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Adolfo Cristiano conte di Lindemann

ADOLFO CRISTIANO CONTE DI LINDEMANN
PRIMO MINISTRO PLENIPOTENZIARIO DEL COSTA RICA IN ITALIA (1811 – 1886)


di Gerardo SEVERINO
Col. Aus. G.di F. Storico militare e dell’emigrazione italiana nel mondo


Premessa

Fu sul finire del 1871, esattamente dieci anni dopo il formale riconoscimento del Regno d’Italia, la cui capitale era stata finalmente trasferita da Firenze a Roma, che l’allora Presidente della Repubblica del Costa Rica, Generale Tomás Guardia Gutiérrez, designò un nobile Bavarese, Cristiano Adolfo, Conte di Lindemann, quale primo Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario presso il Re d’Italia: un incarico di altissimo prestigio che il Lindemann avrebbe esercitato, anche se non residente stabilmente a Roma, sino alla sua morte, avvenuta nel maggio del 1886, quindi centoquaranta anni orsono.


Dalla Baviera a Gaeta (1811 – 1861)

Adolf Christian Philipp, Conte di Lindemann nacque a Jägersburg, oggi Distretto del Circondario della Saar-Palatinato (Saarpfalz) , in Germania, il 30 novembre 1811, da ricca famiglia del Palatinato, figlio di Christian Johann Lindemann e di Elisabeth (o Katharina) Metzinger (30 novembre 1780 – 3 gennaio 1830). Suo padre, nato, anche lui a Jägersburg, il 5 novembre 1777, dopo il crollo dell’Impero Napoleonico era rimasto a vivere in paese, divenendo uno dei più rinomati coltivatori di lino, tanto da essere soprannominato "Conte Blu". Nel 1822 il ricco possidente divenne Capo dell’Amministrazione Forestale della stessa località. Adolf Christian Philipp Lindemann visse, quindi, in Baviera, nel castello di famiglia (1) per gran parte della sua gioventù, per poi trasferirsi in Francia, ove alla data del 12 maggio 1842, allorquando, in quel di Batignolles-Monceau, sposò Sophie Caroline Faber (nata a Vilmnitz, Rügen, il 24 febbraio 1814), risulta risiedere a Parigi, al civico n. 2 della centralissima Place-Vendôme. In quello stesso anno, esattamente il 18 febbraio 1842, era deceduto a Kirkel-Neuhäusel suo padre, sessantaquattrenne. Di conseguenza il castello di famiglia, quello di Gustavsburg, passò all'Amministrazione forestale Bavarese, alla quale apparterrà sino al 1973, anno in cui fu rilevato dal Comune di Jägersburg. E fu sempre a Parigi che il 7 aprile del 1843 morì l’amata Caroline Sophje, deceduta qualche settimana dopo aver dato alla luce il piccolo Charles Adolphe Joseph Jules, venuto al mondo il 22 di marzo. Tempo dopo, esattamente il 4 luglio del 1844, Adolf Christian Philipp Lindemann contrasse matrimonio con Flore Aimée Hermenegilde Deleville, nata il 29 giugno 1826 a Parigi e dalla quale avrà il secondo figlio, Karl Julius Adolf, nato a Parigi il 17 novembre del 1847. Quattro anni dopo, esattamente il 22 ottobre del 1851, unitamente a Victor Dillais e a sua moglie Suzanne, il Lindemann avrebbe costituito una Società in nome collettivo (Parigi, 4 Bis Rue Grange-Aux-Belles), esercente l’attività di affari e finanza. Il nobile Bavarese, la cui famiglia era molto vicina a quella della Regina Maria Sofia Duchessa della Casata dei Wittelsbach, consorte di Re Francesco II delle Due Sicilie, fu uno dei tanti ufficiali tedeschi che avrebbero servito i Borboni di Napoli negli ultimi anni di quella Dinastia, peraltro partecipato all’estrema difesa di Gaeta, insediata dalle truppe Piemontesi. E fu proprio in quella circostanza che, grazie al valor militare dimostrato in battaglia, Re Francesco gli concesse, con Real decreto del 6 febbraio del 1861, il titolo ereditario di Conte. Dopo l’epilogo di Gaeta è verosimile ritenere che il Conte di Lindemann seguì i Reali delle Due Sicilie a Roma, ove la Corte avrebbe preso alloggio nello storico “Palazzo Farnese”, allora di proprietà dello stesso Francesco II.


Il Diplomatico Lindemann (1866 – 1886)

Fu solo l’11 febbraio del 1875 che Re Ludovico II di Baviera lo avrebbe insignito anche del titolo di Barone, già appartenuto al padre Karl, e ciò quando il Conte era ormai divenuto uno fra i più apprezzati diplomatici operanti a Parigi. Nella bellissima Capitale francese il Conte di Lindemann avrebbe esercitato, a partire dal 1867, la carica di Segretario della Legazione della Repubblica de El Salvador, come emerge da un Annuario pubblicato in quello stesso anno, laddove compare, quale “Attaché” (lgs. “Addetto Diplomatico”) anche suo fratello, Charles Lindemann (2). Due anni dopo fu nominato Ministro Plenipotenziario, sempre del Costa Rica, presso l'Unione della Germania del Nord. Definita anche “Confederazione Tedesca del Nord” o “Confederazione Germanica del Nord”, l’Unione fu inizialmente (1866) un'alleanza e Confederazione di Stati indipendenti e poi, dal luglio del 1867, un vero e proprio Stato federale, il quale comprendeva gli Stati tedeschi a nord del fiume Meno, compresa la stessa Baviera. Esso fu il primo Stato moderno della Nazione tedesca e la base per il successivo Impero. Uomo di elevata cultura, il Conte de Lindemann fece quindi parte, a far data dal 1866, della celebre “Société de Géographie”, fondata nel 1821, mentre tempo dopo lo troviamo anche membro della prestigiosa “Société d’Acclimation”, fondata a Parigi il 10 febbraio del 1854. E fu proprio grazie a tali pregresse funzioni e la fama che godeva nell’alta società parigina che gli fu conferita, nel dicembre del 1871, anche la più importante carica della sua vita: quella di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario della Repubblica di Costa Rica presso il Re d’Italia: incarico che il Paese del Centro America non aveva mai assicurato, nemmeno dopo la stipula del “Trattato di Amicizia, di Commercio e di Navigazione”, firmato dai due Paesi a San José il 14 aprile del 1863. Ebbene, ottenuta l’importantissima nomina, il Conte di Lindemann lasciò Parigi alla volta di Roma, ove, il 31 dicembre dello stesso ’71, fu ricevuto, presso il Palazzo del Quirinale, dal Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, così come riferiscono i quotidiani dell’epoca, per la presentazione delle tradizionali “lettere credenziali” (3). Il Conte di Lindemann legherà il suo nome a varie iniziative Diplomatiche e ad attività politico-economiche che avrebbero agevolato il Paese che rappresentava. Ebbene fu nell’anno di grazia 1873, che il Regno d’Italia e la Repubblica del Costa Rica, in quel frangente Presieduta ancora dal Generale Tomás Guardia Gutiérrez, addivennero alla stipula di una “Convenzione di Estradizione”, la quale venne firmata a Roma il 6 maggio proprio dal Conte di Lindemann e dal Nobile Emilio Visconti Venosta, allora Ministro Segretario di Stato per gli Affari Esteri (4). Ad essa fu associata, in pari data, anche la stipula della “Convenzione fra l'Italia e la Repubblica di Costa Rica per definire le questioni di nazionalità, provvedere all'assistenza giudiziaria gratuita ecc.”. Christian Philipp Adolf, Conte di Lindemann rappresentò il Costa Rica presso il Regno d’Italia sino al suo ultimo giorno di vita, vale a dire per quindici lunghi anni. Il Nobile e Diplomatico Bavarese si spense, infatti, a Parigi, settantacinquenne, nella sua casa di Avenue des Champs-Élysées, n. 65, il 2 maggio del 1886, per poi essere sepolto, alcuni giorni, dopo presso il Cimetière de Passy (5). La morte del Diplomatico Costaricano si verificò quasi un mese prima quella di Re Ludwig II di Baviera, avvenuta per annegamento nel Lago di Starnberg, il 13 di giugno, per quanto in circostanze che non furono mai chiarite. Da tale data in poi, il Governo di Costa Rica non nominerà altro Ministro Plenipotenziario al posto suo, in Italia. Gli interessi del Paese Centro-Americano verranno tutelati dal Console Generale sedente in Roma, ovvero dagli altri Consoli sparsi nella Penisola. Ciò sino al 10 agosto del 1908, data nella quale, per effetto della “Cartera de Relaciones Exteriores n. 888”, emanata a San José il da parte del Presidente della Repubblica, Cleto de Jesús Gonzáles Víquez, Don Rafael Montealegre Gallegos, già Ministro Residente dall’anno prima a Roma, fu designato, dopo una parentesi durata ben ventitré anni, quale nuovo Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Costa Rica presso la Corte di S.M. il Re d’Italia (6).


Nell'immagine, Francesco II sugli spalti di Gaeta nel 1860.


NOTE:

(1) Si tratta del vecchio castello di Hattweiler, progettato dall'architetto svedese Jonas Erikson Sundahl, poi ribattezzato castello di Hansweiler nel 1590 e, infine, di Gustavsburg, nel 1720, sito nel centro di Jägersburg, che il Lindemann aveva acquistato all'asta nel 1803.

(2) Cfr. <<Annuarie Diplomatique de l’Empire Francaise pour l’année 1867>>, Parigi, Veuve Berger Levreault et Fils, 1867, pag. 82.

(3) Cfr. corrispondenza dal titolo “Roma, 31 dicembre”, in <<La Cronaca. Giornale politico del mattino>>, n. 2 di mercoledì, 3 gennaio 1872, pag. 3.

(4) La “Convenzione” verrà poi ratificata da entrambi i Governi, che avrebbero poi scambiate le relative ratifiche nella stessa Roma il 16 aprile 1875, mentre l’esecuzione in Italia ebbe luogo per effetto di un Regio decreto del 23 aprile dello stesso 1875.

(5) Cfr. M. Borel D’Hauterive, <<Annuarie de la Noblesse de France et des Masons Souveraines de l’Europe>>, Paris, 1887, pag. 280.

(6) Cfr. <<Coleccion des Leyes y Decretos . Año 1908 – Primer bsemestre>>, San José, Tipografia Nacional, 1909, pag. 138.


Documento inserito il: 17/01/2026
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