romani), avrebbe formalizzato la nascita del cosiddetto Sacro Romano Impero (denominazione postuma), un enorme dominio che si sarebbe esteso al punto da inglobare buona parte d'Europa, nord Italia compreso, ristabilendo in un certo senso l'estinto Impero Romano d'Occidente. Considerato da molti storici un Impero più effimero che reale, l'Impero Carolingio dopo la morte di Carlo Magno sarebbe lentamente scemato. A causa di una serie di frammentazioni politiche (dovuta a crescenti autonomie locali) ed a conflitti dinastici tra i suoi eredi (e per il premere lungo i confini di popoli barbari sempre più agguerriti, come i Vichinghi), nel volgere di qualche decennio sarebbe giunto così al definitivo tramonto, sancito nell'anno 843 dal Trattato di Verdun, con il quale si frantumava ufficialmente uno dei più grandi domini al mondo dell'era medievale. La divisione dell'Impero Carolingio portò alla nascita del Regno di Francia, corrispondente su per giù all'odierno territorio francese, al Regno di Germania (embrione del futuro Sacro Romano Impero Germanico, che avrebbe visto la luce nel 962) ed al Regno d'Italia(3).


IL RAFFORZAMENTO DELLA MONARCHIA E L'ESPANSIONE COLONIALE

Inizialmente il potere del Re era debole e il territorio frammentato in feudi, ma dal 987, con l’ascesa dei Capetingi (dinastia originata da Ugo Capeto) la monarchia francese diventò sostanzialmente ereditaria (rappresenterà uno dei casi di continuità dinastica più lunghi d’Europa) e si consolidò progressivamente. Quindi tra XII e XIII secolo i sovrani rafforzarono l’autorità centrale, ampliando i confini della Francia attraverso guerre, matrimoni e trattati. Tra il 1309 ed il 1417 la Francia fu persino sede del Papato, mentre tra il 1337 ed il 1453 la cosiddetta Guerra dei Cent'anni combattuta e vinta contro l'Inghilterra, che mirava a conquistare la Francia e all'unione delle due corone sotto un Re inglese, rafforzava definitivamente la monarchia transalpina e consolidava il sentimento nazionale francese. Quindi nel XVII secolo si affermò la monarchia assoluta, soprattutto con Luigi XIV, il Re Sole, mentre la Francia si espandeva ulteriormente in Europa, avviando nel contempo un grande impero coloniale che sarebbe arrivato a comprendere anche l'area geografica corrispondente a parti dell'odierno Canada (in primis Quebec) e degli attuali USA (tra cui Louisiana, Mississippi, Missouri, Illinois, Michigan e Minnesota). Nel corso del XVIII secolo la Francia divenne la culla dell’Illuminismo: filosofi come Voltaire, Montesquieu e Rousseau diffusero nuove idee basate sulla ragione, sulla libertà e sulla critica all’assolutismo, che finirono per mettere in discussione i dettami della società e le stesse fondamenta della monarchia. Frattanto con la Guerra dei Sette Anni e il Trattato di Parigi del 1763, la Francia perdeva gran parte del suo impero coloniale in favore della Gran Bretagna, vera protagonista mondiale del tempo. Avendo perso il suo impero coloniale in America, qualche anno dopo la Francia vide una buona possibilità di rifarsi dallo smacco ricevuto dai britannici, venendo in soccorso degli insorti americani durante la guerra d'indipendenza, che nel 1783 avrebbe portato al riconoscimento ufficiale degli Stati Uniti d'America.


DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE ALL'EPOPEA NAPOLEONICA


Nel 1789 le difficoltà economiche, sociali e politiche portarono allo scoppio della Rivoluzione Francese, una straordinaria e drammatica sommossa di popolo che per alcuni anni insanguinò e destabilizzò fortemente il Paese, e che istituzionalmente sfociò nella caduta della Monarchia e nella nascita della Repubblica (con a capo una Convenzione Nazionale), provocando persino la condanna a morte di Re Luigi XVI, suscitando clamore in tutta Europa. In questo contesto, l’Assemblea Nazionale approvava la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, documento fondamentale che sanciva i principi di libertà, uguaglianza, sovranità popolare e tutela dei diritti naturali, ponendo le basi ideologiche della società moderna. Dopo la fine del nefasto Regime del Terrore di matrice giacobina, che vide tra i protagonisti assoluti la controversa figura di Maximilien de Robespierre, a raccogliere l'eredità degli sconvolgimenti politici causati dalla Rivoluzione fu, a suon di vittorie militari leggendarie, il Generale Napoleone Bonaparte, che nel 1799, mediante un Colpo di Stato con cui rovesciava la precaria istituzione del Direttorio (che aveva raccolto il testimone dalla Convenzione), avrebbe in un certo qual modo riesumato simbolicamente, circa mille anni dopo la sua estinzione, l'Impero Carolingio, chiudendo in tal modo la breve e problematica fase repubblicana. Espandendo la sua sovranità dalla Francia sino alla Germania, dall'Italia ai Paesi Bassi, dall'Austria alla Polonia (persino lo Stato Pontificio fu occupato e annesso all’Impero francese, con il Papa imprigionato, perdendo di fatto la sua indipendenza territoriale fino alla Restaurazione post-napoleonica), Napoleone esportò in tutta Europa il progresso giuridico, economico ed amministrativo nonché parte degli ideali rivoluzionari di libertà ed uguaglianza che un giorno avrebbero cambiato il mondo civilizzato, ma nel contempo le tante campagne belliche cui si rese protagonista destabilizzarono notevolmente il Continente. Dopo aver segnato profondamente e in maniera indelebile (nel bene e nel male) i primi 15 anni del nuovo secolo, l'epopea napoleonica, dopo una disastrosa campagna di Russia, si concluse mestamente nel 1815, con la sua definitiva sconfitta ad opera di inglesi ed altre potenze coalizzate, ed il conseguente ripristino, salvo alcune eccezioni (che si tradussero in nuovi equilibri politici e territoriali), dell'assetto geopolitico antecedente alla sua venuta che sarà ratificato nel Congresso di Vienna, con la Francia che però tornava quasi ai confini prerivoluzionari. Attorno al 1830, con la conquista dell’Algeria, iniziava una nuova espansione coloniale, che si sarebbe concentrata in Africa occidentale e in Asia (Indocina...), che nel corso dei decenni farà della Francia una grande potenza imperialistica.


DALLA SECONDA REPUBBLICA ALLA BELLE EPOQUE


Durante i moti rivoluzionari del '48 che infiammarono l'Europa fu rovesciata la Monarchia di Luigi Filippo d’Orléans e fu proclamata dal popolo la Seconda Repubblica con a capo il nipote del grande Napoleone, ovvero Luigi Napoleone Bonaparte (eletto con suffragio universale maschile). Questi però, pochissimi anni dopo, mediante un colpo di Stato re-instaura il potere imperiale e, assumendo il nome di Napoleone III, dà inizio al Secondo Impero Francese, instaurando un regime autoritario che concentrava il potere nelle mani dell’imperatore e limitava le libertà politiche, ma allo stesso tempo promuovendo una politica modernizzatrice, favorendo lo sviluppo industriale, le infrastrutture e la riorganizzazione urbana. Dopo aver partecipato al processo di unificazione dell'Italia (sostenendo il Regno di Sardegna contro l'Austria nella Seconda Guerra d'Indipendenza, portando alla liberazione della Lombardia), ottenendo in cambio del suo contributo bellico Nizza e la Savoia, la sua “avventura” politica si concluderà nel 1870 con la sconfitta nella Guerra Franco-Prussiana e la conseguente proclamazione della Terza Repubblica, forma di governo destinata a consolidarsi negli anni ed a rimanere pressoché inalterata sino ai giorni nostri (sebbene oggi il Presidente abbia più poteri rispetto al passato...).
Durante la Belle Époque la Francia ebbe un ruolo centrale nello sviluppo scientifico, tecnico e culturale europeo grazie al contributo di numerosi inventori e studiosi. Louis Pasteur rivoluzionò la medicina con la scoperta dei vaccini e della pasteurizzazione, mentre Marie Curie ed Henri Becquerel posero le basi della fisica moderna con gli studi sulla radioattività. Claude Chappe fu l’inventore del telegrafo ottico, fondamentale per la trasmissione rapida e a lunga distanza delle informazioni; Louis Daguerre sviluppò il dagherrotipo, prima tecnica fotografica di successo, che trasformò il modo di rappresentare la realtà, mentre i fratelli Lumière davano origine al cinema con l’invenzione del cinematografo. Nel settore dell'edilizia, Gustave Eiffel rese possibile una nuova ingegneria metallica con la celeberrima Tour Eiffel; nel campo dei trasporti, geni come Louis Blériot aprirono la strada all’aviazione moderna; nell'ambito industriale, invece, Armand Peugeot e Louis Renault furono pionieri dell’automobile, contribuendo alla diffusione dei motori a scoppio. Anche lo sport divenne espressione di modernità: il barone Pierre de Coubertin riesumò dopo migliaia di anni i Giochi Olimpici (la prima edizione si tenne ad Atene nel 1896), mentre nel 1903 nacque la gara ciclistica del Tour de France, prima corsa ad attraversare un intero Paese: entrambe le competizioni restano tutt'oggi tra le più popolari e tra le più spettacolari al Mondo. Questi progressi alimentarono un diffuso ottimismo nel futuro e resero la Francia uno dei simboli più evidenti del progresso della Belle Époque.


DALLA GRANDE GUERRA AI GIORNI NOSTRI

Nel 1914 la Francia entrò nella Prima Guerra Mondiale, un conflitto devastante di proporzioni mai viste sino ad allora (che vide i francesi e propri alleati opposti agli Imperi centrali, Germania ed Austria-Ungheria in primis) durato fino al 1918 e che, seppur vinto, causò enormi perdite umane e materiali, rafforzando però l’identità nazionale e la coesione della Repubblica. Dopo la Grande Guerra, il Paese, come gran parte d'Europa, visse un periodo complesso, segnato da ricostruzione, instabilità politica e forti tensioni civili, ma anche da importanti trasformazioni sociali, economiche, culturali, caratterizzate dalla riedificazione postbellica, dall’ampliamento dei diritti dei lavoratori, dalla diffusione della cultura di massa e da un crescente intervento dello Stato nella vita economica e sociale, che si accentuò dopo la crisi economica del 1929, che aveva destabilizzato non poco il Paese causando disoccupazione e malcontento sociale. Al termine dell'occupazione nazista avvenuta per opera della Germania di Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale e durata tra il 1940 ed il 1945, la Francia, grazie al contributo fondamentale degli Alleati angloamericani, sarebbe tornata definitivamente sovrana e indipendente. Nel Dopoguerra, però, vasti movimenti di indipendenza portarono alla decolonizzazione, ovvero alla perdita di quasi tutte le colonie sparse nel globo terracqueo(4). Sempre nel Dopoguerra la Francia fu uno dei membri fondatori della Comunità Europea, precorritrice dell’odierna Unione Europea, partecipando già nel 1951 alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) insieme a Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Negli anni successivi contribuì alla creazione della Comunità Economica Europea (1957) con il Trattato di Roma, promuovendo l’integrazione economica, politica e commerciale in Europa e diventando uno dei pilastri del progetto europeo. Oggi la Francia è una Repubblica semipresidenziale moderna, membro influente dell’Unione Europea e delle principali organizzazioni internazionali, con un’economia avanzata, una società multiculturale e un ruolo strategico nella politica, nella cultura e nella scienza a livello globale.


Nell'immagine, Clodoveo I, re dei Franchi, della dinastia dei Merovingi.


NOTE

(1) Dagoberto I riuscì a riunificare quasi l’intera Gallia riportando sotto un’unica autorità tutti i territori del Regno dei Franchi, che in precedenza erano divisi tra Austrasia, Neustria e Borgogna. Questa riunificazione non avvenne attraverso la conquista di nuovi territori appartenenti ad altri popoli, ma fu una ricomposizione interna del dominio franco, rappresentando uno dei momenti di maggiore forza della monarchia merovingia. La figura di Dagoberto I è importante nella storia dei franchi perché unificò il regno e rafforzò il potere centrale gettando le basi per lo Stato franco medievale. Egli è spesso ricordato come l’ultimo dei Merovingi a esercitare un vero potere reale, prima che i successivi re “fantoccio” lasciassero spazio ai maggiordomi di palazzo, da cui nasceranno i Carolingi.

(2) Con tale incoronazione venne introdotto un principio innovativo rivoluzionario, ovvero la legittimazione divina tramite la Chiesa. Così il potere non derivava più solo dalla tradizione dinastica o dalla forza militare, ma anche dall’approvazione del Papa, cioè di un’autorità spirituale superiore. Questo aprì la strada alla teoria del "potere temporale conferito dal Papa", che diventerà fondamentale nell’Europa medievale. Formalmente, sino ad allora l’Impero Bizantino (Costantinopoli) rivendicava il diritto di legittimare i Re barbarici in Occidente, soprattutto quelli che erano “ex-romani” o territori che i Bizantini consideravano parte della loro sfera di influenza.

(3) In realtà il trattato inizialmente divise l’Impero in: Francia Occidentale (Carlo il Calvo → Francia), Francia Orientale (Ludovico il Germanico → Germania) e Francia Media (Lotario → quella che in seguito divenne Paesi Bassi, Lorena, Alsazia, Borgogna, Provenza e Nord Italia). Le denominazioni Regno di Francia, Regno di Germania e Regno d'Italia furono assunti successivamente...

(4) Considerato uno degli imperi più vasti della storia, quello francese in termini di territorio si estendeva, al suo apice tra gli anni 1920 e 1930, su 13 000 000 km². Includendo anche la Francia metropolitana, i territori sotto sovranità francese raggiunsero in quel tempo i 13 500 000 km², circa 1/10 delle terre emerse. Fra i principali Stati attuali, i cui territori nel corso della lunga colonizzazione in tutto o in parte, anche per brevi periodi, entrarono per un certo periodo a far parte dell'Impero coloniale francese (prendendo in esame sia la prima che la seconda colonizzazione), vi sono: Algeria, Benin, Camerun, Canada, Costa d'Avorio, India, Marocco, Senegal, USA e Tunisia. Oggi i resti del vecchio impero coloniale fanno parte dei cosiddetti "territori d'oltre mare" e rappresentano il 17,9% del territorio francese e il 4,1% della popolazione della Francia. Essi sono: Guadalupa, Martinica, Guyana Francese, La Riunione, Mayotte, Saint Pierre & Miquelon, Saint Barthelemy, Saint Martin, Terre Australi e Antartiche Francesi, Wallis & Futuna, Polinesia Francese, Nuova Caledonia, Clipperton.

Documento inserito il: 14/01/2026
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