Cookie Consent by Free Privacy Policy website
>> Storia - Recensioni librarie >

Israele-Palestina. Voci di una terra contesa [ di ]

Autore: Nino Orto
Titolo: ISRAELE-PALESTINA
Sottotitolo: Voci di una terra contesa
Editore: LoGisma, 2026
Pagine: 124, 15x21 cm.
ISBN: 9791282392075
Prezzo: 11,00 euro


Si tratta di un'opera dove Nino Orto, giornalista indipendente specializzato in geopolitica e conflitti del Medio Oriente, con un focus particolare su Iraq, Siria e sulle dinamiche delle guerre nella regione, racconta il conflitto a partire dalle persone che lo vivono e non dalle ideologie che pretendono di spiegarlo.
Un libro che nasce da oltre un decennio di presenza sul campo tra Israele e Palestina che non offre risposte facili, ma pone riflessioni necessarie, spesso scomode.
Perché al di là delle narrazioni amplificate e dei titoli urlati, esiste la vita quotidiana di chi abita quella terra. Esistono storie che attraversano confini e parlano di speranza, paura, resistenza e fragilità.
Perché in guerra non esistono buoni o cattivi ma esseri umani che, di fronte alla violenza, alle perdite e all’assenza di certezze, continuano ad aggrapparsi alla necessità di vivere, nonostante tutto.
Un racconto intenso che invita a guardare oltre il muro, dove l’umanità resta ostinata e identica su entrambi i lati.


DAL PROLOGO DEL LIBRO:
C’è un filo invisibile che attraversa questa terra martoriata, fragile ma resistente come i popoli che la abitano. Un filo che unisce e separa, che lega e allo stesso tempo divide. E poi una linea. Dura. Tracciata dai muri, dalle paure, dalle memorie antiche che scorrono come sangue nelle vene di israeliani e palestinesi. Quattro vite percorrono questa linea, ciascuna con il proprio peso, la propria storia, la propria verità.

Amal vive accanto alla barriera. La sua casa sembra sospesa, pronta a essere inghiottita dal cemento e dal silenzio del mondo che lo ignora. Nei vicoli del campo profughi di Tulkaram, nella Palestina occupata, custodisce la speranza come un oggetto proibito, prezioso, fragile. Sogna la libertà, sogna di scegliere chi essere, ma ogni scelta ha un prezzo, spesso più alto di quanto si possa pagare. Amal conosce ogni strada, ogni angolo del campo, ogni rumore che può annunciare pericolo, eppure non smette di cercare momenti di bellezza e leggerezza, di comprensione per il mondo in cui vive, come se sperare significasse anche trovare spazio per la propria umanità.

Hassan invece non spera più. Cresciuto tra checkpoint e incursioni notturne, ha imparato presto che la rabbia è più affidabile delle promesse. La sua vita è una somma di ingiustizie da riequilibrare, una contabilità segreta di dolori e torti da sanare. Ogni volto segnato dalla violenza porta addosso un ricordo doloroso, un debito che pretende di essere saldato. La sua identità è costruita sulla resistenza all’occupazione e sulla memoria, e ogni giorno che passa rafforza quella consapevolezza, crudele e inesorabile.

Eitan è un colono israeliano. Nato e cresciuto tra le colline e le casematte dei Territori contesi, ha interiorizzato sin dall’infanzia l’idea che la terra sotto i suoi piedi non sia solo un diritto, ma un dovere da difendere con ogni mezzo. La sua identità si è costruita nella certezza che il pericolo provenga sempre dall’altro lato del muro e che ogni azione per proteggere la propria comunità sia un atto necessario e legittimo. Eitan conosce la paura, il confine tra protezione e aggressione, tra legge e violenza, tra coscienza e obbedienza. Ma dentro di lui esiste anche un conflitto sottile, una domanda silenziosa su cosa significhi appartenere a quel mondo, e su quanto della propria umanità possa sopravvivere dentro quei confini rigidi.

Gal invece vive a Tel Aviv, lontana dalla polvere della Cisgiordania, dal caos dei checkpoint e dell’occupazione. La sua vita è fatta di caffè a Jaffa, luci al neon, passeggiate sul lungo mare e giornate scandite dal lavoro e dalla routine cittadina. Eppure, anche nel ritmo ordinario della città, l’eco del conflitto penetra. Nei ricordi, nelle paure trasmesse, nelle conversazioni filtrate da convinzioni e retoriche, nelle scelte mai realmente affrontate. Lo Stato d’Israele rappresenta per lei protezione e prigionia, libertà e condanna, come due facce della stessa realtà che ormai non può più ignorare.

Documento inserito il: 20/01/2026
  • TAG:

Ultimi articoli inseriti


Note legali: il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
La responsabilità di quanto pubblicato è esclusivamente dei singoli Autori.

Sito curato e gestito da Paolo Gerolla
Progettazione piattaforma web: ik1yde

www.tuttostoria.net ( 2005 - 2025 )
privacy-policy