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La Cultura Villanoviana

Cultura Villanoviana è il nome moderno dato ad una civiltà preistorica che è stata identificata in base alle caratteristiche dei reperti rinvenuti. Prende il nome dalla cittadina della provincia di Bologna, Villanova appunto, dove tra il 1853 ed 1856, Giovanni Gozzadini scoprì i resti di una necropoli. Tra il X e l’VIII secolo a.C, quindi durante l’Età del Ferro, si estese parzialmente in Emilia Romagna, in tutta l’Italia centrale e in Campania. La caratteristica principale è lRsquo;utilizzo delle sepolture ad incinerazione, nelle quali le ceneri del defunto cremato vengono deposte in urne biconiche. Questo genere di pratica è molto simile ai campi d’urne nella pianura danubiana. Le tombe di tipo singolo sono scavate a pozzetto, con rivestimento in ciotoli, oppure a cassetta, con rivestimento in lastre di pietra.Il corredo funerario maschile poteva comprendere morsi di cavallo, rasoi lunati, spille chiuse per abiti o elementi di cinturoni; mentre quello delle donne includeva generalmente fibule ad arco e elementi del telaio. Le abitazioni erano costituite da capanne di forma circolare in legno e fango, mentre gli edifici per le attività comuni erano di forma rettangolare. La ceramica era lavorata in forme molto varie e mostrava pareti alquanto spesse con decorazioni prevalentemente geometriche. Inizialmente l’economia dei villanoviani era essenzialmente basata sull’agricoltura e sull’allevamento, ma progressivamente la metallurgia e l’artigianato generarono un aumento della ricchezza e l’inizio di una stratificazione della società. Rimangono da chiarire i rapporti che i villanoviani ebbero con i Terramaricoli, che praticavano lo stesso rito dell’incinerazione dei morti, ma con i quali manca la continuità negli insediamenti. Rispetto alle culture appenninica e subappenninica, diffuse in tutto il resto della penisola, i dati archeologici indicano una discontinuità negli insediamenti, mostrando una generalizzata distruzione degli insediamenti dell’età del Bronzo, che avvenne contemporaneamente al passaggio dall’inumazione all’incinerazione, mentre nella lavorazione della ceramica la trasformazione sarà più graduale.In Emilia i centri abitati prosperano per gli scambi commerciali intrattenuti con le regioni più settentrionali, in particolare di ambra del Mar Baltico. L’insediamento più importante risultava essere Verucchio, in Emilia Romagna; altre tracce di insediamenti villanoviani sono stati rinvenuti a Carpi, Bologna e nella zona di Modena: Castelfranco Emilia, Corgnento e Savignano. In Toscana e nel Lazio, si assiste alla formazione di grandi insediamenti composti da più villaggi vicini unitisi a formare un unico grande centro. A partire dal X secolo a.C. prendono forma quelle che diverranno successivamente importanti città etrusche: Volterra, Chiusi, Vetulonia, Tarquinia, Cerveteri e Veio. Durante il IX secolo a.C., ci sarà un’accentuazione di questo fenomeno, con sempre maggiore concentrazione di popolazione in questi grandi centri, ancora formati da nuclei abitati distinti, con ciascuno la propria necropoli. Sorgevano su pianori contigui e nelle vicinanze di punti di comunicazione strategici, da dove potevano controllare vasti territori. In Campania, con la cultura villanoviana si diffonderà all’inizio dell’Età del Ferro, la cultura delle tombe a fossa, caratterizzata dall’inumazione. Data la sua diffusione sul territorio che più tardi vedrà la nascita della civiltà Etrusca, la cultura villanoviana è stata da molti riconosciuta come una fase iniziale di questa, anche se recentemente è stata negata un’identità di etnia, ipotizzando piuttosto delle comunità miste nelle quali alla fine la popolazione di origine etrusca prese il sopravvento.


Nell'immagine, un Askòs, contenitore d'argilla per liquidi, risalente al periodo villanoviano.
Documento inserito il: 19/12/2014
  • TAG: cultura villanoviana, necropoli di villanova, giovanni gozzadini

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