Cookie Consent by Free Privacy Policy website Tutto storia, personaggi storici: La strana vicenda del Ten. Ettore Cantagalli

La strana vicenda del Ten. Ettore Cantagalli [ di Pierluigi Roesler Franz ]

Il tenente Ettore Cantagalli non è morto, come si credeva, nel Primo Conflitto Mondiale, ma bensì in Cirenaica, il 28 marzo 1927.

Il tenente Ettore Cantagalli Del Rosso, nato il 30 agosto 1897 a San Miniato (già Firenze, ora Pisa), redattore del "Corriere di Livorno" ed Eroe dei Bersaglieri nella Grande Guerra (fu decorato di medaglia di bronzo al v.m. e di Croce inglese per aver salvato un ufficiale pilota alleato, abbattuto con il suo aereo sul Piave, attraversando per ben 4 volte le acque gelide del fiume), non é morto, come si credeva, nel 1° Conflitto mondiale, ma solo il 28 marzo 1927 nella disastrosa battaglia di Er-Raheiba in Cirenaica con il 7° Battaglione Libico. E' quindi l'unico giornalista Caduto durante il fascismo in questa Guerra di riconquista coloniale.


E' un'importante scoperta per la categoria dei giornalisti. Dopo 3 anni di estenuanti e faticose ricerche, grazie soprattutto all'aiuto determinante del colonnello Pasquale Lino Parisse (Capo della 5a sezione della Direzione Generale per il personale militare V Reparto 10a Divisione - Documentazione Esercito) e del generale Carlo Maria Magnani (Presidente dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro per i decorati al valor militare) e delle équipes dei loro collaboratori, che ringrazio davvero di cuore per la pazienza, l'impegno profuso e la cortesia usatami, si é finalmente appreso che contrariamente a quanto si riteneva sinora e che sembrava anche convalidato dalle due lapidi, una ritrovata a Roma nel maggio 2011 (lapide che fu solennemente inaugurata da Benito Mussolini nel Circolo della Stampa di Roma il 24 maggio 1934) e l'altra tuttora esposta a Livorno in piazza Manin 1 (dove fu ricollocata dopo i bombardamenti che colpirono la città labronica nella 2a Guerra Mondiale), il tenente Ettore Cantagalli Del Rosso non é morto nel 1° conflitto mondiale, ma solo 9 anni più tardi.

Dai documenti allegati risulta infatti che il giornalista del "Corriere di Livorno" Ettore Cantagalli Del Rosso, figlio di Salvatore e di Sofia Bini Malenchini, nacque il 30 agosto 1897 a San Miniato (provincia di Firenze, poi dal 1918 provincia di Pisa) ed assunse in epoca successiva il doppio cognome Cantagalli Del Rosso.

Aveva anche combattuto come sottotenente nel 2° e 3° Reggimento Bersaglieri che componevano la VII Brigata Bersaglieri nella Grande Guerra 1915-1918 dove fu decorato con la medaglia di bronzo al valor militare con questa significativa motivazione: “Di sua iniziativa, cooperò al salvataggio di un ufficiale aviatore alleato, abbattuto sul Piave, dimostrando grande valore ed abnegazione, e all’uopo traversò, nonostante la forte corrente, quattro volte il fiume, sotto il fuoco nemico. Piave (Isola Vittoria), 22 ottobre 1918” (vedere l'accluso Stato di servizio n. 16076 e il Regio Decreto del 27 agosto 1923, pubblicato sul Bollettino del Ministero della Guerra a pag. 2586, ora scaricabile anche dal sito internet dell'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro per i decorati al valor militare http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/).

Della concessione dell'onorificenza si dà notizia anche a pag. 278 del volume "Le fiamme cremisi: Albo d'oro dei Bersaglieri per gli anni di guerra 1915-1918"/ Titolo 3: "I decorati" a cura dell'Ispettorato dei Bersaglieri, compilato e disegnato dal capitano Mario Mona, Milano: Editore Luigi Alfieri, 1931, 464 pagg., Codice identificativo IT\ICCU\IEI\0210531 dove si legge, appunto, che a “Ettore Cantagalli (non è, però, indicata la seconda parte del suo cognome Del Rosso, n.d.r.) nato a S. Miniato (Firenze) aspirante ufficiale del 2° Reggimento Bersaglieri - Isola Vittoria 30/10/1918” - fu concessa la medaglia di bronzo al valor militare". La motivazione è identica a quella riportata a pag. 2586 del Bollettino Ufficiale del Ministero della Guerra.

Con ogni probabilità Ettore Cantagalli Del Rosso dovrebbe essere stato quindi insignito anche della Croce militare inglese al valore dell’impero britannico. Ciò si ricava dalla lapide posta in memoria dei suoi Caduti dal Corriere di Livorno e ricollocata dopo la 2a guerra mondiale a circa 3 metri da terra sulla facciata dello stabile di 2 piani in piazza Manin 1 a Livorno, ricostruito dopo le distruzioni dovute ai bombardamenti aerei nel luogo dove una volta aveva sede la gloriosa testata toscana da tempo non più in edicola.

Peraltro la motivazione della medaglia di bronzo italiana confermerebbe implicitamente la concessione della Croce inglese, ma le autorità britanniche fino ad ora non l'hanno, purtroppo, ufficializzata perché "di tali onorificienze concesse a militari stranieri non vi sono record disponibili". E' stata questa la testuale risposta ricevuta dall'Ufficio dell'Addetto Militare all'Ambasciata italiana a Londra che il 5 aprile 2013 aveva inviato una richiesta al competente Ufficio del Ministero della Difesa Britannico, volta ad ottenere informazioni circa la motivazione del conferimento della Croce d'argento inglese.

Il gesto eroico del tenente Ettore Cantagalli Del Rosso assume quindi grande rilievo anche per la storia dell'aviazione e dei bersaglieri, nonché nei rapporti internazionali Italia-Gran Bretagna, perché sarebbe l'unico tra tutti i bersaglieri italiani che combatterono nella Grande Guerra ad essere stato insignito della Croce inglese.

La copia originale del suo Stato di servizio militare e la motivazione della medaglia di bronzo confermano quindi ufficialmente che Ettore Cantagalli Del Rosso é nato il 30 agosto 1897 a San Miniato, Circondario di Firenze e provincia di Firenze.

Nel 1917 apparteneva al Distretto militare di Pistoia, ma viveva all'epoca a Livorno (vedere determinazione del Consiglio di leva di San Miniato del 15/12/1917).

Ettore Cantagalli Del Rosso venne chiamato alle armi come soldato nel 21° Reggimento Artiglieria da campagna (4a Compagnia automobilisti) e giunse in zona di guerra il 22 gennaio 1918. Il 10 aprile seguente frequentò il Corso Allievi Ufficiali di fanteria nella Scuola militare di Modena.

Il 16 agosto 1918 fu nominato aspirante Ufficiale nel 3° Reggimento Bersaglieri di Livorno e giunse in zona di guerra il 2 settembre (nel frattempo il 30 agosto il 3° Reggimento Bersaglieri aveva, però, costituito insieme al 2° Reggimento la VII Brigata Bersaglieri).

Il 12 settembre firmò come Ettore Cantagalli Del Rosso l'accluso stato di servizio nel 3° Reggimento Bersaglieri intestato ad Ettore Cantagalli (il relatore era Carlo Tosti). Il 3 ottobre 1918 fu nominato Sottotenente di fanteria.

Il 22 ottobre compì il gesto eroico sull'isola Vittoria sul fiume Piave che gli valse nel 1923 la medaglia di bronzo al valor militare e con ogni probabilità anche la Croce inglese per aver salvato un pilota alleato dopo aver attraversato per ben 4 volte le acque gelide del fiume.

A questo punto è opportuno aprire una piccola parentesi.

Da quanto si é appreso l'Ufficio di Leva di Firenze conserva la documentazione dalla classe 1842 e comprende anche i materiali dell'Ufficio di Pistoia, di Rocca San Casciano e di San Miniato, già circondari della provincia di Firenze, rispettivamente per le classi 1842-1879,1842-1851 e 1842-1902 (quest’ultimo raggruppamento quindi comprende anche la posizione di Ettore Cantagalli o Ettore Cantagalli Del Rosso, classe 1897) e dovrebbe essere conservato nell’Archivio di Stato di Firenze.

Il Circondario di San Miniato Sezione 1862-1922 si compone di 908 registri con numerazione di corda unica per tutta la sezione da 1 a 908. L’Ufficio di leva di San Miniato contiene le Liste di leva, di estrazione e i Registri sommari prodotti dall'ufficio di leva attivo presso la sottoprefettura di San Miniato fino al 1923, anno in cui la riforma stabilì che gli uffici di leva dovessero essere attivi solo nei capoluoghi di provincia. I registri delle tre serie (Liste di Leva, le Liste di estrazione e i Registri sommari delle decisioni del Consiglio di Leva) sono numerati consecutivamente.
Le Liste di leva, di estrazione e i Registri sommari relativi ai comuni del circondario di San Miniato furono versati all'Archivio di Stato di Firenze a partire dal 1890.

Il 31 gennaio 1919, circa tre mesi dopo la fine della Grande Guerra, Ettore Cantagalli (senza usare il doppio cognome Del Rosso) sottoscrisse come sottotenente dei bersaglieri un Manifesto per costituire un Nucleo fra gli ex combattenti. Questo manifesto, che fu firmato anche dal tenente pilota Guido Dell'Aiuto, dal tenente di fanteria Alessandro Burnside e dal sottotenente degli Arditi Arturo Torruli, fu pubblicato in 1a pagina sul Corriere di Livorno Anno X n. 30.

Il 30 aprile 1920 Ettore Cantagalli Del Rosso fu promosso tenente.

Circa 6 anni dopo, il 25/2/1926 egli chiese di partire per la Cirenaica. Il 2 marzo si imbarcò a Siracusa e giunse a Bengasi 2 giorni dopo aggregandosi al 7° Battaglione Libico.
Su sua domanda il 2 maggio 1926 fu trasferito nel R. C. T. C. - Regio Corpo Truppe Coloniali della Cirenaica e partecipò dal 2 gennaio 1927 al ciclo di operazioni di grande polizia coloniale.
Ettore Cantagalli Del Rosso morì in combattimento a circa 30 anni di età il 28 marzo 1927 nella disastrosa battaglia di Er-Raheiba in Cirenaica. Fu trucidato dai Mujahideen guidati dall'anziano condottiero dei ”Briganti Libici”, il religioso e guerrigliero Omar al-Mukhtar ("il leone del deserto"), che guidò la resistenza anticoloniale contro gli italiani (in Libia è considerato un eroe nazionale).
Assieme a Cantagalli Del Rosso morirono altri 309 soldati dei 756 che componevano il 7° Battaglione Libico (vedere articolo su La Stampa di Torino del 5 aprile 1927 a pag. 5, nonché il volume di Federica Saini Fasanotti, "Libia 1922-1931 - le operazioni militari italiane", Stato Maggiore dell'Esercito ufficio storico, Roma, 2012, pag. 264").

Nell’estate del 1931, il 70enne Omar al-Mukhtār, cui erano rimasti solo 700 uomini, fu fatto prigioniero e giudicato nel Palazzo Littorio di Bengasi. Ma il processo fu condotto sommariamente, tanto che in molti lo ritennero illegale, visto che l’imputato avrebbe avuto diritto allo status di prigioniero di guerra. Il 15 settembre venne condannato a morte su ordine di Mussolini che, in un telegramma ai giudici, li incoraggiò ad emettere una sentenza di “immancabile condanna”. Indicativo di questo clima di giustizia sommaria è il fatto che fu arrestato perfino il suo difensore d’ufficio, il capitano Roberto Lontano, per aver interpretato scrupolosamente il suo ruolo.
L’esecuzione avvenne alle 9 del mattino del 16 settembre 1931 a Soluch a 56 chilometri a sud di Bengasi, in Cirenaica, dove arrivarono ventimila libici per assistere all’esecuzione del loro leader. Le ultime parole di Omar al-Mukhtār furono quelle di un noto versetto coranico: Innā li-llāhi wa innā ilayHi rāgiʿūna (“A Dio apparteniamo ed a lui ritorniamo”).

Con Regio Decreto del 3 aprile 1933, su proposta del ministro delle Colonie, fu poi conferita alla Bandiera del Regio Corpo Truppe Coloniali della Cirenaica la medaglia d'argento al valor militare con la seguente motivazione: "Magnifico strumento di guerra, in nove anni di lotta dura, aspra, difficile, tenacissima, portò di vittoria in vittoria il nome e la civiltà di Roma dalla costa fino nel cuore dell'inviolato deserto libico (Cufra) compiendo gesta che rimarranno memorabili nella storia delle imprese coloniali ed assicurando all'Italia il saldo possesso della sua quarta sponda.
Cirenaica 1923-1932
".

Cinquant'anni dopo nel 1981 uscì un film che raccontava la sua storia ”Il leone del deserto”. Il film, cui parteciparono attori di fama mondiale, come Anthony Quinn, Oliver Reed, Rod Steiger, Irene Papas, Raf Vallone, Gastone Moschin ed altri, fu però censurato e ne fu impedita la distribuzione in Italia, in quanto “lesivo dell’onore dell’esercito italiano e della dignità nazionale”. Il regista e produttore siriano Mustafà Akkad restò poi ucciso in Giordania nel 2005 in un attentato kamikaze di terroristi di Al-Qāida ad Amman.


Riepilogando, Ettore Cantagalli (poi anche Del Rosso) é nato a San Miniato il 30 agosto 1897.
Ed è proprio lui il giornalista del "Corriere di Livorno", Eroe della Prima Guerra Mondiale, anche se sulla lapide di piazza Manin 1 a Livorno (come anche in quella inaugurata da Benito Mussolini al Circolo della stampa di Roma il 24 maggio 1934) é stata erroneamente indicata la Medaglia d'argento al v. m. (anziché la medaglia di bronzo al v. m.) e quasi certamente é stato anche insignito della Military Cross (Croce militare inglese) al valore dell’impero britannico.
Sulla lapide di Livorno vengono infatti commemorati i suoi 6 giornalisti morti per la Patria (ma in realtà 8 perché ci si è dimenticati sia di Dino Fornaciari, sia del tenente Alfredo Righini, medaglia d’argento al v.m. Motu Proprio di Re Vittorio Emanuele III di Savoia, n.d.r.) ed insigniti con ben 2 Medaglie d’oro, 2 d’argento, 2 di bronzo al valor militare e persino 1 Croce inglese, nonché un proto e 2 tipografi del giornale.

Sulla lapide, che é visibile sulla mappa satellitare del sito
http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=ll
é così scritto:

"La famiglia del Corriere di Livorno che fra i primi giornali della Patria propugnò l'intervento contro la brutale aggressione dei nemici dell'umanità e che offrì 22 militi all'Esercito combattente volle qui ricordati i suoi Prodi che pugnarono e caddero nel Santo nome d'Italia:
Redattore Garibaldi FRANCESCHI, decorato con medaglia d'oro
Redattore Pietro D'ALFONSO, decorato con medaglia d'argento
Proto Rosolino BARSOTTI
Tipografo Corrado CIONI
Tipografo Corrado BENEDETTI
Redattore Ratcliff CRUDELI
Ten. Federico GRIFEO DI PARTANNA, medaglia d'oro
Ten. Angiolo VERSI, medaglia d'argento
Ten. Ettore CANTAGALLI DEL ROSSO, medaglia d'argento Croce inglese".


Della 1a e originaria lapide vi è traccia sul Corriere di Livorno di domenica 15 dicembre 1918 anno IX n. 345. E’, infatti, la notizia di apertura del Corriere cittadino. Vi si legge:

Per i nostri prodi.

Sulla parete dell’edificio, sede dei nostri uffici, prospiciente gli Scali Manzoni, è stata murata una lapide, che reca la seguente epigrafe:

La famiglia
del Corriere di Livorno
che fra i primi giornali della Patria
propugnò l'intervento
contro la brutale aggressione
dei nemici dell'umanità
e che offrì 22 militi
all'esercito combattente
volle qui ricordati i suoi prodi
che pugnarono e caddero
nel santo nome d'Italia:
Redattore Garibaldi FRANCESCHI
decorato con medaglia d'oro
Redattore Pietro D'ALFONSO
decorato con medaglia d'argento
Proto Rosolino BARSOTTI
Tipografo Corrado CIONI
Tipografo Corrado BENEDETTI”
.


Rispetto alla lapide oggi esposta in piazza Manini 1 - Livorno sul giornale labronico mancavano i nomi di altri 6 giornalisti, e precisamente:

- Redattore Ratcliff CRUDELI
- Ten. Federico GRIFEO DI PARTANNA, medaglia d'oro
- Ten. Angiolo VERSI, medaglia d'argento
- Ten. Ettore CANTAGALLI DEL ROSSO, medaglia d'argento Croce inglese".
- Dino FORNACIARI (è indicato sulla lapide di Roma)
- Alfredo RIGHINI, medaglia d'argento


La lapide pertanto è di straordinario valore storico-culturale, e non solo per la categoria dei giornalisti, perché ha consentito di completare i dati relativi ai giornalisti del Corriere di Livorno morti nella 1a guerra mondiale. Infatti sulla lapide ritrovata a Roma nel maggio 2011 con i nomi degli 83 (ora diventati 130) giornalisti Eroi della 1a guerra mondiale mancavano proprio il nome di battesimo, Ettore, del giornalista Cantagalli Del Rosso con l'aggiunta dell'onorificenza della Croce inglese e il doppio cognome “di Partanna” al conte Federico Grifeo. Sulla lapide di Livorno è, tuttavia, indicata in aggiunta per Cantagalli Del Rosso anche l’onorificenza della Croce inglese, mentre su entrambe le lapidi di Roma e Livorno, infine, é indicata per errore l'onorificenza italiana della medaglia d'argento, anziché di quella di bronzo, conferita a Cantagalli Del Rosso.

A sua volta, però la lapide trovata a Roma, visibile sul sito
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=9700
é altrettanto importante perché vi é anche indicato il nome del giornalista Dino Fornaciari, anch'egli morto nella 1a Guerra Mondiale, che manca invece su quella di Livorno. In entrambe le lapidi manca, infine, il nome di Alfredo Righini.

Incredibile é stata la sorte toccata a Garibaldi Franceschi e a Ratcliff Crudeli. Il secondo era nato a Livorno appena 5 giorni dopo Franceschi. Sono morti al fronte a Castagnevizza il 23 maggio 1917, entrambi 19enni, nello stesso luogo e nello stesso giorno a poche ore e a pochi metri di distanza tra loro. Il corpo di Crudeli non fu più trovato. Franceschi ottenne la medaglia d'oro al valor militare alla memoria e fu immortalato in un disegno a colori di Beltrame pubblicato in 1a pagina sulla copertina della "Domenica del Corriere" Anno XIX n. 38 del 23-30 settembre 1917 - con questa didascalia: “L’aspirante Franceschi si era promesso di piantare, lui primo, un tricolore sulle rovine di Castagnevizza. Condotto impavidamente il suo plotone alla conquista della posizione, benché due volte ferito, tentava di inalberare il segno della vittoria, quando una scarica lo rovesciò, morto sul tricolore.
http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=15329


Documento inserito il: 07/12/2014
  • TAG: tenente ettore cantagalli del rosso, prima guerra mondiale, grande guerra, bersaglieri, medaglia bronzo valor militare, presunta morte, ventennio fascista, er raheiba, settimo battaglione libico, 28 marzo 1927, morte effettiva

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