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Le montagne, la storia, la religione. Luigi Zanzi dalla Lombardia all’Europa [ di ]

Autori: Fabio Fenaroli-Maurizio Sangalli-Andrea Zatti
Titolo: Le montagne, la storia, la religione. Luigi Zanzi dalla Lombardia all’Europa
Editore: Cisalpino, Milano, 2026
Pagine: 168


Oltre dieci anni fa ci ha lasciati il professor Luigi Zanzi (1938-2015), un grande docente e studioso, oggi, tutto sommato, ingiustamente poco ricordato. Storico e giurista originario di Varese, dopo gli studi classici Zanzi si era laureato - in giurisprudenza - all’Università di Pavia, nel 1961. Docente di metodologia delle scienze storiche – fu da allora un grandissimo cultore ed interprete di problemi di teoria e storia della storiografia – prima presso l’Ateneo genovese, e poi di nuovo in riva al Ticino, divenne infine il titolare della cattedra di filosofia del diritto nella sua Varese. Figura eclettica e dai moltissimi interessi – fu avvocato, storico della cultura ed epistemologo delle scienze umane, tra i padri inoltre della così detta ecostoria – Zanzi portò avanti ricerche storiografiche attente ai contesti e alle dimensioni di carattere politico, sociale e religioso. Federalista ed europeista convinto, amico tra gli altri di Altiero Spinelli e Mario Albertini, Zanzi fu un tenace fautore dell’idea di una Europa unita: temi, come si vede, ancora di stretta attualità. Per lui, l’unione europea non poteva non tenere conto degli apporti locali e regionali, da ricomprendersi in un’entità sovra-statale, con lo sguardo in direzione del futuro. Alfiere di un umanesimo scientifico e di un approccio inter-disciplinare – anzi, multi-disciplinare – Zanzi fu per questo anche in amichevole e fattiva corrispondenza con il premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine. Le due culture, umanistica e scientifica, dovevano ai suoi occhi dialogare, in quanto espressione di un comune sapere. Altra lezione che oggi si dovrebbe ritornare a coltivare. Zanzi fu pertanto un intellettuale attivo e poliedrico. S’occupò pure di Machiavelli, il che lo mise in contatto con Cesare Vasoli e gli studiosi del pensiero politico rinascimentale. Inoltre, con Messner ed altri, condivise una grande passione per le montagne e la scalata delle vette, interessato alla storia delle popolazioni nelle zone alpine (i Walser, su tutti). Storico dall’approccio critico, lo studioso varesino fu quindi congiuntamente un sostenitore dell’idea degli Stati Uniti d’Europa ed un grande storico, amante appassionato delle culture di confine e delle terre di mediazione e frontiera, non solo sul piano geografico. Fu in quest’ottica che Zanzi studiò il mondo italico-pagano e quello a nord delle Alpi. Tra le opere maggiori di Zanzi, sono da ricordare, in questa sede, Sacri monti e dintorni: studi sulla cultura religiosa e artistica della controriforma (1990), il volume Dalla storia all’epistemologia: lo storicismo scientifico (1991), Dolomieu. Un avventuriero nella storia della natura dai vulcani del Mediterraneo alle montagne dolomitiche: la fondazione della geologia (2003), Le Alpi nella storia d’Europa (2004), Un pensiero montano (2004), Machiavelli e gli Svizzeri e altre ‘machiavellerie’ filosofiche concernenti la natura, la guerra, lo stato, la società, l’etica e la civiltà (2009), nonché altri saggi, fra cui La creatività storica della natura e e l'avventura dell’uomo (2014), I segni della natura e i paradigmi della storia (2013), Per una concezione storico-fattuale del tempo (2014) ed Il federalismo e la critica della ragion politica (2014). Oggi, la pubblicazione del bellissimo libro – a più voci – dal titolo Le montagne, la storia, la religione. Luigi Zanzi dalla Lombardia all’Europa, uscito, da pochissimo, per Cisalpino, torna a riflettere molto opportunamente su Zanzi e i contributi che egli fornì in diversi campi. Figlio dell’ambiente culturale lombardo e ligure – a Genova, collega estremamente valorizzato di Luigi Bulferetti – Zanzi è stato ricordato il 30 maggio 2024 (il giorno dell’anniversario dell’ascesa al K2) con un’apposita giornata di studi di cui questo volume raccoglie i preziosi e interessantissimi Atti: fra i temi trattati e gli argomenti presi in esame, troviamo la storia ambientale e le montagne (campo di investigazione storica e di esperienza vissuta in prima persona da Zanzi), la devozione religiosa, la storia politica della produzione artistica (specie di quella tesa a immortalare i sacri monti), il legame con l’area ticinese. Veramente uno splendido libro, che torna a farci riflettere su un grande uomo e un grande studioso, da leggere e da ricordare.


Recensione a cura del Dott. Davide Arecco, dell'Università degli Studi di Genova.

Documento inserito il: 17/06/2026
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