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Il Mesolitico

Il termine Mesolitico è stato adottato nell’Europa Occidentale verso gli inizi dello scorso secolo ed indica il periodo compreso tra la fine del Paleolitico Superiore e il Neolitico. E' durato alcuni millenni nel corso dei quali si è assistito ad un processo di adattamento degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori ai cambiamenti ambientali che si sono verificati dopo la fine dell’ultima era glaciale e l’inizio dell’Olocene a partire da circa 10.000 anni fa. La fine del Tardoglaciale wurmiano porta ad un miglioramento del clima che di conseguenza porta a condizioni ambientali quasi simili a quelle attuali. Tra gli effetti più immediati di questo cambiamento sono di particolare importanza l’arretramento dei ghiacciai che permette la penetrazione umana in vasti territori che prima erano totalmente disabitati; il progressivo innalzamento delle acque del mare che produce un arretramento delle linee di costa; la steppa e la tundra riducono la propria estensione a causa dello sviluppo delle foreste; le mandrie di erbivori delle praterie vengono progressivamente sostituite da più piccoli branchi di animali che eleggono come loro habitat naturale le foreste: cervi, caprioli, cinghiali e buoi selvatici. In Europa, nelle regioni occidentali-atlantiche, nell’area del Mediterraneo centro-occidentale e nell’area alpina sono documentati complessi mesolitici alquanto omogenei. Nell’area compresa tra la Francia settentrionale, il bacino del Reno, l’alto bacino del Danubio ed il lato settentrionale delle Alpi si sviluppano i complessi di Beuron-Coincy e Montbani. L’area comprendente la Spagna orientale, la Francia del sud, l’Italia centro-settentrionale, la Slovenia e una parte della Slovacchia vede la diffusione di Complessi Sauveterriani, seguiti da Complessi Castelnoviani nell’area atlantica. Nell’Europa nord-occidentale è stata attestata l’esistenza di alcuni complessi con elementi in comune. I principali sono: il Complesso di Duvesee che si estende nella grande pianura germanica, in Polonia e tra la fine del IX e la fine dell’VIII millennio prima di Cristo all’Inghilterra; il Complesso di Maglemose che si è sviluppato nella Scandinavia meridionale dalla fine del VII millennio; il Complesso Post-Maglemose che ha la sua origine alla fine del Boreale, sviluppatosi in seguito alla migrazione verso sud, nei territori compresi tra la Vistola ed il Reno, di gruppi di maglemosiani. Il Mesolitico in Italia rientra in un vastissimo fenomeno che interessa gran parte dell’Europa occidentale e meridionale. Le differenze principali rispetto al precedente periodo Epigravettiano finale, si possono notare nelle caratteristiche delle industrie litiche. Nel Mesolitico infatti, i fenomeni già registrati nei periodi precedenti come ad esempio il microlitismo, si moltiplicano e si accentuano. L’economia vede l’incremento delle varietà di risorse naturali sfruttate dall’uomo per la propria sussistenza; Le attività collegate al sostentamento si diversificano: caccia ad animali di taglia piccola e grande, uccellagione, pesca, raccolta di prodotti vegetali e di molluschi terrestri e marini. Le differenze tra le produzioni litiche di alcune località dell’Italia nord-orientale riportabili alla fine dell’Epigravettiano finale e altre appartenenti al periodo più antico del Mesolitico, sono più a livello quantitativo che non qualitativo. Il Mesolitico in Italia settentrionale si caratterizza per un periodo Sauveterriano e da un periodo Castelnoviano. La fase mesolitica più antica ha inizio nell’Italia settentrionale con il Preboreale, circa 8.000 anni a.C.; essa testimonia gli importanti cambiamenti che hanno interessato la cultura ed il modo di vivere dei cacciatori-raccoglitori dopo la fine del Tardoglaciale wurmiano e del Paleolitico Superiore. Il cambiamento più evidente riguarda la tecnica di scheggiatura e produzione dei prodotti litici. Questo mutamento è dovuto alle nuove forme di sfruttamento della materia prima. Tra i prodotti più caratteristici si ricordano i bulini corti e massicci, diversi tipi di grattatoi di forma molto corta e i coltelli a dorso. Si diffondono nuovi tipi di armature: punte troncate, a dorso, dorsi e troncature. La tecnica seguita nella produzione dei manufatti microlitici, non risente minimamente del supporto dal quale viene ricavata l’armatura, mentre invece la regolarità della lama sarè una delle caretteristiche fondamentali nella produzione castelnoviana di armature trapezoidali. Nei primi secoli del VI millennio a.C. si passa dalla tradizione sauveterriana a quella castelnoviana che viene caratterizzata da notevoli miglioramenti nella tecnologia e nella tipologia dell’industria litica. Nel Mesolitico recente è possibile notare una modificazione dei prodotti della scheggiatura che si manifesta con l’accrescimento delle dimensioni dei manufatti e con la creazione di lame dalla forma regolare.La produzione di queste lame è legata tecnologicamente ad una preparazione più accurata e da una diversa morfologia dei nuclei.Le modifiche tecniche di scheggiatura riconosciute a partire dal periodo Castelnoviano sono collegate a innovazioni tipologiche riferite agli strumenti comuni e alla comparsa e diffusione delle armature di tipo trapezoidale. L’evoluzione delle tecniche di scheggiatura è stata quindi determinata dalla necessità di lame regolari per la produzione dei trapezi. In questo periodo si assiste ad un notevole incremento delle lame ritoccate (a incavi e denticolate), delle lame troncate e dei grattatoi su supporto laminare. Per quanto riguarda le armature, ad una progressiva diminuzione dei tipi del Sauveterriano corrisponderà un notevole sviluppo dei trapezi. La cronologia e le modifiche culturali presentate possono essere considerate valide per tutte le zone dellRsquo;Italia settentrionale nelle quali sono stati ritrovati reperti risalenti al Mesolitico: il Carso triestino, il Friuli, la valle del fiume Adige, le Alpi Aurine, Sarentine e lombarde, le Dolomiti, le Prealpi, la pianura Padana lombarda ed emiliana e l’Appennino tosco-emiliano. Nell’Italia centro-meridionale complessi riferibili al periodo più antico del Mesolitico sono stati rintracciati lungo il versante tirrenico e adriatico. Ulteriori presenze risalenti al Sauvaterriano sono presenti anche in Sicilia. Purtroppo le informazioni a disposizione sono per la maggior parte lacunose e parziali e non permettono di definire suddivisioni più dettagliate dello sviluppo cronologico e culturale del Mesolitico in Italia. Un catattere che differenzia alcune regioni dell’Italia centro-meridionale e la Sicilia è la presenza contemporanea di complessi sauveterriani ed altri che affondano le proprie radici nell’ Epigravettiano finale. Per questi particolari complessi che continuano cultura materiale e tradizioni del tardo Paleolitico Superiore nel corso dell’Olcene antico, viene utilizzato il termine di Epipaleolitico indifferenziato. Un altro complesso che si diversifica da quelli mesolitici sauveterriani, presente solo in Liguria e Salento è il Romanelliano. La sua posizione cronologica secondo alcuni studiosi si collocherebbe al momento finale del Tardoglaciale e quindi all’Epigravettiano finale, mentre secondo altri sarebbe da posizionare all’Olcene antico. Secondo i ricercatori la presenza di complessi sauveterriani nel sud e nel centro dell’Italia sarebbe il risultato di un processo di diffusione da nord verso il sud di questi gruppi del periodo Mesolitico antico. La prova di questo spostamento viene identificata con la presenza di un mutamento nell’industria litica, messa in evidenza dalla produzione di armature geometriche. La presenza di gruppi mesolitici di tradizione sauveterriana e di gruppi continuatori della tradizione tardo-epigravettiana nell’Italia peninsulare, confermerebbero questa ipotesi. Nel meridione c’è quasi un’assoluta mancanza di evidenze archeologiche che attestino la presenza del periodo Castelnoviano. Siti risalenti al periodo Mesolitico recente è noto in due sole località della Basilicata: la grotta n° 3 di Latronico e il Tuppo dei Sassi di Matera.


Nell’immagine, sepoltura mesolitica.
Documento inserito il: 20/12/2014
  • TAG: mesolitico, preistoria, caccia nel mesolitico, agricoltura nel mesolitico, attività quotidiana nel mesolitico

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