Cookie Consent by Free Privacy Policy website
>> Storia Moderna> Nel Mondo

La Salle, le esplorazioni nei Grandi Laghi e la Nuova Francia nella seconda metà del secolo XVII

di Davide Arecco


Scoperte geografiche, scienze cartografiche ed espansione politica oltremare nel Seicento

Come ricordato, di recente, da Re Carlo III d’Inghilterra, se oggi in America si parla inglese è, più di tutto, per la vittoria dell’Impero britannico nella Guerra dei sette anni (1756-1763). Questa, in particolare in Canada, pose fine – a partire dal 1759, con la Battaglia di Québec – all’espansione dei Francesi nel Nuovo Mondo. A sua volta, quest’ultima aveva avuto nel secondo Seicento il suo picco forse massimo pure grazie all’esploratore ed avventuriero di Rouen René-Robert de La Salle (1643-1687). Fu lui infatti, portatosi nel 1666 sull’Isola di Montréal, a impostare le condizioni e i piani che lo condussero (nel 1669) al suo primo grande viaggio di esplorazione geografica, in occasione della quale scoprì l’Ohio, e arrivò sino al Mississippi. Un successo parziale, che convinse La Salle, prima nel 1674 e poi nel 1677, a ritornare temporaneamente in Francia, ove guadagnò il sostegno di Luigi XIV e del primo ministro Colbert alla propria causa. Nuovamente in America settentrionale (1678), La Salle organizzò ed intraprese, nell’aprile del 1680, l’esplorazione e del bacino del Mississippi e delle aree geografiche circostanti, costruendo una solida linea di fortificazioni, e oltrepassando, con audacia e risolutezza, le avversità incontrate sul territorio, e coi popoli locali. L’esplorazione, da lui ripresa e portata a termine, nei primi mesi del 1682, condusse alla scoperta della Luisiana, così detta in onore del Re Sole, della quale egli prese possesso in nome della Francia. Ritornato in patria, nel 1683, La Salle vi fu accolto, con tutti gli onori, ottenendo il titolo di Viceré e l’incarico di stabilirvi ulteriori nuovi insediamenti francesi. Nacquero così le nuove esplorazioni del biennio 1685-1686, al termine delle quali egli cadde vittima dell’improvviso ammutinamento dei suoi uomini.
Nella seconda metà del Seicento, a Parigi e non soltanto, La Salle venne considerato uno dei più grandi uomini del tempo, un vero leader, tra i pochi fra l’altro a comprendere ed equilibrare le politiche coloniali francesi d’oltremare e il supporto dato da queste alle scienze cartografiche da una parte e le problematiche incontrate nelle nuove terre di recente scoperta dall’altra. Oggi, il suo nome viene fatto di rado e quasi soltanto di passata, in riferimento alla stagione delle esplorazioni francesi nella regione dei Grandi Laghi, al confine tra odierni Stati Uniti e Canada, nonché nelle zone, allora ancora in larghissima parte inesplorate, dell’America meridionale.
Novizio presso i Gesuiti – nel 1660 aveva pure preso per breve tempo i voti – nella primavera del 1667 La Salle dismise l’abito talare e lasciò la Compagnia, dalla quale aveva ricevuto un’ottima preparazione nel campo delle scienze matematico-geometriche e della geografia astronomica, messa a frutto, poi, durante le navigazioni al di là dell’Atlantico. In quello stesso anno, iniziò il suo primo viaggio nord-americano, sbarcando nei possedimenti della Nuova Francia a Montréal, ove il fratello – Jean, sacerdote ed alfiere del gallicanesimo francese seicentesco – era giunto l’anno prima. A sud-ovest dell’Isola di Notre-Dame, La Salle si mise subito all’opera, intraprendente e molto affascinato dall’ignoto, esplorando ed occupando territori ai quali fu dato il nome La Chine (quello sinologico e in generale per le civiltà orientali, di fatti, era un altro grande interesse lasalliano). Scendendo poi – per via fluviale – con un piccolo gruppo costituito da otto canoe e ventiquattro uomini (tra cui padre Dollier de Casson), La Salle si diede ad esplorare in lungo e in largo i fiumi Ohio e Mississippi.
Nel 1674, fondò Forte Frontenac, presso Kingston, sul Lago Ontario, facendone l’avamposto per la tratta delle pelli di bisonte. Desideroso di ottenere nuovi e più sostanziosi stanziamenti, per i progetti tanto di esplorazione geo-cartografica quanto di espansione politica, al servizio della Nuova Francia, nel 1674 La Salle decise di recarsi direttamente in Francia. Vi arrivò al principio del 1675, ottenendovi grazie alle sue entrature nel mondo religioso da cui proveniva e ai legami di patronage con gli ambienti della corte di Versailles, il riconoscimento, mediante l’appoggio di Frontenac, non soltanto della concessione per il commercio delle pelli, ma anche il permesso di costruire nuovi forti lungo la frontiera ed un prestigioso titolo nobiliare. La Salle usò la sua rete di relazioni con il milieu aristocratico parigino per avere ulteriori finanziamenti, e rientrò quindi in Nuova Francia, con Henri de Tonti (1646-1704) – figlio del governatore di Gaeta rifugiato in Francia, tra i fondatori di Detroit – il quale si unì con entusiasmo ai suoi progetti di esplorazione. A inizio agosto del 1678, La Salle e Tonti presero il largo sulla nave Le Griffon, appositamente costruita presso le Cascate del Niagara: erano i primi navigatori della storia a solcare le acque dei laghi Erie, Huron e Michigan.
Subito dopo, fu la volta di altre esplorazioni scientifiche, nelle aree dei Grandi Laghi. Sempre nel 1680, La Salle cominciò ad esplorare la zona del fiume Mississippi. Lo seguiva un gruppo misto di ventitré francesi e diciotto indiani d’America. Nel 1682, raggiunse il Golfo del Messico, ai primi di aprile un ampio territorio costiero, la futura Luisiana. La Salle ne prese possesso per conto del Re di Francia posando sul terreno una targa ed una croce. Una rivendicazione quindi dal valore politico e religioso, nel medesimo tempo, per celebrare e marcare una conquista fatta in nome e dello Stato e della fede cristiana. In vero, si trattò di una iniziativa personale dell’esploratore di Rouen, peraltro cifra del suo credo valoriale. Luigi XIV non vide, inizialmente, alcuna utilità nella conquista di quel nuovo territorio di oltre mare. Tuttavia, incuriosito, fece sapere a La Salle di presidiare il luogo e di impiantarvi una colonia, non senza studiarne sul piano orografico le zone limitrofe.
Nel 1683, nel corso del viaggio di ritorno, La Salle fece edificare una nuova fortificazione, nei pressi di Starved Rock, nell’attuale Illinois. Vi lasciò Tonti, in veste di governatore, per fare ritorno in Francia e riferire alla corte luigiana, confidando nella possibilità di far approvare il suo progetto a Parigi: quello di ottenere l’autorizzazione a costruire un porto, presso la foce del Mississippi. Il fine era quello di fare incrementare il commercio di pelli, in concorrenza con quello, allora organizzato e gestito dagli Ignaziani del Québec. La situazione, anche e soprattutto sul piano internazionale, era molto complessa e non facile. Il Re Sole, al quale la monarchia spagnola aveva dichiarato guerra nel 1683, sostenne, assieme a Colbert, il proposito lasalliano di mandare una spedizione geografica, allo scopo di assicurare alla Francia una maggiore e più influente presenza, nei territori dell’America del Nord, nonché di monitorare le miniere d’argento messicano, che a quell’epoca rimpinguavano e non poco le casse del sovrano Carlo II di Spagna. La Salle salpò pertanto, dal porto di La Rochelle, il 24 di luglio del 1684, in veste ufficiale di governatore della Luisiana francese, ed alla guida di quattro grandi navi armate. Su queste, erano imbarcati oltre trecento coloni, oltre a truppe e attrezzi agricoli nuovi di zecca. Il monarca francese aveva preventivato, all’inizio, solo due navi, il cui numero salì a quattro in tutto, necessarie per poter trasportare oltre a tutti i membri della spedizione – scientifica e politica, contemporaneamente – anche le provviste alimentari e le attrezzature, indispensabili al fine di costruire materialmente la colonia.
La missione di La Salle venne avversata dagli attacchi dei pirati attivi di frequente nella zona e da incertezze nautiche, nel tracciare la rotta da seguire. A causa delle incursioni piratesche, venne persa una nave e solo tre passarono quindi la foce del Mississippi, per raggiungere, in Texas, la Baia di Matagorda. Per un errore, ancora una volta, la storia delle scoperte ed esplorazioni geografiche registrava un avanzamento, nella conoscenza del globo e del continente americano. La Salle decise, per rifiatare, di sostare provvisoriamente nella baia, prima di ripartire non appena possibile. Tuttavia una delle sue imbarcazioni s’arenò per via dei fondali bassi. Il viaggiatore francese ne approfittò per stabilirvi Fort Saint Louis, in quello che oggi è il territorio texano. Scaricate così le provviste, armi e materiali, una delle navi ripartì subito per fare ritorno in Francia e a La Salle rimase in tal maniera solo un’imbarcazione. L’esploratore di Rouen si diresse quindi ad oriente, alla ricerca della foce del Mississippi, mancandola però per oltre seicento miglia. Inoltre, la sua nave fu investita da una forte tempesta e riuscì con fatica a mettersi in salvo con trenta uomini circa nel febbraio 1686. La Salle, a quel punto, volle comunque proseguire ma perse la vita come detto in un ammutinamento, in Texas, a Navasota, sulle sponde del Trinity River. Quel giorno, il 19 marzo 1687, morì con lui l’ambiziosa idea di un Impero francese oltre l’Atlantico.
Viaggiatore ed esploratore francese, tra i più importanti del suo tempo, molto preparato anche sul piano culturale, grazie all’accurata educazione ecclesiastica, ricevuta prima di lasciare i Gesuiti, nemico giurato della vita sedentaria ed amante dell’avventura, pretetto (alla corte del Re di Francia) dal Principe di Conti, La Salle fu tra i grandi esploratori dell’America settentrionale nel XVII secolo e il primo fra l’altro – oltre a spingersi sino alla Georgian Bay e a fortificare l’area del fiume Lavaca (settembre 1679), portandovi diverse merci, armi e vettovaglie – a percorrere il corso superiore del Mississippi, fino alla foce. La sua opera di scoperta geografica e mappatura dei luoghi coordinò e di fatto completò le esplorazioni di Radisson e, in specie, di Louis Jolliet e padre Jacques Marquette, i quali tra il 1671 e il 1673 avevano disceso il corso del Mississippi fino a 33 gradi di latitudine Nord, e quelle di De Soto, a sud, dimostrando concretamente la connessione geografica tra i bacini del San Lorenzo e appunto del Mississippi. Senz’altro il maggiore contributo dato da La Salle alla storia del sapere cartografico di età moderna e in particolare del XVII secolo, non solo francese.


Spedizioni scientifiche, idrografia e fortilizi nell’America settentrionale seicentesca

Prete spretato, soldato, nobile, avventuriero (per terra e per mare), mercante, autore di estese e coraggiose spedizioni scientifiche di esplorazione, in zone allora incognite del globo, fondatore e di villaggi e di insediamenti coloniali per conto della monarchia francese – rivale all’epoca, negli spazi atlantici e americani, di olandesi, svedesi e, soprattutto, anglo-britannici – studioso interessato e non poco competente (e curioso) di linguaggio e costumi delle tribù dei nativi americani (soprattutto, gli Irochesi, nelle zone contese da Nuova Francia e Nuova Olanda, nonché dei loro nemici Algonchini) con cui entrò in contatto, durante le tante missioni geografiche: La Salle fu tutto questo, e forse altro ancora. Davvero una figura particolarissima di attore storico-sociale, protagonista, nell’arco di una vita relativamente breve, di molteplici iniziative ed attività, portate da lui avanti e per contro proprio e per quello del Regno di Francia. Quest’ultimo, specialmente nel secondo Seicento, era infatti assai impegnato ad affermare la propria presenza coloniale, navale e commerciale in America del Nord e, congiuntamente ed in parallelo, a contrastare le analoghe ed opposte operazioni di penetrazione dei rivali inglesi e olandesi oltremare.
La Salle fu, in effetti, un attivissimo agente della politica di espansione coloniale e marittima, portata avanti dalla Nuova Francia, per il controllo del commercio di pellicce di bufalo (monopolio prospero e fondamentale, per chi era in affari nelle terre americane di allora), e non solo, contro e la Nuova Inghilterra e la Nuova Olanda. In quella rete di operazioni atlantiche – terrestri e navali – La Salle reclutò talvolta, in base ad accordi segreti con la madrepatria, anche mercenari europei e pirati atlantici, da impiegare come unità aggiunte nelle varie spedizioni di volta in volta intraprese, spesso tra non poche vicissitudini dovute al clima e ai fortunali.
Per i suoi viaggi esplorativi, La Salle si preparava in modo minuzioso e tentava di lasciare ben poco al caso. Solo gli imprevisti non erano per lui preventivabili. A partire già dal 1669, ricevette, dal governatore della Nuova Francia Daniel Courcelle e dal suo intendente Jean Talon, il permesso di imbarcarsi nell’impresa della spedizione in Ohio. In quella occasione, a inizio luglio, la sua flotta lasciò il San Lorenzo, con nove canoe e ventiquattro uomini, tra i quali l’abate René de Bréhan de Galinée, esplorando le coste del Lago Ontario per oltre un mese, prima di fare ritorno a Ville Marie, al principio dell’estate del 1670, risalendo l’Ottawa River. Viaggi per cui La Salle fece uso di fonti e mappe provenienti da ambienti gesuitici, ed in generale da missionari cattolici francesi. Il Journal della spedizione lasalliana è andato purtroppo perduto nel 1756. Ne esistono comunque due rapporti storici indiretti: uno è il Récit d’un ami de l’abbé de Galinée (dettato probabilmente dallo stesso La Salle ad uno sconosciuto segretario durante la sua visita a Parigi del 1678) e l’altro è il Mémoire sur le projet du Sieur de la Salle, pour la descouverte de la partie occidentale de l’Amérique septentrionale entre la Nouvelle-France, la Floride et le Mexique, altro manoscritto anonimo, dalla datazione incerta. Altri diari e resoconti, andati in seguito smarriti, appartennero poi ai discendenti di La Salle, sino al 1746 almeno (lo conferma infatti l’epistolario relativo a quell’anno di Madeleine Cavelier). Peraltro, i materiali di prima e primissima mano a nostra disposizione, di certo, non sono moltissimi e si tratta di fonti oltretutto eterogenee e non sempre poi dirette.
In base a quanto ci è possibile ricostruire, sappiamo certamente che, a partire dal luglio 1673, La Salle fu personalmente supportato dal governatore di Nuova Francia nella spedizione che lo vide giungere al fiume Cataraqui, ove si incontrò con i capi delle cinque nazioni di Irochesi, per stipulare con loro trattati di pace ed accordi volti a incoraggiare il commercio tra Indiani e Francesi, lucrativo per entrambi. Nell’occasione, furono erette dai secondi palizzate in legno sulla baia ed avviate opere architettoniche. Alla storia della scienza e della tecnica appartengono, altresì, gli studi idrografici da La Salle effettuati nel 1677, nelle aree sud-occidentali dei Grandi Laghi nonché la costruzione, nella medesima zona di forti sicuri ed imponenti: una vera e propria linea difensiva di fortificazioni, vasta territorialmente, che arrivava sino a Lewiston, nell’odierno Stato di New York. La Salle fece inoltre fare anche alcuni pionieristici rilievi e scavi archeologici, a Manitoulin Island e a Poverty Island, sul Discovery Channel e presso lo Stretto del Mississippi, ricoprendo un ruolo determinante nella storia della colonizzazione francese del Texas, dove i presidi da lui lasciati vennero successivamente presi a modello dalle missioni spagnole, per stabilirvi nuovi insediamenti e tentarvi le sempre più difficili opere di conversione delle popolazioni indiane locali al cristianesimo (la presenza gesuitica sarebbe andata, in America settentrionale, sempre più declinando nel corso del XVIII secolo, parallelamente alla crisi dello stesso Ordine religioso nell’Europa cattolica).
Sull’attuale confine americano-canadese, gli uomini di La Salle, provvisti di un buon bagaglio di conoscenze scientifiche e naturalistiche, fecero anche alcuni rilievi geologici, volti primariamente a studiare la fertilità del suolo in vista di impiantarvi eventuali coltivazioni. Le sue spedizioni infatti portavano con sé, quasi sempre, anche attrezzi agricoli, strumenti ed altri manufatti. Sotto il profilo, invece, marittimo, La Salle si serviva a seconda dei territori e delle acque da attraversare, di barche, brigantini (su uno di questi, nel novembre 1679, raggiunse Cayuga Creek e si portò a Green Bay nel Wisconsin e alla foce del Miami River), canoe o navi più imponenti e meglio equipaggiate. Sempre nel 1679, a dicembre, La Salle fondò Fort Miami – a Saint Joseph, odierno Michigan – ed attraversò a piedi la penisola attorno al basso Michigan, arrivando a South Bend nell’Indiana. Quindi, La Salle e il suo seguito guadarono il fiume Kankakee, e si portarono nell’attuale Peoria nell’Illinois, dove si posero le fondamenta di Forte Crèvecour, lasciandovi anche una guarnigione militare.
Ancora più celebre, come detto, fu la spedizione geografica nel Mississippi, che vide La Salle, nel febbraio del 1682, giungere a Memphis, nel Tennessee, ove l’esploratore e viaggiatore di Rouen creò Fort Prudhomme. Nel corso quindi della successiva missione in Texas fu raggiunta la zona ove sorge oggi Victoria. Una delle sue imprese sicuramente più rilevanti.
Oggi, il nome di La Salle resta indubbiamente legato ai suoi viaggi di esplorazione geografica e scientifica presso il Golfo di California e le cascate dell’Ohio, nonché naturalmente nella Luisiana francese, da lui raggiunta con due navi (la Belle e l’Aimable) della sua flotta (le altre erano la Joly, armata di venti cannoni, e la Saint-François, con trecento uomini a bordo). La Salle ebbe il merito, non trascurabile dalla moderna storiografia, di cartografare le aree, fluviali e lacustri, della frontiera occidentale americana, mettendo così tra i primi a disposizione ulteriori conoscenze geografiche, in merito a quei luoghi, allora e prima di lui pressoché sconosciuti. Fu certo un grande navigatore, uno scaltro commerciante ed un intrepido esploratore, le cui esperienze forgiarono prima e modificarono poi la visione stessa di chi dopo metà Seicento sognava l’espansione ad ovest delle terre americane, trovando in maniera anche ardita nuove strade e sentieri da percorrere.
La Salle fu altresì un personaggio chiave, nella storia degli insediamenti costieri francesi nelle zone nord-americane, stabiliti anche e soprattutto per contrastare quelli preesistenti degli Olandesi e Inglesi, testa di ponte di potenze protestanti a lui opposte anche sul piano della fede religiosa. Certo, la guerra anglo-francese sui mari – che sarebbe poi arrivata, si sa, sino agli anni di Napoleone e di Nelson, ad inizio Ottocento inoltrato – prese avvio anche negli spazi atlantici del secondo Seicento, e trovò in La Salle uno dei suoi maggiori e primi protagonisti. Tra l’altro, è significativo al riguardo che le colonie da lui fondate per conto della monarchia di Francia iniziarono a declinare subito dopo la sua morte, tra il 1688 e il 1689, proprio mentre anche nel Vecchio Mondo andava inasprendosi il conflitto anglo-francese, con la scoppio della Guerra dei Nove Anni promossa dalla Grande alleanza della Lega di Augusta (1688-1697), antesignana, sul piano politico-diplomatico degli schieramenti, della di lì a poco successiva Guerra di successione spagnola (1701-1713).
In effetti, La Salle fu un personaggio a dir poco cruciale, nella storia del passaggio dall’epoca delle prime esplorazioni nell’America occidentale seicentesca alla collegata – e di poco successiva – rivalità per la supremazia marittima e commerciale, nel mondo atlantico. Lo dimostra e conferma, in occasione ancora della sua ultima e sfortunata spedizione, la straordinaria invasione e conquista – apice forse d’una intera, brillante carriera – di parte delle province spagnole in Messico alla guida di oltre duecento soldati francesi, aiutati in misura considerevole dai bucanieri appositamente assoldati per incursioni corsare e da un’armata di ben quindicimila Indiani. Più in generale a attestare la stima e la fiducia di cui godevano – anche in patria, a Parigi – le persino spavalde iniziative di La Salle, contribuisce il fatto che il grande viaggiatore ed esploratore di Rouen ebbe sempre a disposizione (o riuscì a ottenere dalla madrepatria) molti uomini, armi e strumenti nautici, mezzi economici e cargo trasformati in vascelli capaci d’affrontare acque anche profonde e altrimenti assai pericolose.

Nel caro e sempre vivo ricordo di Francesco Surdich


Nell'immagine, René-Robert de La Salle (1643-1687).


Bibliografia

AA.VV., The La Salle Expedition to Texas. The Journal of Henri Joutel, Austin, 1998.
Da Fré G., I grandi condottieri del mare, Roma, 2022.
Dawson S.E., The Saint Lawrence Basin and Its Border-Lands, Being a Story of Their Discovery, London, 1905.
Hayne D. (a cura di), Dictionary of Canadian Biography (1701-1740), Toronto, 1969-1979.
Jacquin P., Storia degli Indiani d’America, Milano, 1977.
Keiley J., René-Robert Cavelier Sieur de La Salle, in Catholic Encyclopedia, IX, New York, 1910, ad vocem.
Marcus G.J., La conquista del Nord Atlantico, Genova, 1999.
Margry P., Les découvertes et les établissements des Français dans l’Ouest et dans le Sud de l’Amérique septentrionale (1614-1754), Paris, 1875-1886.
Martelli A., La lunga rotta per Trafalgar. Il conflitto navale anglo-francese (1688-1805), Bologna, 2000.
Meli F., Miti e leggende degli Indiani d’America, Padova, 2020.
Molteni M., Storia dei grandi esploratori, Bologna, 2014.
Nerburn K., La saggezza degli Indiani d’America, Torino, 2016.
Parkman F., The Discovery of the Great West. France and England in North America, Boston, 1869.
Parkman F., Robert Cavelier Sieur de La Salle, in Cyclopaedia of American Biography, 1892, ad vocem.
Parry J.H., Le grandi scoperte geografiche, Milano, Il Saggiatore, 1963.
Randall F.A., History of the Development of Building Construction in Chicago, Chicago, 1999.
René-Robert Cavelier Sieur de La Salle, in Enciclopedia Italiana, Roma, 1933, ad vocem.
Sanfilippo M., Europa e America. La colonizzazione anglo-francese, Firenze, 1990.
Shea J.G., Discovery and Exploration of Mississippi Valley, New York, 1852.
Shea J.G., René-Robert Cavelier Sieur de La Salle, in Encyclopaedia Britannica, XIV, Edinburgh, 1882, ad vocem.
Tetro M., Dove soffiano i venti propizi. Esploratori, trappers, cacciatori di pelli e cercatori d’oro nel Nuovo Mondo, Bologna, 2019.
Versluis A., Terra sacra. Religione e natura degli Indiani d’America, Roma, 2018.
Williams B.G. (a cura di), Dictionary of Canadian Biography (1000-1700), Toronto, 1979.
Windsor J., Narrative and Critical History of America, IV, Harvard, 1884.
Winnery C., Robert Cavelier Sieur de La Salle, in Encyclopaedia Britannica, Edinburgh, 1911, ad vocem.


Parole Chiave:
esplorazioni francesi dell’età moderna, missioni cristiane, colonizzazione del Texas, spedizioni scientifiche in America del Nord, storia dell’archeologia, scienze mediche e fisiche nel Seicento, storia della geografia e della cartografia, Amerindi, Indie occidentali Documento inserito il: 23/06/2026
  • TAG:

Articoli correlati a Nel Mondo


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione piattaforma web: ik1yde

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2026 )
privacy-policy