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Storia del Tour de France. Quarta puntata

di Alberto Sigona


DA LAMBOT AL PRIMO TRIONFO ITALIANO


1919 LA CORSA SI TINGE DI GIALLO

Quello del 1919 fu il primo Tour de France disputatosi dopo la Grande Guerra, un evento drammatico che aveva sconvolto l'Europa, cambiandone la fisionomia geopolitica. Iniziata all'indomani della sottoscrizione del Trattato di Versailles, fu una edizione carica di lutto e commemorazione, molti dei protagonisti delle edizioni precedenti non erano più in vita (come Petit Breton, Lapize e Faber) e lungo il percorso – fra strade devastate dalla guerra e perfino mine inesplose - si attraversarono numerosi villaggi e strade ancora segnate dai combattimenti. Al via si presentarono molti ciclisti appena reduci dal fronte, alcuni erano stati feriti, altri avevano subito traumi fisici e psicologici, ma tornare in sella fu per loro un modo per ricominciare a vivere e per ritrovare una forma di riscatto. Per via del lungo stop agonistico e per le fatiche e le vicissitudini legate al conflitto, parecchi corridori giunsero in condizioni fisiche a dir poco approssimative e infatti solo 10 partecipanti su 67 partenti termineranno la gara (record negativo), motivo per cui – complici le condizioni meteorologiche, che in quei giorni furono particolarmente avverse - è tuttora considerato uno dei Tour più duri della storia. Nell'anno in cui viene introdotta la famigerata Maglia Gialla (era fatta in lana ed era di un giallo acceso, come il colore delle pagine del giornale "L’Auto", organizzatore della corsa) - destinata a rappresentare il Tour de France, diventandone il simbolo per eccellenza - Eugene Christophe si stava avviando a vincere la corsa (con 28' di margine sul 2° in Classifica) a redini basse, ma quando mancavano due tappe al termine ruppe la forcella. La maglia gialla gli venne perciò “strappata” dal primo degli inseguitori, ovvero il belga Firmin Lambot, che così andò a fregiarsi del Titolo, davanti a Jean Alavoine (terminato ad 1h 53min 3sec), vincitore di 5 tappe (a fine carriera saranno 17), ed allo sfortunato Christophe. L’Italia vinse 2 frazioni con il passista Luigi Lucotti.


1920 THYS REALIZZA IL TRIS

Non è un Tour particolarmente spettacolare, per via del 30enne belga Philippe Thys (vincitore di 4 tappe) che “ammazza” la concorrenza, entrando nella storia come il primo a centrare un tris alla Grande Boucle (un record centrato nonostante la lunga sospensione bellica dovuta alla Prima Guerra Mondiale, durante la quale Thys prestò servizio nell'aeronautica francese). Alle sue spalle, distanziato di quasi 1 ora, si piazza il connazionale Hector Heusghem. Terza piazza per Firmin Lambot. Per la prima volata nessun francese riesce a salire sul podio, e sono ben 7 i belgi classificati ai primi 7 posti, un preludio ad una futura epopea dei fiamminghi.


1921 UN LEONE DI NOME SCIEUR

Anche l’edizione del ’21 non fu particolarmente accattivante, visto che il belga Leon Scieur dominò praticamente dall’inizio alla fine senza tentennamenti, vincendo davanti al connazionale Hector Heusghem. L’Italia si fece onore conquistando soltanto 1 tappa con L. Lucotti.


1922 IL BIS DI LAMBOT

Il Tour di quell’anno fu vinto in modo rocambolesco dal belga Firmin Lambot, che si avvalse delle disavventure capitate ai francesi E. Christophe e J. Alavoine (che giungerà a Parigi alle spalle del vincitore, a 41'15'') ed al belga Heusghem, chi vittima di rottura di bici, chi di forature, chi di penalità. Lambot, che già pochi anni prima aveva vinto un Tour giovandosi delle disavventure altrui, d’ora in avanti sarà per tutti “Il Fortunato”. A 36 anni fu il ciclista più anziano ad aggiudicarsi un Grande Giro (record rimasto imbattuto fino al 2013, quando l'americano Chris Horner vinse la Vuelta a España di quell'anno a 41 anni) e sinora rimane il più “vecchio” ad aver vinto la Grande Boucle. Fra i grandi protagonisti di codesto Tour vi fu il famoso campione belga Thys, che si aggiudicò 5 tappe. L’Italia vinse una frazione con il passista veloce Federico Gay...


Nell'immagine, Firmin Lambot, corridore belga che vinse il Tour de France nel 1919 e nel 1922.

Documento inserito il: 22/02/2026
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