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>> Storia Contemporanea > L'italia dopo il congresso di Vienna

Alfred Lecointe. Un ingegnere francese al servizio delle ferrovie asburgiche (Parigi, 1819 - Vienna 1884)

di Gerardo SEVERINO
Col. Ris. Guardia di Finanza, storico militare, della Diplomazia e dell’emigrazione italiana nel mondo


Premessa

A Milano, in Via Melchiorre Gioia, uno storico caseggiato ospita da moltissimi anni i più importanti reparti della Guardia di Finanza. Il Corpo vi approdò timidamente nell’ormai lontanissimo 1873, quando l’immobile, un tempo sede della gloriosa Stazione Ferroviaria di Milano Porta Nuova II (1), divenne un importante punto di riferimento della Regia Dogana milanese. Questa ne fissò dapprima un ufficio di controllo, con tanto di Brigata delle allora Guardie Doganali e, in seguito, nel 1879, la sede della Dogana Centrale. Ebbene, molti non sanno che la caserma “Cinque Giornate”, attuale sede del Comando Regionale delle Fiamme Gialle, era stata in precedenza progettata dal francese Alfred Lecointe, un Parigino, allora Ingegnere capo presso le Ferrovie Imperiali Asburgiche a Vienna: professionista famosissimo sia in Austria che in Francia, ma pressoché sconosciuto qui da noi. Quella che segue è una sua breve biografia.


Alfred Lecointe. Da Vienna a Milano (1839 - 1848)

Nel 1839, già all’apice della sua carriera, l’Ingegnere francese entrò a far parte della “Privilegiata Strada Ferrata Milano – Como”, sorta nel frattempo con la finalità di realizzare la tratta ferroviaria che avrebbe unito le due importanti città lombarde. Fu, quindi, già in quel frangente storico che il Lecointe disegnò la pianta generale della futura Stazione, ne scelse l’area e approvò il progetto finale. A tale opera avrebbero, poi, contributo anche l’Architetto milanese Stabili, per le facciate, mentre agli Ingegneri Canzio Canzi e Achille Jodani, unitamente all’Architetto Jourdain, spettò la progettazione delle tettorie e delle capriate. La nuova Stazione di Milano Porta Nuova II verrà terminata in tempi record e, quindi, inaugurata il 25 giugno del 1850. Ebbene, come ricorda lo storico ferroviario Silvio Gallio: <<Lecointe era nel gruppo di finanzieri, ingegneri e funzionari francesi che operavano in Austria. Un paio d'anni prima, nel 1844, inviava in Francia statistiche sulle ferrovie del mondo tedesco. Più tardi lo troveremo citato in varie pubblicazioni austriache e assiso fra i direttori della ferrovia Brünn-Rossiter, del gruppo Österreiche Staatseisenbahn-Gesellshaft con sede a Vienna. E a Vienna operava anche Eskeles. Ecco come mai un ingegnere francese progettò una stazione a Milano. Lecointe portava idee più nuove su come dovesse essere costruita una stazione ferroviaria. A cominciare dall'estinzione del terreno necessario, del piazzale interno e della sua protezione>> (2). Dal punto di vista architettonico occorre aggiungere che la Stazione fu progettata dall’Ingegner Lecointe seguendo le forme neoclassiche, allora molto in voga in tutta Europa. L’edificio, nella sua progettazione iniziale, fu quindi concepito in un blocco unico, su due livelli, suddiviso in tre parti, due aggettanti e una centrale con l’entrata principale. All’interno si trovavano ovviamente una biglietteria, delle sale d’attesa, mentre gli uffici ne occupavano il primo piano. Sul retro, la struttura era completata da una grande tettoia a tre campate a protezione dei treni e dei cinque binari di transito e di manovra. L'edificio, costruito appena fuori le mura seicentesche, nel territorio del Comune dei Corpi Santi (3), venne inteso nella forma di una complessa ed articolata architettura, una vera e propria morfologia urbana, cerniera tra la vecchia e la nuova città che stava sorgendo, per l’appunto oltre i bastioni. L'architettura risulta, quindi, di elevata piacevolezza, pur essendo di tipo tardo-classica, pensata e realizzata come edilizia colta e civile, necessaria con la sua tipologia a formare il nuovo paesaggio urbano della futura Capitale economica d’Italia. Il fabbricato, in origine a due piani fuori terra, fu progettato seguendo le grandi dimensioni, segno evidente che ne lascia immaginare un impiego ben più importante rispetto a quello che effettivamente avrebbe avuto, almeno fin quando rimase Stazione. A questo punto è doveroso dare un piccolo flash biografico del Lecointe.


Alfred Lacointe (1819 – 1884)

Alfred Lecointe nacque presso l’ospedale principale di Parigi il 9 febbraio 1819, nell’ambito di un’agiata famiglia dell’alta borghesia imperiale. Nella capitale francese visse per gran parte della sua vita. Laureatosi in Ingegneria, fu inizialmente impiegato presso il celebre istituto bancario francese Crédit Mobilier. Diversi anni doppo si trasferì in Austria, dove ricoprì l'importante incarico di Segretario del Consiglio di Amministrazione della Compagnia delle Ferrovie dello Stato Austriache (StEG / Austrian State Railway). Insieme ad altri ingegneri e finanzieri d'oltralpe, il Lecointe contribuì in modo significativo all'espansione e all'influenza della tecnologia ferroviaria francese nell'ambito dell’Impero austro-ungarico. Qui avrebbe collaborato anche con il celebre architetto e urbanista austriaco Ludwig Förster. Giunto a Milano per la prima volta attorno al 1839-1840, rimase legato all’allora Capitale del Regno Lombardo Veneto per tutto il resto della vita. Di Milano era, infatti, originaria la sua adorata moglie, Rosina Viganò, nata in città il 25 giugno 1815 e appartenente anch’ella alla borghesia imprenditoriale locale. L’ingegnere francese e la sua famiglia rimasero a Milano sino allo scoppio della Prima guerra d’indipendenza, assistendo, molto probabilmente, anche alle epiche “Cinque Giornate”. Come ricorda il Gallio: << Nel 1848, forse a causa dei movimenti rivoluzionari di Milano e la Prima guerra d'indipendenza, Lecointe lasciò la ferrovia di Como e ritornò a Vienna>> (4). E fu proprio a Vienna che il nostro protagonista si spense, il 19 settembre del 1884, all'età di 65 anni. Alfred Lecointe fu sepolto nel Wiener Zentralfriedhof. Nella stessa tomba verrà in seguito sepolta anche l’adorata moglie, la milanese Rosina Viganò, morta nella stessa capitale il 13 ottobre del 1890.


Nell'immagine, La Caserma 5 giornate di Milano in una fotografia del 1937.


NOTE:

(1) Passata alla storia col nome di “Porta Nuova 1^”, la prima Stazione che portò tale nome era stata inaugurata nel 1840, quale capolinea della linea Milano–Monza, situata tra viale Monte Grappa e il Naviglio della Martesana. Fu dismessa nel 1850.
(2) Cfr. Silvio Gallio, Ferrovie di Milano. Il quadrante Nord-Est e le prime Strade-Ferrate, Edizioni Artestampa, Modena, 2022, pag. 111.
(3) I Corpi Santi di Milano fu un Comune istituito nel 1782 comprendente le cascine e i borghi agricoli che si trovavano attorno alla città di Milano, appena oltre le mura spagnole del capoluogo lombardo. Corpi Santi, in realtà, era la denominazione con cui si indicava, fino al XIX secolo circa, la fascia di territorio del suburbio extramurale della maggior parte delle città lombarde e piemontesi. Nei territori soggetti agli Asburgo d'Austria, la riforma generale dello Stato del 1755 ne modificò la denominazione in Comuni rurali, ma il vecchio nome rimase nell'uso comune. Uniti in un primo tempo a Milano nel 1808, durante il periodo del Regno d'Italia, furono ripristinati nel 1816 con il ritorno degli Austriaci, per poi essere definitivamente annessi alla città nel 1873.
(4) Cfr. Silvio Gallio, op. cit., pag. 116.
Documento inserito il: 31/10/2026
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