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Alessandro II Romanov, lo Zar liberatore

di Daniela Asaro Romanoff

Alessandro II nacque a Mosca il 29 aprile 1818. Era il primo figlio di Nicola I e di Alessandra Feodorovna, figlia del re di Prussia Federico Guglielmo III e sorella del futuro imperatore tedesco Guglielmo I.
Uno dei suoi tutori fu Vasilij Zhukovskij, poeta e critico letterario. Ebbe una educazione completa, che spaziava dalle arti alle lingue, dalle scienze alle esercitazioni militari. A miglioramento dei suoi studi, a diciannove anni, si accinse a comprendere e analizzare fatti, situazioni, persone attraverso lunghi viaggi in Russia e in Europa. Imparare senza viaggiare si può rivelare davvero sterile per qualsiasi persona, non solo per chi è destinato a governare.
In Europa conobbe la principessa Maria d'Assia e del Reno, sua futura moglie. Si sposarono nel 1841. La coppia ebbe otto figli. Alla morte del padre, avvenuta nel 1855, Alessandro divenne zar.
Oramai era un uomo maturo con una grande esperienza politica. Il padre gli aveva affidato vari incarichi importanti. Ereditò una guerra davvero terribile, che aveva amareggiato e intristito profondamente Nicola I, al termine della sua vita. Alessandro II iniziò a proporre delle trattative, la guerra sanguinosa, che vedeva schierati l'Impero Ottomano, la Gran Bretagna, la Francia e il Regno di Sardegna contro la Russia, stava mettendo l'economia in ginocchio. Alessandro si ritrovò costretto a chiedere un armistizio e dovette accettare la cosiddetta pace di Parigi.
La Russia perse i suoi diritti nei Balcani e le sue navi da guerra ebbero il divieto di entrare nel mar Nero. la perdita della Crimea si rivelò strategicamente assai penalizzante.
La guerra di Crimea viene considerata da alcuni storici come la prima guerra dell'Europa contro la Russia. Di certo, con il trattato di Parigi, le potenze europee riuscirono ad esiliare per qualche decennio la tanto temuta Russia ad 'est'. Il Paese era molto provato dalla guerra. Alessandro capì che era necessario farlo risorgere attraverso numerose riforme.
Vennero studiati nuovi programmi educativi.
Notevole fu il rifiorire della stampa indipendente. Alessandro II avvertì l'urgenza di dare un ulteriore impulso alle industrie, indebolite dalla Guerra in Crimea, era assai grave il malessere in questo settore così importante.
Un problema prioritario, da risolvere assolutamente, prima possibile, era per Alessandro, come per tutti gli altri Romanov che lo avevano preceduto, la liberazione dalla servitù di tantissimi esseri umani.
La Legge per l'emancipazione della servitù era un documento molto lungo ed articolato di quasi 400 pagine.
Il 28 gennaio 1861 la servitù finalmente fu abolita in Russia.
Ai contadini vennero date delle terre, ma molti altri provvedimenti erano necessari, e Alessandro cercò di creare istituzioni che potessero aiutare i contadini. Con i giudici di pace ci furono processi molto più giusti, venne istituito lo Zemstvo, si trattava di organizzazioni locali, che risolvevano controversie relative al loro territorio, in queste nuove organizzazioni, volute con determinazione dallo zar, iniziarono a nascere idee progressiste ed anche rivoluzionarie.
Con Alessandro II veramente grande fu l'apertura politica nell'Impero, ma nell'ambito di questa apertura crebbero inevitabilmente i nazionalismi.
Malgrado l'esercito non fosse assolutamente adeguato per combattere, perché ancora provato dalla guerra in Crimea, nel 1876, Alessandro II decise di intervenire per difendere la Bulgaria, Paese cristiano ortodosso, che si era ribellato ai Turchi.
I Russi riuscirono ad aiutare la Bulgaria, che dopo 500 anni di dominio turco era finalmente libera, ma il prezzo della vittoria fu altissimo: 200.000 soldati russi morti.
La Bulgaria tuttora ricorda Alessandro II come lo zar liberatore e come uno dei suoi padri fondatori. In piazza Narodno Sobranie, a Sofia, c'è un monumento a lui dedicato.
Comunque, molto di ciò che i russi avevano ottenuto per la Bulgaria fu distrutto dalle azioni diplomatiche di alcuni Paesi europei, Inghilterra ed Austria soprattutto, tali Paesi erano spaventati dalla grande influenza che la Russia poteva acquisire.
Alessandro definì queste distruttive azioni diplomatiche come una delle pagine più tenebrose nella Storia della Russia.
Lo consolarono l'affetto e la riconoscenza dei Bulgari.
Alessandro viene ricordato per essere stato lo zar delle riforme, ma le riforme davano tanto fastidio. Molta avversione destò la sua volontà, resa nota nel febbraio 1880, di dare al popolo russo una Costituzione.
Il 13 marzo 1881 fu gettata una bomba contro la sua carrozza, ma lo zar rimase illeso. Uscì dalla carrozza, per soccorrere i Cosacchi feriti dall'esplosione, mosse alcuni passi e un'altra bomba lo colpì fatalmente, morì un'ora dopo.
Anche se non riuscì a realizzare tutti i suoi progetti, Alessandro è ricordato come lo zar liberatore pure nel suo Paese, non solo in Bulgaria, ed è strano che uno zar liberatore, che voleva dare una Costituzione al suo popolo, sia stato ucciso.

Documento inserito il: 02/11/2016
  • TAG: romanov, zar, impero russo, guerra crimea, zar liberatore, Alessandro II

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