AVVISO: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per fornirti servizi in linea con le tue preferenze. Confermando questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante, acconsenti all'uso dei cookie, altrimenti visualizza l'informativa estesa privacy-policy.aspx
>> Storia Moderna> Il Rinascimento

La repubblica teocratica di Fra Girolamo Savonarola

Dopo la cacciata dei Medici, a Firenze venne costituito un governo repubblicano. Fu in quel periodo che in città accrebbe la propria influenza il frate domenicano Girolamo Savonarola, di origine ferrarese ma da molti anni a Firenze, dove prestava la propria opera nel convento di San Marco.
caratterizzato da una ferrea religiosità medievale rasentante il fanatismo, egli arrivo a bruciare sulla pubblica piazza pregevoli opere d'arte, da lui considerate profane.
Tuttavia il Savonarola era fortemente legato al popolo: le sue prediche e le sue poesie, rudi e aspre, dimostravano una grande pietà per le sofferenze della parte più povera della popolazione. Sotto suo suggerimento a Firenze venne costituita una repubblica teocratica, che riconosceva come suo unico signore Gesù Cristo. L'ordinamento del nuovo Stato teneva conto delle esigenze popolari e lo stesso riconoscimento del Cristo come signore della città, dava al tutto un significato democratico e di fratellanza tra i cittadini quali figli di Dio.
Fra Girolamo incuteva nei suoi seguaci una profonda devozione: i suoi nemici rinominarono questi seguaci piagnoni, poichè deploravano i vizi e la corruzione dei costumi predicando la neccessità di fare penitenza. Trent'anni più tardi furono proprio i piagnoni a difendere con le armi la repubblica. Contro di loro erano schierati i seguaci della famiglia Medici, che vennero soprannominati bigi o palleschi (quest'ultimo termine derivava dalle palle contenute nello stemma dei Medici), ed i seguaci delle altre grandi famiglie fiorentine detti arrabbiati. Vi erano infine i compagnacci, veri gaudenti, che, mentre in città avvenivano fatti gravi, pensavano a godersi la vita senza badare a ciò che accadeva loro intorno.
Tutti i nemici del Savonarola e del suo ordinamento democratico, si recarono dal papa Alessandro VI, che il monaco domenicano, realmente religioso, non aveva esitato ad attaccare pubblicamente per i suoi vizi e per i delitti commessi in suo nome, per chiedere un suo intervento. Alessandro VI scomunicò Fra Girolamo come eretico, sebbene egli non lo fosse affatto, ma solo desideroso di purificare la Chiesa dalle eccessive infiltrazioni temporali che avevano condotto ad un grave decadimento morale buona parte degli ecclesiastici.
La scomunica servì a minare la credibilità del Savonarola, che nel momento decisivo si trovò abbandonato dalla maggior parte dei suoi seguaci: le forze popolari erano infatti state indebolite dall'epidemia di peste che aveva sensibilmente ridotto la popolazione cittadina e dalla carestia prodotta artificialmente dalle famiglie più potenti di Firenze che, ritiratesi nelle loro ville nella campagna fiorentina, affamavano la città interrompendo l'affllusso delle derrate alimentari e di ogni attività commerciale e industriale. In seguito a questi eventi, i nemici di Fra Girolamo Savonarola riuscirono ad isolarlo e a processarlo: il 23 maggio 1498, il domenicano venne condannato a morte, impiccato e quindi arso sul rogo in Piazza della Signoria.
Fra Girolamo Savonarola è senza dubbio una grande figura storica, ma la sua opere, tendente a far rivivere nel '500 il vecchio Comune medievale, non poteva avere successo nelle mutate condizioni che avrebbero inesorabilmente condotto Firenze e l'Italia ad una secolare schiavitù.


Nell'immagine, ritratto di Fra Girolamo Savonarola.
Documento inserito il: 23/12/2014
  • TAG: firenze, repubblica teocratica, Girolamo savonarola, piagnoni, palleschi, arrabbiati, compagnacci

Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione e sviluppo: Andrea Gerolla

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2016 )
privacy-policy