Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, medio evo: La civiltà Araba
>> Medio Evo > Arabi

La civiltà Araba

Al contrario dei barbari gli Arabi, venuti a contatto nei paesi da loro conquistati con civiltà molto raffinate come i Bizantini, i Persiani e gli Egiziani, non ne distrussero il patrimonio culturale, ma unendolo al loro crearono una nuova civiltà splendida in tutti i campi. In economia, sfruttando le tecniche utilizzate in Egitto e a Babilonia per l’irrigazione dei campi, diedero vita ad una fiorente agricoltura importando in Occidente delle culture fino ad allora conosciute solo in Oriente quali gli asparagi, i fagioli, i carciofi, le pesche, le arance, le albicocche ed il riso. Anche il commercio era molto sviluppato e si serviva delle carovane e della munita flotta mercantile che dalle proprie basi di Alessandria d’Egitto sul Mediterraneo e Aden sul Mar Rosso trasportava in Occidente i preziosi prodotti provenienti dall’Oriente: oro, pietre preziose, avorio, seta e spezie, mentre esportavano i manufatti musulmani: cuoio marocchino, lame di Toledo e di Damasco, ceramiche, tappeti persiani, mobili intarsiati, stoffe e vesti. Nelle attività artistiche ebbe il sopravvento l’architettura; sotto Maometto ed i primi califfi non vennero eseguite opere monumentali. Questo avvenne più tardi quando gli Arabi entrarono in contatto con popoli più evoluti; dinnanzi ai maestosi templi pagani e alle chiese cattoliche, gli Arabi edificarono le loro moschee, dove si ritrovavano al venerdì per la preghiera comune. Vicino alle moschee, svettava il minareto, sorta di alta torre a base quadrata o circolare, dalla quale il muezzin chiamava i fedeli alla preghiera. Dato che la loro religione vietava la rappresentazione della figura umana, le pareti degli edifici venivano decorate con forme geometriche e floreali che vennero denominate arabeschi. A volte venivano utilizzati come decorazioni anche i versetti del Corano. Tra le costruzioni arabe più famose sono da ricordare l’Alcazar di Siviglia, la moschea di Cordoba e l’Alhambra di Granada, tutte situate nel sud della Spagna. Per quanto riguarda le arti minori, essi eccelsero nella lavorazione della ceramica, riuscendo a produrre stupendi vasi, che sostituirono più che degnamente quelli d’oro proibiti dal Corano. Esperti nel lavorare i metalli, raggiunsero una perfetta tecnica nell’incrostare oggetti di bronzo con l’aggiunta di lamine d’argento e oro ; questa tecnica veniva soprattutto utilizzata nella produzione di armi ed in particolare per le lame di Damasco, ricercatissime in Occidente. Nel campo della letteratura, il miglior esempio è rappresentato dalla raccolta di racconti della Mille e una notte. Nei paesi occupati, gli Arabi crearono dei centri culturali provvisti di fornite biblioteche nelle quali venivano raccolte opere scientifiche e del pensiero ellenistico e persiano, che essi lessero con interesse, commentarono e tradussero, tramandandolo alle generazioni future. Si trattava in massima parte di opere inerenti la medicina, la matematica, l’astronomia e le scienze in generale, alle quali gli Arabi apportarono un ulteriore contributo completandole con le loro conoscenze, con l’utilizzo di nuovi termini quali lo zenit e il nadir, compilando trattati aritmetici e algebrici, oltre a perfezionare e inventare strumenti scientifici. Agli Arabi si deve anche la diffusione dei numeri da uno a zero, che sostituirono le cifre romane semplificando molto i calcoli. Essi si occuparono molto anche di filosofia, concentrando il proprio interesse sul pensiero del greco Aristotele, del quale i filosofi Arabi Avicenna e Averroè commentarono e interpretarono le opere.Un altro grande merito degli scienziati Arabi, fu la trasformazione alchemica, una scienza già in uso presso gli antichi Egizi che mirava alla trasformazione dei metalli in oro. Con i loro studi, gli Arabi posero le basi della chimica moderna, creando i metodi di raffinamento dei metalli, della colorazione della seta, della preparazione dell’acciaio e di alcuni degli acidi più importanti. Il loro entusiasmo per le ricerche in questo campo, rientrava nell’interesse da essi provato per tutto ciò che riguardava la pratica, e fu proprio questo interesse per il pratico la base dei grandi progressi realizzati in ogni settore dalla civiltà Araba.


Nell'immagine, dipinto raffigurante il filosofo arabo Averroè

Documento inserito il: 21/12/2014

Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione piattaforma web: ik1yde

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2023 )
privacy-policy