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>> Medio Evo > Arabi

L’espansionismo arabo

Dopo la morte di Maometto e terminata l’unificazione politica del Paese, gli Arabi, guidati dai califfi, capi politici, religiosi e militari, tra il 632 ed il 660, portarono a termine una guerra che li condusse alla conquista della Siria, dell’Egitto, della Persia e della Palestina, mentre le loro navi compivano incursioni contro i territori dei Bizantini nell’Egeo che portarono al saccheggio di Creta, Rodi e Cipro. Nel 661 la forma del califfato cambiò da elettiva in ereditaria sotto la dinastia degli Omeiadi. Essi trasferirono la propria capitale a Damasco ed estesero le conquiste in Oriente fino al fiume Indo e ad Occidente fino alla Spagna, dove il regno dei Visigoti venne definitivamente abbattuto. Superato l’ostacolo naturale costituito dai Pirenei, gli Arabi raggiunsero la pianura francese; qui vennero respinti da Carlo Martello che nel 732 li sconfisse nella battaglia di Poitiers. Pochi anni prima, nel 717, essi avevano assediato senza successo Costantinopoli, dalla quale vennero respinti dai Bizantini che riuscirono a fermare in modo definitivo l’avanzata dei musulmani nei territori dell’Impero d’Oriente. Nel 750 la nuova dinastia degli Abbasidi spostò la capitale da Damasco a Bagdad. Sotto il loro governo, gli Arabi non riuscirono a mantenere la propria unità politica e al termine di un periodo di lotte interne, vennero a formarsi un gran numero di Stati autonomi. In Occidente essi rivendicarono la propria indipendenza dal potere centrale come il califfato d’Egitto, che ebbe come capitale il Cairo, e il califfato di Spagna, con capitale Cordoba.In Oriente rimasero vassalli del califfo di Bagdad e venivano governati da un sultano. Nell’827, dopo scontri accaniti, gli Arabi riuscirono a strappare all’Impero Bizantino la Sicilia; Palermo divenne sotto il loro dominio una delle più grandi metropoli del Mediterraneo. Dalle loro basi in Sicilia essi si spinsero nell’Italia meridionale, in Sardegna e in Corsica. Erano ormai padroni di un Impero che si estendeva dall’Oceano Atlantico al fiume Indo, dal Caucaso al deserto del Sahara. La loro rapida espansione era dovuta al loro fanatismo religioso e all’ardore dei loro guerrieri, ma era dovuta anche al fatto che si trovavano a dover combattere contro avversari rappresentati da vecchi Stati in piena decadenza o da regni barbarici travagliati da lotte di potere interne. In alcune aree conquistate durante la loro avanzata negli imperi Persiano e Bizantino, venivano accolti dalle popolazioni come dei liberatori. In quei territori esisteva infatti un sistema di tassazione eccessivo al quale era sottoposta principalmente la parte piu’ povera della popolazione, mentre una minoranza ricchissima godeva di privilegi ed esenzioni. L’Islam, la religione che proclamava l'uguaglianza di tutti gli uomini credenti in Allah e nel suo profeta, apariva a questi derelitti come una liberazione dall’ingiustizia sociale.


Nell'immagine, la Mezquita di Cordova, in Spagna, un edificio in stile moresco, che ricorda il tempo in cui la città di Cordova fu capitale di un potente califfato arabo

Documento inserito il: 21/12/2014

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