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I Terramaricoli

Gli insediamenti di queste popolazioni si svilupparono tra la fine del XVII e fino al XIII secolo a.C.non solo nella Pianura Padana ma in tutta Europa. I villaggi, solitamente di forma quadrangolare, sorgevano generalmente nelle vicinanze di corsi d’acqua, difesi da terrapieni o fossati spesso di grandi dimensioni. Il villaggio comprendeva, oltre alle capanne d’abitazione, magazzini per i prodotti agricoli, pozzi e altre infrastrutture.
Fino ad ora sono stati individuati più di duecento villaggi terramaricoli nell’area della Pianura Padana compresa tra il corso dell’Adda e dell’Adige a settentrione e tra il Reno e l’Arda a meridione. Nonostante siano passati 3.000 anni dalla loro comparsa, questi insediamenti sono ancora ben riconoscibili. La forma di collinette rende semplice sia l’individuazione che la possibilità di ricostruire la toponomastica dei villaggi.
Durante la prima età del bronzo la Padania era ricca di boschi e di foreste. A causa dello sviluppo avvenuto in modo abbastanza rapido dei terramaricoli, si assiste nella fase media dell’età del bronzo ad un processo di deforestazione causato dalla pressante necessità di legname da costruzione utilizzato, oltre che per l’edificazione delle abitazioni, anche per la costruzione di attrezzi da lavoro e utensili vari.
Le popolazioni terramaricole, oltre all’agricoltura erano esperte nella lavorazione dei metalli, nella produzione di oggetti in ceramica e nella tessitura. Il tenore di vita doveva essere alto grazie anche agli scambi di merci effettuati con i popoli confinanti e anche con popolazioni più lontane. Pare infatti che abbiano mantenuto rapporti commerciali con Egizi, Fenici e Micenei. Gli scambi commerciali con queste popolazioni sono testimoniati dal ritrovamento di oggetti in ceramica provenienti da quei paesi. Sembrerebbe addirittura che ci siano stati contatti con popoli scandinavi.
La produzione artigianale è documentata dal ritrovamento di fibule metalliche a forma di arco di violino, spilloni di bronzo ma anche armi di vario tipo come pugnali, coltelli, asce, elmi e corazze. Tutto questo fa pensare ad una civiltà piuttosto evoluta dotata di una sua struttura governativa di tipo oligarchico che governava la popolazione. I villaggi erano in contatto tra loro grazie ai continui scambi di merci.
Con i loro traffici i terramaricoli svolgevano inoltre opera di mediazione tra il Mediterraneo e le regioni del centro e del nord Europa. Ciò è documentato dalla presenza nelle terremare dell’ambra, resina fossile proveniente dalle foreste del terziario, in particolare dell’area baltica. Il suo aspetto lucente la rendeva già molto apprezzata in epoca molto antica. Perle d’ambra vengono spesso rinvenute nei siti terramaricoli ed in modo particolare come corredi funebri nelle sepolture femminili di alto rango.
Altra merce di scambio erano i prodotti in vetro ed in particolare sono stati ritrovati bottoni in faience o in pasta vitrea di produzione locale. Di contro sono state rinvenute perle e perline in pasta di vetro provenienti da altri paesi. A confermare l’importanza rivestita dal commercio e dagli scambi è stata la scoperta di pesi in pietra con incisi i valori ponderali. Tutto fa quindi pensare che il periodo delle terremare doveva essere un periodo interessante per la circolazione di idee, mode e rapporti commerciali in tutta Europa.
Documento inserito il: 19/12/2014
  • TAG: terramaricoli, terramaricoli attività, terramaricoli organizzazione

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