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Le Fiamme Gialle nella "Grande Guerra" e lo speciale rapporto con gli Inglesi

LE FIAMME GIALLE NELLA “GRANDE GUERRA”
E LO SPECIALE RAPPORTO CON GLI INGLESI
(1915 – 1918)


di Gerardo SEVERINO
Col. Aus. G. di F. – Storico Militare, della Diplomazia e dell’emigrazione italiana nel mondo


Premessa

Circa due anni orsono ebbi già modo di raccontare, e per la prima volta, le gesta di un’eroica Fiamma Gialla sui fronti della “Grande Guerra”, l’Aiutante di Battaglia Armando Amici, il quale, grazie al suo coraggio, al suo altissimo senso del dovere e ad un non comune valore militare, si era guadagnato una stima particolare da parte dei Comandi Inglesi, con i quali aveva combattuto sul fronte d’Albania, prima di perdervi la vita (1), il 4 luglio del 1918. Il Maresciallo Amici, in verità, non fu l’unico Finanziere che avrebbe condiviso le trincee con i gloriosi soldati di S.M. Britannica. Furono davvero in tanti a cimentarsi al fianco delle truppe dell’Esercito Inglese, così come non pochi sarebbero stati i militari del Corpo ad essere insigniti di ricompense al Valor Militare, conferite loro personalmente da Re Giorgio V. Non solo, ma sarebbero state le stesse Fiamme Gialle, spesso anche grazie al loro periodico <<Il Finanziere>>, a rammentare la speciale amicizia che le legava al popolo Inglese, così come a ricordare taluni accadimenti operativi che pure avrebbero interessato gli Inglesi in quegli interminabili quattro anni di belligeranza da parte nostra. Quella che segue è, dunque, la storia di un lusinghiero rapporto di fratellanza tra due Popoli, il quale andò ben oltre la comune lotta contro gli “Imperi Centrali”, gli stessi che avevano voluto quella maledetta guerra mondiale.


Fiamme Gialle e Regno Unito (1915 – 1918)

I Finanzieri – lo avevamo anticipato poc’anzi – videro nei soldati Inglesi, principalmente in quelli destinati a combattere in Italia e negli altri fronti di guerra in comune, un modello da seguire. Ne costituisce prova evidente la seguente corrispondenza pubblicata da <<Il Finanziere>> a pochi mesi dall’entrata in guerra dell’Italia: <<Il soldato più temibile — scrive il famoso scrittore inglese Kipling — non è il soldato adolescente che si slancia all’impazzata sul nemico, non d’altro più desideroso che di mostrarsi più d’ogni altro sfidatore e quasi avido della bella morte! Il soldato più temibile e il soldato maturo, che non sfugge il pericolo, ma lo affronta armato di ogni cautela; che vuol vincere non gettare – una sfida alla morte; che vuol tornare a casa glorioso, ma del danno arrecato al nemico non di quello riportato da lui stesso - che cerca d’uccidere, ma non trascura quanto può riuscir utile per non essere ucciso>> (2). Qualche mese prima, a pochi giorni dal fatidico 24 maggio 1915, data effettiva dell’entrata in guerra dell’Italia a fianco delle “Potenze dell’Intesa”, la stessa rivista dei Finanzieri rese nota ai propri lettori la straordinaria iniziativa intrapresa dalla gloriosa Marina di Sua Maestà Britannica, in quel di Livorno. <<Null'altro di nuovo da questa bella e gentile Livorno, dove il popolo sente con fortezza la grandiosità del momento, e dove pare non ci sia altro pensiero che per la Patria. Quando venne pubblicato il manifesto di mobilitazione, le navi Inglesi ancorate nel porto issarono il gran pavese, salutando così l’entrata in guerra dell'Italia. Livorno, 28 maggio 1915>> (3). Le autorità militari Inglesi, ma soprattutto i fanti dei vari Reggimenti che combatterono lungo le nostre frontiere, furono spettatori privilegiati del valore espresso in battaglia dai soldati italiani, principalmente dai gloriosi Alpini e dalle stesse Fiamme Gialle. Ne è una testimonianza la seguente corrispondenza apparsa sempre su <<Il Finanziere>>. <<Elogi inglesi. Notevole anzi, a questo riguardo gli elogi che la stampa Inglese fa agli alpini ed ai finanzieri accomunati in una sola aureola di gloria. Ecco al proposito quanto telegrafano in data del 17 corrente al Giornale d’Italia. “I corrispondenti da Berna dei giornali Inglesi sono unanimi nell’elogiare gli alpini italiani e le guardie di finanza per la parte meravigliosa che essi prendono alla guerra in montagna”>> (4). In verità, anche la stampa Italiana, e con essa quella militare, non mancò di ricambiare la simpatia e gli apprezzamenti nei confronti dei soldati Britannici. Fra i vari giornali vi fu anche il benemerito <<Il Finanziere>>, sul quale abbiamo individuato la presente corrispondenza: <<In Inghilterra la Guardia Coste (Guardia di Finanza) la quale fu parte integrante anche in tempo di pace della marina militare, e stata mobilitata, e ad essa e stato specialmente demandato l’arduo compito della difesa delle coste — compito importante quanto mai, dal momento che le forze militari Inglesi operano in altri territori. Essa ha ottenuto splendidi risultati specialmente in occasione delle ultime incursioni di velivoli germanici sulle coste Inglesi>> (5). Che dire, poi, delle tante operazioni di salvataggio cui si resero protagoniste anche le Guardie di Finanza in favore delle navi mercantili Inglesi, molto spesso vittime delle bombe di profondità che austriaci e tedeschi avevano disseminato lungo tutta la Penisola, ovvero affondate dai temili “U-Boat”? Fu, ancora una volta, lo stesso <<Il Finanziere>> a documentare il ruolo filantropico avuto dai Finanzieri in quelle circostanze. In una corrispondenza, pubblicata nel giugno del 1916, relativa alla vigilanza costiera svolta dai Finanieri lungo le spiagge Tirreniche e Adriatiche, si legge: <<Lungo le rive tirrene, naturalmente, le novità sono state di minore importanza e in minor numero: per esempio, diversi canotti senza numero e con scarsi connotati utili sono stati trascinati alla deriva, e i lettori ricordano certamente che le guardie della costa Pisana rinvennero parecchi mesi or sono diversi elmetti coloniali Inglesi, che fecero poi accertare il luogo di naufragio di un piccolo trasporto in viaggio per l’Oriente>> (6). Non meno eroica fu, poi, l’azione di salvataggio che si concretizzò a Pantelleria, nell’inverno del 1916, ove l’equipaggio di un piroscafo Inglese silurato dal nemico fu tratto in salvo dalle locali Fiamme Gialle del contingente di mare, sei guardie e un Brigadiere al comando del Maresciallo Maggiore Nicola Cutugno, tutti in seguito encomiati da parte del Comando del Corpo d’Armata di Palermo. Ma la guerra, come si sa, non fu solo coraggio e valore. Essa, infatti, consentì ai soliti incalliti ladri e contrabbandieri di aumentare le proprie malefatte, peraltro sfidando anche le fucilate di chi era tenuto a difendere, come in questo caso, una nave da guerra Inglese, alla fonda in un porto Italiano. In un articolo dedicato alla morte del Colonnello Michelangelo Gullo, in quel di Napoli, abbiamo appreso questa incredibile notizia: <<A Napoli venivano rubate ad una nave da guerra Inglese, 12 importantissime viti, senza le quali la nave stessa, perché ne chiudevano la murata, non avrebbe potuto continuare la rotta. Il comandante, con lo sconforto nell’animo, si raccomandava al Gullo, che con la pirolancia di servizio perlustrava la rada di S. Lucia, pel ricupero delle viti, ed egli metteva in opera atti tali da conseguirne il sequestro, arrestando quattro pregiudicati autori del furto. Il comandante e gli ufficiali di bordo accerchiarono festosamente il Gullo e lo acclamavano pel brillante risultato. Il Gullo, per quest’atto, veniva encomiato dal Ministero>> (7). Gli Inglesi seppero dimostrare, in tutto l’arco di tempo nel quale operarono in Italia, la loro generosità nei confronti dei Soldati d’Italia, Fiamme Gialle comprese. Durante gli anni di guerra non pochi Finanzieri furono, infatti, remunerati con Medaglie al Valor Militare Inglesi. Non solo, ma per i fatti più eclatanti, nonostante la censura, intervenne anche <<Il Finanziere>>, che doverosamente volle condividere tali informazioni con i propri lettori. Nel corso del 1917 apprendiamo, quindi, che: <<Alla guardia di finanza Giuseppe Bevilacqua è stata concessa la medaglia militare inglese d’argento con questa lusinghiera motivazione: “Per l’eccezionale zelo ed attività dimostrate in ogni circostanza di guerra”. A lui, a nome nostro e di tutto il Corpo, le più vive congratulazioni>> (8). Ed ancora che: <> (9). Lo stesso dicasi, infine, nei riguardi dell’Appuntato Salvatore Fancello, un fiero sardo nato a Dorgali il 3 febbraio del 1883 ed arruolato in Finanza nel 1906, appartenente all’eroica VIII Compagnia Autonoma, al quale: <<…fu conferita la medaglia d’argento inglese per bravura in campo>> (10), così come una di bronzo verrà conferita al parigrado, Appuntato Renato Piellucci, anche lui sardo, ma di Cagliari, del quale non vi sono ulteriori riferimenti, oltre ad una mera citazione nel <>>, edizione 1965.


Nell'immagine, cartolina ricordo che rappresenta la fratellanza d'armi tra un fante Inglese e un Finanziere (collezione G. Severino).


NOTE:

(1) Cfr. Gerardo Severino, “Grande Guerra: la storia di Armando Amici, Aiutante di Battaglia delle Fiamme Gialle. Il combattente stimato dagli inglesi”, in www.reportdifesa.it, 12 aprile 2024.
(2) Cfr. Corrispondenza “Disciplina e valore”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 40 del 30 ottobre 1915, pag. 1.
(3) Cfr. “Cronache e Corrispondenza”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 24, 13 giugno 1915, pag. 4.
(4) Cfr. rubrica “La nostra guerra”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 25 del 20 giugno 1915, pag. 3.
(5) Cfr. Corrispondenza dal titolo “I Finanzieri degli altri Stati in Guerra”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 14, del 2 aprile 1916, pag. 2.
(6) Cfr. Corrispondenza dal titolo “La guardia alle coste”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n.25 del 18 giugno 1916, pag. 3.
(7) Cfr. Corrispondenza al titolo “Michelangelo Gullo”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n.11 del 12 maro 1916, pag. 2.
(8) Cfr. Corrispondenza dal titolo “Una decorazione inglese”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n.15 del 15 aprile 1917, pag. 4.
(9) Cfr. Corrispondenza dal titolo “Una medaglia inglese”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 23 del 13 giugno 1917, pag. 3.
(10) Cfr. Corrispondenza dal titolo “I Finanzieri e la guerra”, in <<Il Finanziere. Giornale della Regia Guardia di Finanza>>, n. 16 del 21 aprile 1918, pag. 2.
Documento inserito il: 23/06/2026
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