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>> Medio Evo > I Franchi

Il Sacro Romano Impero

Carlo Magno dopo la sua vittoria sui Longobardi controllava quasi tutta l’Italia, ma non cercò mai di occupare i territori posti a sud di Roma, dove continuarono ad esistere dei territori longobardi e bizantini indipendenti. La campagna d’Italia fu la più semplice, rispetto a quelle durate per decenni contro Arabi, Sassoni, Bavari e Avari. Per arginare la minaccia al proprio regno costituita dalla presenza degli Arabi in Spagna, Carlo Magno effettuò numerose spedizioni militari oltre i Pirenei, riuscendo nel 795 a conquistare un territorio corrispondente all’attuale Catalogna, la Marca Spagnola, che consentiva ai Franchi di controllare i due versanti della catena montuosa. Nonostante tutto, ciò non valse ad assicurare a Calo Magno il controllo della penisola Iberica, e queste campagne costarono molte perdite ai Franchi. Un esempio su tutti, la spedizione del 778 che costò la completa distruzione della retroguardia franca nella gola di Roncisvalle, nella quale perdette la vita anche il prode paladino Orlando. La campagna più importante condotta da Carlo Magno, fu senza dubbio quella contro i Sassoni. In questo caso egli riuscì a conquistare in modo definitivo il territorio compreso tra la Turingia e la Renania, l’Elba ed il Mare del Nord e ad inserire nel proprio organizzato Impero una delle popolazioni più sanguinarie, primitive e pagane. La guerra contro i Sassoni durò dal 772 all’804 e si concluse con la sconfitta e la conversione al Cristianesimo del loro re Vitichindo e di tutto il popolo. Dopo questa vittoria, il territorio francese potè finalmente godere di quella tranquillità che neppure sotto l’Impero Romano era riuscito a trovare. I Bavari, stanziati nel sud della Germania, nel territorio corrispondente all’attuale Baviera, erano tributari del Regno dei Franchi, e dopo la ribellione a Carlo, vennero definitivamente sottomessi nel 788. Nel 790 fu il turno degli Avari, popolo di razza mongola molto simile agli Unni; questi predoni nomadi erano stanziati lungo il medio corso del Danubio e vivevano essenzialmente di scorrerie ai danni dei territori balcanici dell’Impero d’Oriente, verso l’Austria e il Friuli. Tutto il bottino veniva depositato in un campo fortificato difeso da nove cerchia di mura chiamato ring, che fungeva anche da sede del capo supremo degli Avari: il Kan. Dopo averli sconfitti e annientati, a Carlo Magno occorsero 15 carri per poter trasportare ad Aquisgrana l’enorme tesoro recuperato dopo la conquista del Ring. Alla fine di queste campagne egli si ritrovava a regnare su di un Impero di due milioni di chilometri quadrati di superficie e con una popolazione totale di venti milioni di sudditi appartenenti a stirpi diverse. La riunificazione dell’Occidente attorno al nucleo del Regno dei Franchi era avvenuta, esattamente trecento anni dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Nella notte di Natale dell’800, Carlo Magno veniva incoronato nella Basilica di San Pietro, primo Imperatore del Sacro Romano Impero da papa Leone III. I caratteri etnico-giuridici, facevano del nuovo Impero un organismo prevalentemente germanico nel quale l’unico elemento unitario era rappresentato dalla religione Cristiana. Fu proprio in quell’epoca che in Europa ebbe inizio un periodo storico noto come Medioevo cristiano. L’Impero fu detto Sacro, poichè Carlo Magno era stato consacrato ed incoronato imperatore dal papa, ed inoltre egli si ergeva a protettore della Chiesa e della religione cristiana; il termine Romano, si riferiva invece ad un richiamo ideale che Carlo Magno e il papa volevano fare nei riguardi del vecchio Impero Roamno d’Occidente, la cui passata grandezza e maestà non avevano ancora cessato di destare l’ ammirazione tra i popoli germanici. In realtà questo impero non raggiunse mai il grado di coesione di quello romano, poichè Roma aveva dato a tutti i popoli appartenenti al proprio Stato, un senso di vera unità che faceva perno sull’ottima organizzazione amministrativa e su una superiore validità delle sue leggi. Infatti molti popoli un tempo alquanto eterogenei, si erano sentiti cittadini di un unico grande Stato. Nonostante queste differenze, Carlo Magno dette dimostrazione di essere, oltre che un grande condottiero, un avveduto uomo politico: certo dell’impossibilità di imporre degli oblighi e delle abitudini comuni a Franchi, Longobardi, Sassoni, Bavari Danesi, Slavi e Italiani, consentì a ognuno di questi popoli di mantenere inalterate le proprie leggi e le proprie tradizioni, pensando a promuovere l’unità religiosa, unico elemento comune a tutti. I funzionari che avrebbero dovuto amministrare i vari distretti imperiali, le contee e le marche,vennero scelti tra i nobili francesi. Le contee, circa trecento, erano governate dai conti e corrispondevano come estensione alle nostre province attuali. Le marche erano invece dei vasti territori di confine, molto importanti per la sicurezza dell’Impero, ed erano governate dai marchesi. I conti e i marchesi esercitavano tutti i poteri loro delegati dall’Imperatore: riscuotevano tributi, reclutavano le milizie locali, gestivano la giustizia, curavano l’efficienza dei trasporti e della viabilità. In cambio dell’impegno profuso nello svolgimento di questi compiti, essi avevano il diritto di godere dei frutti del territorio amministrato. Il rapporto di fiducia che veniva ad instaurarsi tra l’Imperatore, i conti e i marchesi venne detto vassallaggio, che in seguito divenne l’elemento fondamentale del sistema feudale. L’operato di questi vassalli veniva controllato periodicamente dagli ispettori imperiali, i Missi dominici, che viaggiavano in coppia, un laico ed un religioso, e controllavano in modo rigoroso l’applicazione delle leggi e reprimevano gli eventuali abusi. Oltre alle leggi locali, variabili da un popolo all’altro, vi erano delle leggi dette Capitolari che venivano emanate dall’Imperatore e valide in tutto l’Impero; esse venivano emanate nel corso di un’assemblea convocata agli inizi della primavera e composta da alti dignitari religiosi, laici e militari. Il centro dell’amministrazione era la corte imperiale, che non aveva una sede fissa ma seguiva gli spostamenti dell’Imperatore fra le città principali; solo negli ultimi anni di vita, Carlo Magno elesse a sua dimora stabile Aquisgrana.Nell'immagine, l'incoronazione di Carlo Magno a imperatore del sacro Romano Impero.

Documento inserito il: 21/12/2014
  • TAG: il sacro romano impero, carlo magno, impero carolingio

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