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L'epoca napoleonica: la Seconda Coalizione

di Magnus Magister


Bonaparte in Egitto

Battuta l'Austria, rimaneva in armi contro la Francia la sola Inghilterra. Per colpirla nei suoi interessi più vitali, Napoleone pensò di invadere l'Egitto, considerandolo un avamposto sulla via delle Indie, cuore della potenza economica inglese. Era un progetto fantastico, che dimostra lo spirito d'avventura dei nuovi dominatori della Francia. Bonaparte sbarcò ad Alessandria l'1 luglio 1798. L'Egitto, nominalmente vassallo della Turchia, era in realtà dominato dalla casta militare dei Mamelucchi. Le milizie egiziane attesero l'invasore ai piedi delle Piramidi, dove furono sconfitte il 20 luglio; ma la gioia della vittoria fu per i Francesi amareggiata dalla completa distruzione della loro squadra navale, ancorata ad Abukir, per opera del grande ammiraglio inglese Horatio Nelson. L'esercito francese restò così prigioniero in Egitto, nonostante le sue vittorie, e a nulla gli giovò la successiva vittoria del Monte Tabor, in Siria, dove esso si era spinto per affrontare i Turchi. Napoleone dovette ritornare in Egitto ed attendere l'occasione per evadere dal paese conquistato. La spedizione si rivelò un fallimento, tanto più che per essa, il Direttorio aveva infranto uno dei canoni secolari della politica francese, che era quello di avere alleata la Turchia, per servirsene contro le potenze dell'Europa centrale. la Turchia dichiarò guerra alla Francia ed al suo fianco scesero in guerra Russia, Austria e Regno di Napoli, oltre all'Inghilterra che non aveva mai disarmato. Le truppe francesi, al principio, riuscirono ad invadere la debole Toscana, catturando e rinchiudendo nella Certosa di Firenze, il vecchio papa Pio VI, che morì poco dopo, prigioniero a Valenza. Ma le cose cambiarono quando giunse in Italia un esercito austro-russo, condotto dal miglior generale della storia russa, il feldmaresciallo Suvorov. Questi battè ripetutamente i generali francesi, che dovettero frettolosamente evacuare l'Italia, conservandovi soltanto la città di Genova. Sui Giacobini italiani che non riuscirono a fuggire, si abbattè l'aspra repressione dei sovrani assoluti, la quale si manifestò nella maniera più disonesta contro gli infelici difensori della Repubblica Partenopea. Calpestando le capitolazioni, che garantivano ai patrioti l'emigrazione in Francia, il Borbone li fece arrestare e processare, condannandone un centinaio alla pena capitale. La parte migliore degli intellettuali meridionali perì così sulle forche borboniche.


Il 18 Brumaio

Le sconfitte peggiorarono la situazione politica in Francia, dove il Direttorio si screditava sempre più, per la sua incapacità e disonestà, e riusciva appena a reggersi fra le continue cospirazioni monarchiche e i moti giacobini. Il malcontento, determinato dall'incertezza politica, era ancora accresciuto dalla minaccia di un'invasione nemica, di fronte alla quale si risollevò la tendenza giacobina. ma la grossa borghesia francese aveva bisogno di un governo stabile, che la proteggesse tanto dalla restaurazione monarchica, quanto dal movimento popolare, quindi ricorse ad un colpo di Stato, che ebbe come conseguenze, prima la dittatura militare e poi l'Impero di Napoleone Bonaparte.
Due fra gli stessi membri del Direttorio, l'abate Siéyès e Roger Ducos, ordirono a questo scopo una congiura, servendosi del denaro prestato loro da grossi banchieri per corrompere generali e uomini politici. Napoleone abbandonò il suo esercito in Egitto (azione che avrebbe dovuto portarlo davanti ad una corte marziale) e giunse in Francia, dove fu accolto con favore dalla popolazione ignara. Il 18 Brumaio 1799 (9 novembre), si cercò di ottenere l'assenso del Consiglio dei Cinquecento, organo legislativo della Repubblica, alla nomina di Bonaparte a dittatore, ma poiché le sinistre protestarono con violenza contro questa violazione della costituzione, Napoleone ritenne che il suo tentativo fosse fallito e fu trasportato semisvenuto fuori dalla sala. In quel frangente, fu salvato da suo fratello, Luciano Bonaparte, presidente del Consiglio dei Cinquecento, il quale non esitò a chiamare un distaccamento di soldati, che espulsero con la violenza i deputati dall'aula. A capo dello Stato furono posti allora tre consoli: ma in realtà tutti i poteri furono accentrati nelle mani di Napoleone che ebbe il titolo di Primo Console.


Nell'immagine, la battaglia delle Piramidi.
Documento inserito il: 11/04/2026
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