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La Madonna con Bambino di Domenico Guarino nella Chiesa matrice di Atella (PZ)

di Michele Strazza


Nella trecentesca chiesa matrice di Atella, in provincia di Potenza, dedicata a Santa Maria ad Nives, è collocata la tela Madonna con Bambino, S. Giuseppe e S. Antonio di Domenico Guarino.
Il pittore napoletano (Napoli, 1683-1750), seguace di Francesco Solimena, eseguì molti lavori per la committenza ecclesiastica, soprattutto per l’Ordine francescano, non solo a Napoli, ma anche in Basilicata dove operò lungamente.
Nella città partenopea lavorò per i restauri degli affreschi di Micco Spadaro nella Certosa di San Martino e dell’Incoronata. Sempre a Napoli sue tele sono nella Chiesa di San Nicolò della Dogana, tra cui il S. Gennaro, mentre due dipinti sono nella chiesa di Santa Maria in Portico.
Altre sue opere si trovano a Caggiano, nel convento di Sant’Antonio e nella Chiesa di Santa Maria dei Greci, mentre nel 1746 dipinse una Deposizione per l’Abbazia di San Michele Arcangelo sull’isola di Procida.
Ma è in Basilicata, come anticipato, che si trovano numerose sue opere, probabilmente dipinte tra il 1720 e il 1762.
Oltre alle serie di Via Crucis realizzate per le chiese parrocchiali di Lauria, Grassano e Genzano, nonché per la chiesa potentina di Santa Maria del Sepolcro, ricordiamo, nel Materano, le seguenti opere firmate: la Maddalena penitente, datata 1720 e collocata nella chiesa di Pomarico dedicata a Sant’Antonio, il S. Donato e la Porziuncola della chiesa di Sant’Antonio a Pisticci, datati, rispettivamente, 1747 e 1748, mentre, nel Potentino, nella chiesa parrocchiale di Laurenzana, è collocata la tela L’incontro tra S. Francesco e S. Domenico del 1782.
Sempre in Basilicata, Anna Grelle Iusco ha attribuito altri dipinti al pittore napoletano: una tela con S. Apollonia, S. Carlo e S. Rocco nella chiesa di Sant’Antonio a Pomarico, insieme a una S. Lucia di bottega; S. Antonio, S. Apollonia, S. Biagio, S. Caterina, S. Eligio e S. Liborio nella chiesa di Sant’Antonio di Pisticci; L’Immacolata con Santo monaco nella chiesa di Sant’Antonio a Stigliano. Diverse opere sono, poi, collocate nella chiesa del convento di Salandra, in particolare: L’Ultima Cena, due Madonne con Bambino, S. Antuono, S. Francesco, S. Gennaro, S. Giovanni Battista, S. Giovanni da Capestrano, S. Leonardo, S. Nicola, S. Rosa, S. Vescovo, S. Vito.
Per la studiosa sono, inoltre, del Guarino altre opere di varie chiese della provincia di Potenza: nella chiesa del convento di Forenza il lunettone con Comunione degli apostoli, l’alzata di inginocchiatoio con Storie della Passione, Martirio di S. Barbara, S. Cecilia, S. Francesco, S. Maria Maddalena; nella chiesa del Sacro Cuore di Genzano L’Annunciazione, S. Agata, S. Apollonia, S. Barbara, S. Cecilia, Porziuncola, S. Rosa; nella chiesa del cimitero a Lavello S. Lucia; nella chiesa della Riforma di Sant’Arcangelo L’Immacolata.
Nella Concattedrale di Venosa vi è, poi, la tela sul Matrimonio mistico di S. Caterina. Il dipinto, secondo il Borrelli, richiama “i modi del Solimena del primo decennio del secolo, caratterizzata da una linea di contorno ferma e da contrasti chiaroscurali, anche se in questo caso sembrano non mancare rimandi agli epigoni del giordanismo”.
Ritornando, dunque, alla Madonna con Bambino, S. Giuseppe e S. Antonio della chiesa matrice di Atella, dobbiamo precisare che, in tale località, proveniente dalla chiesa della Trinità, è stata individuata un’altra opera del Guarino, la tela S. Carlo, S. Ludovico, S. Michele.
Per la Madonna con Bambino, S. Giuseppe e S. Antonio, collocata alla destra dell’altare, se guardato di fronte, oltre all’influenza del Solimena, ben individuata nei già citati effetti chiaroscurali, non mancano rimandi a quel Luca Giordano cui la pittura di Domenico Guarino pure si richiama.
Nell’opera, il pittore napoletano fissa l’immagine di un Bambino Gesù intento ad avvicinare la propria bocca al seno materno di una Madonna dal volto assorto, mentre San Giuseppe compie il gesto di additare quel sacro momento alle anime purganti sottostanti, imitato da Sant’Antonio che sembra offrire la sacra rappresentazione alle stesse anime per il loro riscatto spirituale.
In definitiva, come ben ha sottolineato Rossella Villani, in questa, come nelle opere precedenti, risulta evidente l’impostazione del Solimena, “incentrata sui contrastati effetti luministici, sul saldo modellato delle figure, sugli spiraliformi panneggi, sui vorticosi movimenti dei personaggi, sulla tavolozza fiammeggiante, ma anche sulla pennellata rapida e contorta”.


Nell'immagine, La chiesa matrice di Santa Maria in Nives, nella quale é collocato il dipinto di Domenico Guarino, Madonna con Bambino, S. Giuseppe e S. Antonio.


Bibliografia

Acanfora E. (a cura di), Splendori del barocco defilato, arte in Basilicata e ai suoi confini da Luca Giordano al Settecento, Catalogo Mostra, Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 24 luglio - 5 settembre 2010.
Borrelli G.G., Domenico Guarino. Nozze mistiche di S. Caterina, in AA.VV., “Cultura artistica della Basilicata. Opere scelte”. Catalogo della mostra, Matera, 1999, pp. 58-59.
Grelle Iusco A., Arte in Basilicata, Catalogo della mostra, 2001.
Pavone M., Pittori napoletani della prima metà del Settecento. Dal documento all'opera E-book, Napoli, Liguori Editore, 2008.
Villani R., La pittura in Basilicata dal Manierismo all’Età moderna, Potenza, Consiglio regionale della Basilicata, 2006, pp. 262-264.
Documento inserito il: 12/02/2026
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