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La 'Fatima della RSI' [ di Pietro Cappellari ]

70° anniversario delle apparizioni mariane di Ghiaie. Ancora fa discutere il misterioso episodio accaduto durante la Repubblica Sociale.

Il lettore ci perdonerà il titolo che alcuni potrebbero interpretare come una provocazione. Non ci troviamo davanti a una Madonna “politica”, come sono la Madonna del manganello di Vibo Valentia, la Madonnina dei Martiri Fascisti di Girifalco o la Madonna del Fascio di Predappio. Vogliamo parlare di un fenomeno che si verificò nel Maggio 1944, in un piccolo paese della provincia di Bergamo, più precisamente nella sottofrazione di Torchio di Ghiaie, nel Comune di Bonate Sopra, del quale poco o nulla si conosce. Nel pomeriggio del 13 Maggio 1944, proprio nel XXVII anniversario dell’apparizione della Madonna di Fatima, la Sacra Famiglia apparve a una bambina del luogo, tale Adelaide Roncalli, di 7 anni. Fu l’inizio di una serie di eventi eccezionali, distinti in due cicli di apparizioni: il primo dal 13 al 21 Maggio e il secondo dal 28 al 31 Maggio, per un totale di tredici fenomeni in cui alla piccola si presentarono la Sacra Famiglia o la Beata Vergine Maria, una volta accompagnata da due Santi, altre da Angeli.

La notizia della manifestazione ad Adelaide si sparse in un baleno e decine di migliaia di persone si riversarono su Ghiaie, chi per curiosità, chi per fede, chi in cerca di un miracolo. All’ultima apparizione, si stima, parteciparono circa 90.000 persone. Questo “movimento” provocò allarme tra le Autorità della RSI che riuscirono sempre a far fronte alla situazione di emergenza, anche grazie all’ausilio di decine di Agenti della Polizia Repubblicana e Militi della GNR che assicurarono l’ordine pubblico e l’assistenza ai pellegrini durante queste manifestazioni.

All’ultima apparizione assistette anche il Prof. Ferdinando Cazzamalli, medico e parapsicologo, membro della Società Italiana di Metapsichica. Arrestato dai Germanici per sospetto favoreggiamento della guerriglia, fu scarcerato il 30 Maggio “per mancanza di prove” – più precisamente per effetto del “bando di perdono” del Duce – e subito raggiunse Ghiaie per studiare il fenomeno.

Qui siamo costretti a fermare il racconto per non addentrarci in ardite interpretazioni esoteriche o in speculazioni politiche tipiche della vulgata antifascista e anti-italiana che ha voluto manipolare anche questi episodi. Secondo alcuni, infatti, le Autorità della RSI cercarono di far pressioni sul Vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi per far finire le manifestazioni di Ghiaie, in quanto considerate antifasciste. Questo perché, durante la terza apparizione, quella del 15 Maggio 1944, la Madonna avrebbe detto alla piccola che la guerra sarebbe finita entro due mesi se «gli uomini faranno penitenza». Tutto qui. Non capiamo quale sia il “messaggio antifascista” contenuto in tale annuncio, che si differenzia molto da quello chiaramente antibolscevico di Fatima, a cui molti collegano la Madonna di Ghiaie. Durante le apparizioni non vi fu nessun messaggio politico. In molti, invece, ricordano lo spiegamento di forze della RSI in servizio d’ordine pubblico e di assistenza ai pellegrini; i messaggi mariani annunciati alla folla da un Vicebrigadiere delle Camicie Nere. Ancor oggi, come ha ricordato Fabio Corsaro – uno dei più importanti studiosi del fenomeno – in alcuni paesi della Bergamasca, la Madonna delle Ghiaie – più volte descritta in abiti tricolori – è detta la “Madonna dei repubblichini”…

Nel Maggio 1944, sul luogo delle apparizioni, venne eretta una cappella che rimase inviolata per tutta la RSI. Sarà “smantellata” dalla Curia – rimuovendo gli ex-voto e ogni riferimento alle apparizioni – nel 1948…

Comunque sia, tutte le “accuse politiche” hanno il chiaro sapore della speculazione. Si pensi solo che alcuni sostengono – senza esibire nessun documento, ma solo testimonianze di seconda mano – che addirittura Hitler si interessò del caso, arrivando a minacciare – con le SS, naturalmente! – la distruzione della città di Bergamo in caso fossero perdurate le manifestazioni. Non solo. Si parlò anche di progetti di deportazione, nei campi di “sterminio”, naturalmente! Dulcis in fundo, si è parlato anche di una “ispezione corporale” subita dalla bambina il 5 Luglio 1944. Un’ispezione che viene definita da un cronista come “visita ginecologica nazista”! Don Cortesi e il Prof. Cazzamalli – che qualcuno ha voluto dipingere come gli “uomini neri” di questa storia e, quindi, “intimamente fascisti” – erano, in realtà, ben lontani da simpatie per Mussolini, almeno nel 1944. Tanto è vero che il noto Professore fu arrestato per favoreggiamento della guerriglia – farà 23 giorni di carcere! – e il Sacerdote sarà riconosciuto, nel dopoguerra, come Patriota del Corpo Volontari della Libertà!

Si aggiunga, poi, il fatto, su cui tutti sorvolano, che la famiglia Roncalli non era antifascista. Il fratello di Adelaide, tale Luigi, aveva aderito alla RSI e prestava servizio nelle Forze Armate Repubblicane… Alcuni lo indicano come “richiamato”, anche se la data di nascita – 30 Luglio 1926 – non lo inserisce tra i “richiamati” ma, bensì, tra i Volontari!

Come spesso capita in questi casi, Adelaide Roncalli fu sottoposta dalle Autorità ecclesiastiche a una serie di pressioni e violenze psicologiche che la indussero, nel Settembre 1945, anche a una momentanea ritrattazione, poco dopo sconfessata per riconfermare l’autenticità delle manifestazioni. Fu così che il culto della Madonna di Ghiaie fu proibito, secondo le leggi canoniche.

Tuttavia, il 7 Aprile 1949, Pio XII volle incontrare Adelaide e, durante questo incontro, la bambina mise al corrente il Santo Padre del segreto che la Madonna le aveva affidato nell’apparizione del 17 Maggio 1944. Nessuno sa cosa i due si dissero, ma oggi le apparizioni sono considerate da chi vi crede come “l’epilogo di Fatima”.

Sta di fatto che il messaggio antiabortista e antidivorzista delle apparizioni di Ghiaie risulta del tutto indigesto a molti. Il possibile “richiamo a Fatima”, inteso come denuncia dell’apostasia interna alla Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, non può che impensierire le “alte gerarchie”. Non è un caso che Papa Giovanni XXIII – colui che indisse il Concilio Vaticano II – consigliò ad Adelaide di non parlare più, “per non creare ulteriore disordine sul contenuto dei messaggi”…

Adelaide, che era entrata in convento nel Settembre 1951, fu costretta alla svestizione e a ritornare a vita civile nel Dicembre 1953. Le venne imposto così anche il silenzio, a cui lei si sottomise. Un silenzio che ancora avvolge questa storia sulla quale non pochi avvoltoi politicizzati hanno cercato di banchettare. Abusivamente.

Per approfondimenti:
P. Cappellari, La Fatima della RSI. Maggio 1944: le apparizione mariane di Ghiaie di Bonate, tra speculazione politica e realtà storica, Fondazione della RSI – Delegazione di Mantova, Mantova 2011.
Documento inserito il: 27/12/2014

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