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Storia del Tour de France. Terza puntata

1910 LAPIZE BEFFA FABER

In questa edizione per la prima volta vengono affrontati i Pirenei (con la scalata del Col du Tourmalet, ritenuto il primo grande colle della storia della Grande Boucle, e del Col d’Aubisque, altra salita destinata a diventare leggendaria), segnando l’inizio dell’era della montagna come teatro epico del Tour. Il favorito è il campione uscente Faber, ma a quei tempi non poteva esserci nulla di scontato o comunque preventivabile seriamente, visto che si correva in condizioni che oggi definiremmo assurde e spaventose. La discriminante fondamentale spesso non era la bravura dei corridori ma il fato che poteva cambiare in ogni momento le sorti di una corsa, magari per delle semplici forature, che all'epoca erano all'ordine del giorno. E sarà proprio per delle forature di troppo che Faber alla terzultima tappa, proprio quando sembrava avviato al trionfo, dovrà cedere il primato al francese Octave Lapize, vincitore di 4 tappe (unica occasione della carriera in cui riuscì, su sei partecipazioni totali, a terminare la Grande Boucle). Faber sarà così soltanto secondo, davanti al francese Garrigou. Frattanto si registrava la 1^ vittoria azzurra: ad ottenerla fu Ernesto Azzini nella frazione conclusiva di Parigi. Soprannominato El du meter per la sua statura, Azzini morirà a soli 38 anni di tisi. Quanto al vincitore del Tour, Lapize, nel 1914, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale deciderà di arruolarsi come volontario: perderà la vita durante un conflitto aereo (abbattuto da un velivolo tedesco) il 14 luglio 1917 all'età di 29 anni. Fra le sue vittorie rimembriamo senz’altro 3 Parigi-Roubaix consecutive.


1911 GARRIGOU VINCE UN TOUR AL VELENO

Il Tour del 1911 vedrà dei ritiri illustri (Faber, Lapize, Petit Breton..) per varie cause che vanno dalle cadute (all'epoca immancabili) allo sfinimento psico-fisico. Si registrò persino un caso di avvelenamento, che coinvolse Paul Duboc (vincitore di 4 tappe), poi 2° nella graduatoria finale. Il vincitore fu il francese Gustave Garrigou (principale indiziato della “disavventura” di Duboc...). Terza piazza per Georget. Il Tour del 1911 è ricordato altresì per il debutto del Galibier, primo vero “gigante alpino”, che aprirà la strada all’inserimento sistematico delle Alpi nel Tour, dopo i Pirenei (che erano stati introdotti l'anno precedente).


1912 CHE BARBA, CHE NOIA...

Rispetto alle precedenti edizioni codesto Tour risultò noioso e scontato sin dal principio. La corsa fu vinta a redini basse dal belga Odiel Defraye (rimase l'unico Tour completato su 7 partecipazioni) davanti ai francesi Eugene Christophe e Gustave Garrigou. Frattanto la formula della graduatoria a punti ancora presente in questo Tour venne criticata da più parti, in quanto non garantiva il giusto merito ai corridori e avviliva gran parte dello spettacolo: di conseguenza l'organizzatore Desgrange annunciò grosse novità per l'anno seguente, privilegiando regolamenti meno cervellotici e più meritocratici. L’Italia si aggiudicò 2 tappe, entrambe con il velocista V. Borgarello, il primo biker azzurro leader della classifica provvisoria (1 giorno).

1913 PRIMO EXPLOIT DI THYS

Il Tour 1913 presentò una novità importante: la classifica generale, infatti, dopo diversi anni tornò ad essere decisa in base al tempo, per un cambiamento che rimarrà definitivo. Ciò premiava i corridori più audaci in luogo di quelli più calcolatori, favorendo l'imprevedibilità della competizione, conferendole perciò maggior fascino. Il computo dei minuti in sostituzione dei punti, soprattutto, avrebbe rispecchiato più fedelmente i valori in campo degli atleti. La corsa, ancora una volta caratterizzata da tantissimi ritiri (fra cui quello di Lapize, che a quanto pare reputava i guadagni insufficienti), fu dominata dal belga Philippe Thys, che prevalse di 8' e rotti sul solito Gustave Garrigou. Il campione di Anderlecht riuscì a conquistare il Tour nonostante una rovinosa caduta rimediata in occasione della penultima tappa (in cui si ritirò il 2° della Generale, Petit Breton) - quando rimase persino incosciente per qualche minuto - che gli fece perdere quasi un'ora nonché quasi l'intero vantaggio sui principali inseguitori della graduatoria, rischiando di gettare alle ortiche un Tour praticamente già vinto. Il belga Marcel Buysse, 3° in classifica generale, fu il... “Re di giornata”, conquistando 6 tappe. L’italiano G. Micheletto vinse la 1^ tappa (leader della graduatoria per un giorno). In questa edizione, per la prima volta nella storia del Tour de France, si parlò dell'attuale simbolo del primato: la maglia gialla. Philippe Thys ricordò nella rivista belga Champions et Vedettes che nel 1913 quando il patron della corsa, Henri Desgrange, gli chiese di indossare una maglia colorata per distinguersi, declinò, dicendo che renderlo più visibile avrebbe incoraggiato gli altri corridori ad attaccarlo. La prima maglia gialla sarebbe poi stata formalmente indossata da Eugène Christophe, il 19 luglio 1919.


1914 L’ULTIMO TOUR PRIMA DELLA GRANDE GUERRA

Nel 1914 il Tour ebbe inizio in un'atmosfera d'incertezza e preoccupazione, tra l’eco di delicate e crescenti tensioni internazionali dovute all’assassinio dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando avvenuto poco prima dell'inizio della corsa, che aveva destabilizzato fortemente l'Europa. Quando le Nazioni europee erano ormai alle prese con una mobilitazione generale e si apprestavano ad entrare ufficialmente in quella che sarebbe diventata la Prima guerra mondiale, il Tour era in pieno svolgimento e di conseguenza molti ciclisti dovettero correre con la consapevolezza che presto sarebbero stati coinvolti nel conflitto (tra cui il vincitore della 3^ tappa, il francese Émile Engel, ed i leggendari Faber e Petit Breton, in passato già vincitori del Tour... che nella Grande Guerra avrebbero poi trovato la morte), e pare che in tanti siano stati persino richiamati alle armi a gara in corso. Ad ogni modo il Tour si concluse regolarmente e fu vinto ancora dal belga Thys (nonostante 30' di penalità comminatagli alla penultima tappa per cambio di ruota non autorizzato), che consolidò la sua fama dominando la gara dal principio alla fine. Il fuoriclasse belga precedette in graduatoria i francesi Henri Pellissier (staccato di 1'50'') e Jean Alavoine. Thys vincerà anche l'edizione del 1920, diventando così il primo ciclista a vincere tre volte il Tour de France.


Nell'immagine, Gustave Garrigou, vincitore del Tour de France del 1911.

Documento inserito il: 17/02/2026
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