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Grotte dei Balzi Rossi

Devono il loro nome alla natura accidentata del terreno sul quale sorgono e al colore rossastro delle rocce. Già a partire dal XVIII secolo il naturalista de Sassure, ne mise in evidenza l’importanza storica. Gli scavi condotti da italiani e francesi proseguirono portando alla luce una quantità notevole di reperti oggi conservati presso il Museo Nazionale Preistorico, fondato da Sir Thomas Hanbury sul finire dell’Ottocento. All’interno del museo si possono ammirare utensili in pietra e oggetti ornamentali, resti fossili di animali vissuti nei periodi caldi quali elefanti, ippopotami e rinoceronti, ed in quelli freddi come marmotte e renne. Essi rappresentano un’eccezionale testimonianza delle variazioni climatiche che si susseguirono durante le diverse ere geologiche. Dal punto di vista antropologico, gli archeologi rinvennero nella zona dei resti umani risalenti al Paleolitico Superiore e appartenenti ad individui della specie soprannominata razza dei Grimaldi. Alle diverse espressioni artistiche proprie dell’uomo primitivo, appartengono le diverse statuette in steatite soprannominate Veneri e raffiguranti figure femminili dai particolari anatomici accentuati, simbolo di fertilità e sensualità. Di notevole importanza è una raffigurazione rupestre che rappresenta un esemplare di cavallo di Prewalsky, scolpito circa ventimila anni fa da un cacciatore artista.


Nell'immagine, veduta dell'ingresso alle grotte dei Balzi Rossi, nei pressi del confine italo-francese.
Documento inserito il: 19/12/2014
  • TAG: grotte balzi rossi, museo nazionale preistorico hanbury, paleolitico superiore

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