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Con occhi di straniero. Franco Fortini in Sudafrica durante l’apartheid, [ di ]

Recensione del Dott. Davide Arecco


Con occhi di straniero. Franco Fortini in Sudafrica durante l’apartheid
di Giovanna Trento – Anita Virga
Milano-Udine, Mimesis, 2026
Pagine:234


E’ fresco di stampa, uscito da poco nella collana Parva Historica diretta per Mimesis da Paolo Luca Bernardini, un bellissimo ed oltremodo interessante volume fortiniano, scritto da Giovanna Trento e Anita Virga. Il libro, davvero ben concepito ed ottimamente strutturato, getta una nuova luce sopra un tema poco studiato: quello dei viaggi – di intellettuali e scrittori, in questo caso – nel Sudafrica segregazionista degli anni Ottanta del secolo scorso. Fu il caso nel 1984 del toscano Franco Fortini, il quale contravvenne al boicottaggio internazionale allora vigente scegliendo volutamente di recarsi in terra sudafricana per portarvi cultura – la cultura italiana, segnatamente – nonché in veste d’acuto osservatore e critico. Fortini accettò, infatti, l’invito giuntogli dal Dipartimento di Italianistica della University of Witwatersrand di Johannesburg e trascorse quindi un mese circa in Sudafrica, in veste di visiting professor. Poté quindi vedere sul campo, direttamente e da vicino, la realtà sia politica sia sociale sudafricana di allora, assistendo anche ad una importante gara podistica nazionale. Il viaggio fortiniano, come ben sottolineato da Trento e Virga, fu insieme eccezionale e coraggioso, ma altresì ambivalente, e dalla tuttora non facile interpretazione. Destò in effetti non poche polemiche critiche, ad esempio sulle pagine della stampa italiana dell’epoca. Lo stesso Fortini era del resto un marxista quanto mai eterodosso e trasversale, conosciuto per il suo impegno politico critico e radicale nonché per il suo spirito libero ed indipendente, spesso contro-corrente ed irregolare, rispetto alle ideologie dominanti (celebri sono rimaste al riguardo certe sue prese di posizione polemiche, contro il PCI). Il suo ruolo di intellettuale e scrittore scomodo ed autonomo a un tempo lo portò a vedere nel viaggio sudafricano del 1984 una interessante opportunità di testimonianza letteraria e culturale. Ora, questo bel libro di Trento e Virga, adottando un metodo inter-disciplinare – basato su studio ed analisi di materiali d’archivio, testimonianze rimaste sinora inedite, ed altre fonti, della più varia natura – per la prima volta ricostruisce il viaggio fortiniano, indagandone ragioni e significato, ed interrogandosi a più livelli (sempre interagenti sul piano dell’approccio di insieme al tema) su un’esperienza e sulla sua ricezione, tanto nel nostro paese, quanto nel Sudafrica stesso. Un viaggio che fu anche una sorta di occasione autobiografica e di confronto, con argomenti tra i quali il colonialismo, la migrazione e l’alterità, visti come recita lo splendido e suggestivo titolo del libro con occhi di straniero. E’ molto utile inoltre la ricca appendice documentaria che completa (pp. 165 e segg.) il volume, con materiali di notevole interesse, tra cui un testo, inedito, di Chiara Ottaviano, che poté incontrare di persona, a Johannesburg, lo stesso Fortini. Veramente una lettura avvincente e di rimarchevole interesse, come d’altra parte tutto il libro.

Documento inserito il: 02/05/2026
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