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Juan Mora Fernàndez

JUAN MORA FERNÁNDEZ
LO STATISTA LIBERALE COSTARICENSE FAUTORE DELLA CONFEDERAZIONE CENTRO-AMERICANA
(San José de Costa Rica, 1784 – 1854)


di Gerardo SEVERINO
Col. Aus. G.di F. – Storico Militare
della Diplomazia e dell’emigrazione italiana nel mondo


Premessa

La storia contemporanea dei Paesi dell’area Centro-Sud Americana è, ancora oggi, poco conosciuta in Italia, nonostante i profondi legami che il nostro Paese ha da sempre avuto con i vari Stati che la compongono, e non solo riguardo ai meri aspetti migratori, come qualcuno potrebbe immaginare. Abbiamo più volte raccontato, su questo seguitissimo portale storico, di vicende e di personaggi, sia italiani che non, legati in qualche modo al Continente Americano in generale, sebbene cercando di evidenziare e privilegiare i rapporti con l’Italia e il suo popolo. Al di là di ciò, tuttavia, per meglio comprendere le dinamiche che portarono, già nel corso dell’Ottocento, migliaia e migliaia di nostri connazionali a varcare gli Oceani, emigrando così nelle lontanissime Americhe, ci sembra doveroso raccontare le storie e i personaggi che in quegli stessi Paesi del Centro-Sud America hanno combattuto o comunque lavorato per il raggiungimento dell’indipendenza amministrativa dalla madre-patria spagnola, così come per quel processo democratico ed economico, grazie al quale la stessa emigrazione dall’Europa e dalla Penisola italiana ebbe ampio respiro. Ebbene, tra gli uomini di Stato che operarono in tal senso ci piace oggi ricordare la nobile figura di Juan Mora Fernández, un avvocato liberale di grande levatura morale, peraltro primo Presidente della Repubblica del Costa Rica, ma anche strenuo difensore di quell’idea Confederativa, che purtroppo non avrebbe avuto un grande futuro, a differenza di quanto era accaduto nell’America del Nord, come vedremo a breve.


Il Costa Rica e il suo processo indipendentistico (1502 – 1838)

Scoperta da Cristoforo Colombo il 5 ottobre 1502, la regione fu in gran parte conquistata dagli spagnoli verso il 1520. Il Paese fece parte dapprima della Capitaneria Generale del Guatemala, mentre la sua origine politico-istituzionale risale al 1540, allorquando il Costa Rica fu eretto in un Governatorato autonomo, ovviamente sottoposto ancora alla Corona di Spagna. Fu, invece, nel 1561 che gli stessi spagnoli fondarono Cartagena, la quale divenne in seguito la capitale della stessa Colonia. Grazie alla sua felice collocazione geografica e orografica, che ne facilitava navigazione e approdi, il Costa Rica, appena un secolo dopo, iniziò a subire i danni derivanti dalle sempre più numerose incursioni dei filibustieri, così come gli assalti degli indigeni. La mancanza di sicurezza e di tranquillità nella quale fu chiamata a vivere la modesta popolazione creola stanziatasi nella Colonia, così come l’abbandono in cui questa fu lasciata dalla stessa madrepatria, il cui unico interesse era evidentemente solo quello di sfruttarne le ricchezze, peraltro opprimendovi ogni forma di libertà, portarono a lungo andare alla rovina economica del Costa Rica. Fu, quindi, dall’esempio apportato dall’emancipazione delle colonie inglesi dell’America Settentrionale (dal 1776 in poi), che anche i costaricensi incominciarono a pensare di liberarsi dal legaccio che li teneva stretti a Madrid. Al pari degli altri possedimenti ispano-americani, anche il Costa Rica, approfittando degli stravolgimenti politici che avevano interessato la Spagna continentale durante e dopo le guerre Napoleoniche, proclamò, nel 1821, la propria indipendenza. Dapprima, tuttavia, aderì all’Impero Messicano, fondato dal Generale Agostino Iturbide. In seguito, caduto questi, se ne sciolse e costituì (nel 1823), unitamente al Guatemala, Honduras, San Salvador e Nicaragua la “Repubblica Federale degli Stati Uniti dell’America Centrale”, una realtà molto cara allo stesso Juan Mora Fernández, per quanto osteggiata dalle varie correnti politiche, frutto, molto spesso, degli interessi personali dei vari “caudillos” locali. Fu proprio per tale ragione, che tutti gli Stati partecipanti, meno il Costa Rica, furono ben presto travagliati da lotte intestine che minarono alle fondamenta l’autorità federale. Ne seguirono gravissime turbolenze tra i “Federalisti”, che rispecchiavamo l’area liberale, e i “Centristi”, i conservatori, i quali, appoggiati dal Clero, miravano, invece, a conservare sia i privilegi che gli interessi monopolistici da loro ottenuti sotto la dominazione spagnola, la quale era stata incline a tollerare gli abusi del sistema coloniale. Nel più vasto e generale scompiglio politico-militare che ne derivò, i vincoli che legavano i cinque Stati si spezzarono, tanto è vero che il Costa Rica, a quel punto, nel mandare in esilio anche il nostro personaggio, rivendicò la propria indipendenza, poi proclamata il 14 novembre del 1838.


Juan Mora Fernández (1784 – 1854)

Passato alla storia come un uomo di cultura, ancor prima di essere ricordato come il primo Statista del Costa Rica, Juan Mora Fernández vide la luce a San José il 12 luglio del 1784, figlio di Mateo Mora Valverde e Lucia Encarnación Fernàndez, entrambi membri di storiche famiglie spagnole. Frequentò dapprima la Scuola Primaria nella stessa San José, mentre in seguito studiò grammatica latina e filosofia presso il Seminario Conciliare di San Ramón Nonato, a León, in Nicaragua. Tornato in Costa Rica nel 1806 con il titolo di Avvocato, prima di abbracciare la causa politica, Juan Mora Fernández  esercitò per alcuni anni la professione di commerciante. Dal 1815 al 1816 ricoprì, poi, la carica di Sotto Delegato dell'Intendenza del Distretto di Gotera (oggi San Miguel, El Salvador). Nello stesso 1816 si diede, invece, all’insegnamento, venendo nominato Maestro di Scuola elementare a San José. In seguito, fu anche Preside della Scuola Primaria ad Alajuela, una cittadina sita a circa una ventina di chilometri dalla Capitale. Qualche tempo dopo, nel 1821, divenne Segretario Comunale presso il Municipio di San José e Giudice di primo grado, trovandosi così, di lì a poco, ad essere parte attiva nelle lotte per l'indipendenza dalla Spagna. Nel novembre dello stesso anno partecipò, infatti, alla Commissione di redazione del c.d. “Patto di Concordia”, mentre nel 1822 fu Segretario del “Consejo Superior de Gobierno” e nel 1823 membro del Congresso Costituente Provinciale. Dal 1823 al 1824 ricoprì, quindi, la carica di Intendente del Costa Rica. L’8 settembre dello stesso 1824 il Mora Fernández fu eletto primo Capo di Stato del Costa Rica, per quanto provvisorio. Esercitò tale funzione fino alla data del 7 aprile del 1825, allorquando divenne a tutti gli effetti titolare. L’avrebbe esercitata con profitto e saggezza sino all’8 marzo del 1833, come vedremo a breve. Sotto il suo mandato venne emanato il preziosissimo “Acta de Indepencia”, quindi la “Legge Fondamentale dello Stato Libero di Costa Rica”, la quale avrebbe comunque fatto parte del più ampio quadro normativo rappresentato dalla Costituzione Federale (1). Da sempre sostenitore della necessità di mantenere in vita la “Confederazione Centro – Americana”, Mora Fernández seppe dare al suo Paese un periodo di tranquillità e prosperità. Fa eccezione quanto accadde il 28 gennaio del 1826, allorquando una ribellione guidata dallo spagnolo José Zamora scoppiò nella città di Alajuela, con l'obiettivo di riportare il Paese sotto il dominio spagnolo. Juan Mora Fernández fu giocoforza costretto a reprimere la rivolta e a ordinare l'esecuzione del suo leader. Il Mora Fernández viene ricordato dalla storia per i suoi altissimi meriti. In primo luogo, per aver varato un’importantissima riforma agraria, frutto di un disegno politico progressista e con la quale avrebbe voluto avvantaggiare le classi meno abbienti. In realtà, le conseguenze della sua riforma, avrebbero portato - seppure inavvertitamente per lui – anche alla nascita di una sorta di classe elitaria, una sorta di “oligarchia economica”, nella quale avrebbero imperato i c.d. “baroni del caffè”, i proprietari delle vaste piantagioni che rendevano particolarmente ricco il Paese. Nel 1825, in particolare, il Governo esentò il caffè dalla decima, mentre nel 1831 l'Assemblea Nazionale decretò che chiunque coltivasse caffè per cinque anni su "terreni incolti" poteva rivendicarli come propria proprietà (2). Sul piano squisitamente istituzionale, il Presidente Mora Fernández stabilì che il Governo sarebbe stato rappresentativo (3) e diviso in quattro poteri (Legislativo, Esecutivo, Giudiziario e Conservatore). Stabilì, inoltre, che per essere elettori bisognava essere cittadini maggiorenni nell'esercizio dei propri diritti, con un patrimonio personale di 100 pesos e che ogni città avrebbe dovuto avere un Municipio eletto dal popolo. Infine, decretò che la religione ufficiale del Paese fosse il cattolicesimo, dichiarando Nostra Signora degli Angeli patrona del Costa Rica. E sempre durante il suo mandato venne istituito un Vescovado in Costa Rica, indipendente, quindi, da quello del Nicaragua, con la Chiesa di San José come cattedrale. Ma molte altre furono le iniziative che portano la sua firma. Juan Mora Fernández fu, infatti, responsabile della fondazione delle prime istituzioni del Paese. Egli decretò, inoltre, la creazione del primo stemma dello Stato Libero di Costa Rica. Il 10 novembre 1824 elevò, poi, i paesi di Concepción de Heredia e San Juan Nepomuceno de Alajuela allo status di città, così come pure i villaggi di Escazú, Bagaces e Barva allo status di città. Il 25 dello stesso mese, emanò, invece, un decreto che invitava i cittadini a fondare un giornale manoscritto in qualsiasi città dello Stato. Fu così che poco tempo dopo fu importata la prima macchina da stampa (1830) e iniziò a circolare il primo giornale stampato, <<El Noticioso Universal>>, di Joaquín Bernardo Calvo (3). Il 7 giugno 1826, il Presidente Mora Fernández decretò la creazione di un Ospedale Generale al quale fu dato il nome di San Juan de Dios. Nel 1828 fondò la Zecca di Stato, anche grazie allo sviluppo dell'attività mineraria, da lui stesso favorita nelle foreste dei Monti Aguacate. Non solo, ma il Mora Fernández, come abbiano prima ricordato insegnante, attribuì grande importanza all'istruzione pubblica, ritenendo che fosse un dovere dello Stato quella di promuoverla, incoraggiando così la creazione di Scuole Primarie in tutti i centri abitati del Paese. Già il 10 dicembre dello stesso 1824 decretò, infatti, l’istituzione del Collegio Santo Tomás, dove si insegnavano lingue, lettura, scrittura, filosofia, diritto civile e canonico e teologia. Sul fronte privato osserviamo che risaliva al 13 gennaio del 1819 il matrimonio con Donna Juana de Castillo y Palacios (1799–1841), nipote del sacerdote Florencio del Castillo. I due ebbero ben undici figli, tra i quali l’amato Ramón, venuto alla luce il 14 giugno del 1826. Rieletto Presidente nel 1829, Juan Mora Fernández fu molto abile nel suo incedere politico, tanto da riuscire a sopravvivere nel bel mezzo delle turbolenze rappresentate dalle guerre civili che avrebbero caratterizzato la vita della stessa “Federazione Centro-Americana”. Grazie a lui il Costa Rica riuscì a mantenere la massima distanza possibile dalle autorità Guatemalteche, cercando al contempo il sostegno commerciale e politico da parte della Gran Bretagna. Non solo, ma fu egli stesso che ebbe il merito di aver convinto gli altri leader della “Federazione Centro – Americana” ad accettare provvisoriamente, nel corso del 1825, l'annessione della provincia di Guanacaste, nonostante l'opposizione del Nicaragua. La capacità di Mora Fernández di negoziare compromessi riguardo alla questione conflittuale concernente la sede istituzionale della Capitale nazionale contribuì, poi, a impedire il crollo dell'autorità costituzionale a livello locale, nonostante i rischi delle ripetute guerre civili che stavano insanguinando il resto dell'America Centrale. Per questo motivo, Juan Mora Fernández condannò senza esitazione la guerra civile in sé e l'imposizione della forza. Egli fu, quindi, sempre pronto a inviare rappresentanti del Costa Rica ai vari Congressi Centro-Americani che venivano convocati di volta in volta. In verità, considerata la natura prolungata dei conflitti, il 1° aprile 1829 il Presidente si sentì in dovere di emanare la c.d. "Legge di Aprile", con la quale fu stabilito che, fino a quando fosse durata quella deleteria ventata anarchica, lo Stato del Costa Rica avrebbe ripreso la sua piena sovranità. Quando la situazione si normalizzò, nel 1831, il Costa Rica elesse nuovamente propri rappresentanti al “Congresso Centro - Americano”, abrogando di conseguenza la suddetta legge. Juan Mora Fernández s’interessò di politica per tutta la vita, ricoprendo la carica di membro del Congresso Nazionale per ben undici volte, tra il 1821 e il 1848, rappresentando non solo la sua San José ma anche i Distretti periferici della costa pacifica di Boruca/Térraba. Dopo aver terminato il mandato Presidenziale (nel 1833) ricoprì la carica di Magistrato della Corte Superiore di Giustizia (1834-1835). Fu, quindi, Deputato del “Congresso Federale Centro-Americano” (1836-1837) e poi Vice Presidente e poi Presidente del Consiglio Rappresentativo (1837-1838). Nominato Vice Presidente della Repubblica nel 1837, durante la breve Presidenza di Manuel Aguilar, Juan Mora Fernández fu, tuttavia, esiliato, insieme ad Aguilar, a seguito della rivolta che il 27 maggio 1838 portò al potere Braulio Carrillo Colina. Lo Statista, che era stato inizialmente confinato a Poás, fu, infatti, successivamente esiliato a El Salvador, ove rimase per quasi tre anni, fino a quando non gli fu permesso di tornare in Costa Rica, nel 1841. Tra Il 1838 e il 1842 i contrasti fra la fazione che premeva per l'indipendenza e i confederali avevano portato ad una nuova e più sanguinosa guerra civile. Nel 1842, infatti, il Costa Rica, stanco dell’amministrazione del Presidente Braulio Carillo, si affidò al Generale Francisco Morazán Quesada, al quale venne offerta la Presidenza. Avendo questi, però, divisato l’idea di ricostruire la Repubblica Federale composta dai cinque Stati, il popolo si sollevò anche contro di lui e, fattolo prigioniero, lo fucilò. Nel settembre dello stesso ’42, dopo vari tentativi, fu, quindi, eletto Presidente della Repubblica José María Alfaro Zamora, dando così vita ad un periodo di tranquillità. Juan Mora Fernández ritornò perciò alla vita politica. Egli fu, quindi, Vice Capo di Stato provvisorio, membro dell'Assemblea Costituente del 1843-1844, Senatore e Presidente ad interim della Camera del Senato (1844-1847) e, quindi, Deputato (1847-1848). Dal 1850 al 1854, invece, sotto la Presidenza di Juan Rafael Mora Porras, l’Avvocato Juan Mora Fernández fu, infine, Magistrato e Presidente della Corte Suprema di Giustizia del Costa Rica. Il protagonista di questa affascinate vicenda umana si spense nella sua amatissima San José il 16 novembre del 1854, poco più che settantenne, pianto dai suoi affetti familiari ma anche da quel mondo liberale e progressista al quale lo Statista apparteneva ed in virtù del quale aveva combattuto grandi battaglie di civiltà, respingendo sempre il ricorso alle armi e allo stragismo quali strumenti per risolvere le controversie sia interne che esterne al Paese. Ma questa è un’altra storia…


Nell'immagine, Juan Mora Fernàndez, statista costaricense, fautore della Confederazione Centro-Americana


NOTE:

(1) Il 26 gennaio 1825, emanò la Legge Fondamentale dello Stato Libero di Costa Rica, dichiarando così il Paese indipendente dalla Spagna, dal Messico o da qualsiasi altro Stato, decretandone contemporaneamente l'unione con la Repubblica Federale dell'America Centrale.

(2) Mariano Montealegre Bustamante fu uno dei principali promotori della coltivazione del caffè tra il 1824 e il 1840. Le prime esportazioni furono effettuate dal tedesco George Stiepel, che commerciava con l'Inghilterra attraverso il Cile.

(3) In ambito politico, per impedire l'assenza dei deputati dal Congresso, decretò che, alla terza infrazione, un deputato sarebbe stato multato tra i 50 e i 500 pesos, rimosso dall'incarico e dichiarato indegno della fiducia pubblica.

(4) Nel 1830, l'imprenditore Miguel Carranza Fernández introdusse la prima macchina da stampa in Costa Rica. Per la promozione della stampa durante i suoi Governi, Juan Mora Fernández è stato insignito del titolo di "Padre del Giornalismo" in Costa Rica.


Documento inserito il: 14/02/2026
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