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Nikola Tesla, la sua morte ed i suoi segreti

di Francesco Caldari


Nikola Tesla, etnico serbo, proveniva da un piccolo centro dell’Impero austro-ungarico sito nella attuale Croazia. Possedeva una solida formazione accademica europea e una significativa esperienza pratica nel settore delle telecomunicazioni e dell’elettrotecnica, avendo seguito un percorso di studi tecnici d’eccellenza (ma non aveva mai conseguito una laurea formale), e maturato esperienza nel nascente settore elettrico e delle comunicazioni. Fu inserito nell’organico della Société Electrique di Thomas Alva Edison - inventore statunitese che aveva sviluppato la prima lampadina a incandescenza commercialmente praticabile e un sistema elettrico completo per il suo utilizzo -, una consociata parigina situata nel sobborgo di Ivry-sur-Seine, con l’incarico di progettare e installare sistemi di illuminazione a incandescenza per utenze urbane. Tesla dimostrò una straordinaria attitudine ingegneristica che spinse Charles Batchelor, stretto collaboratore e socio d’affari di Edison che all’epoca sovrintendeva alle installazioni parigine, una volta richiamato negli Stati Uniti nel 1884 per assumere la direzione della Edison Machine Works a New York, a raccomandare il suo trasferimento oltreoceano. Si vuole che Tesla giungesse a New York nel giugno del 1884, portando con sé solo quattro centesimi, alcuni calcoli matematici e i primi disegni concettuali di un suo motore a corrente alternata.


L’ingrato Edison spinse Tesla nelle braccia del concorrente Westinghouse: la guerra delle correnti (continua ed alternata)


Tesla, che viveva in condizioni di estrema povertà, accettò la sfida lanciatagli a quanto pare da Edison stesso (o comunque da un manager d’alto livello della società) di ottimizzare le instabili dinamo a corrente continua prodotte dall’azienda. A fronte del completamento dell’opera, fu pattuita una cifra enorme per l’epoca.

Nel dicembre 1884 al termine dell’incarico, avendo progettato ventiquattro modelli di generatori significativamente migliorati e provvisti di controlli automatici, Tesla richiese formalmente il compenso pattuito. Edison respinse la richiesta, proponendogli un aumento salariale di soli 10 dollari a settimana (portando la paga a 25 dollari). Ritenendosi ingannato e tradito nei propri sforzi, Tesla rassegnò immediatamente le proprie dimissioni, non avendo difficoltà a reperire un finanziamento presso il concorrente di Edison, George Westinghouse, a sua volta inventore (freni pneumatici per le ferrovie) ed imprenditore.

Fu la “guerra delle correnti”: Edison aveva costruito un impero finanziario sulla corrente continua, ma quella alternata, proposta da Tesla e Westinghouse, risultò vincente, poiché poteva viaggiare per centinaia di miglia con perdite minime grazie ai trasformatori, rendendola economicamente preferibile per la distribuzione su larga scala.

Tesla però non si arricchì, né con questa né con altre scoperte o invenzioni.


Gli ultimi anni di vita e le invenzioni misteriose

Egli trascorse gli ultimi anni della sua vita in condizioni di ristrettezza finanziaria e progressivo isolamento sociale, alloggiando presso l'Hotel New Yorker dal 1934, grazie a un vitalizio mensile di 125 dollari corrispostogli dalla Westinghouse Corporation per fini assistenziali e di consulenza formale. Il 7 gennaio 1943, all'età di 86 anni, l'inventore morì solo, nella camera numero 3327 del trentatreesimo piano dell'hotel. Il corpo privo di vita venne rinvenuto dalla cameriera Alice Monaghan, la quale era entrata nella stanza violando il cartello "non disturbare" che Tesla aveva esposto sulla porta due giorni prima. Il medico legale H. W. Wembly accertò che il decesso era avvenuto per trombosi coronarica e che non vi erano circostanze sospette legate all'evento. Fatto sta che si mobilitarono immediatamente i massimi vertici delle agenzie governative statunitensi. Il paese si trovava nel pieno del secondo conflitto mondiale e i servizi di sicurezza federale erano ben a conoscenza delle ripetute dichiarazioni di Tesla relative al completamento del "Teleforce", asseritamente un'arma a energia diretta capace di emettere fasci concentrati di particelle microscopiche accelerate ad altissima tensione. Inoltre lo scienziato serbo-croato aveva parlato del rivoluzionario "Raggio della Morte", sostenendo la fattibilità di distruggere flotte aeree a 200 miglia mediante proiezione elettrostatica.

Il timore principale dell'amministrazione guidata da Franklin Delano Roosevelt riguardava la possibilità che spie o agenti operativi delle potenze dell'Asse potessero sottrarre documenti segreti o progetti teorici dell'arma. L'FBI ricevette segnalazioni immediate sull'evento da parte dei propri agenti di New York, i quali allertarono il direttore J. Edgar Hoover e il vicepresidente degli Stati Uniti Henry Wallace, che avviò discussioni riservate con i propri consiglieri scientifici concentrandosi in particolare sulle implicazioni della "trasmissione wireless di energia elettrica" e sulle specifiche balistiche del "raggio della morte". Nel giro di tre giorni dal decesso, agenti del governo federale e dell'Ufficio del Custode dei Beni Stranieri (Office of Alien Property Custodian - OAP) disposero il sequestro e il sigillo di tutti i beni personali di Tesla presenti nella camera d'albergo, nonché dei materiali d'archivio custoditi presso la Manhattan Storage & Warehouse Company. Per valutare il reale valore scientifico e bellico dei documenti confiscati, l'OAP richiese l'intervento del dottor John George Trump, un influente professore di ingegneria elettrica presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e membro del National Defense Research Committee. Il dottor Trump era l'esperto scientifico ideale per l'incarico: egli era stato il primo studente di dottorato di Robert J. Van de Graaff e dirigeva l'High Voltage Research Laboratory del MIT, dove sviluppava da anni acceleratori di particelle ad alta tensione per la radioterapia oncologica e per i radar bellici alleati.

Tuttavia, tra il dottor Trump e Nikola Tesla sussisteva un precedente storico di forte tensione accademica e personale. Cinque anni prima, nel 1938, Trump aveva completato la costruzione di un colossale generatore elettrostatico Van de Graaff al MIT, descritto all'epoca come una struttura monumentale. Tesla aveva pubblicamente umiliato Trump e il suo gruppo di ricerca dimostrando che due sue piccole bobine, opportunamente sintonizzate in risonanza, erano in grado di produrre tensioni elettriche ed efficienze energetiche equivalenti con una frazione dell'ingombro e dei costi strutturali. Questo scontro intellettuale secondo alcuni storici aiuta ad interpretare il tono e la durezza delle conclusioni che Trump formulò dopo aver esaminato i documenti di Tesla.

Dopo tre giorni di analisi dei bauli contenenti i carteggi di Tesla, il dottor Trump redasse una relazione tecnica in cui rigettò integralmente la praticabilità militare delle teorie dell'inventore serbo-croato. Nel rapporto si affermava che gli sforzi di Tesla negli ultimi quindici anni erano da considerarsi principalmente "di carattere speculativo, filosofico e promozionale", focalizzati sulla trasmissione wireless di potenza ma privi di "nuovi e sani principi o metodi applicabili per realizzare tali risultati". Trump spiegò che il concetto del Teleforce era un'applicazione teorica non provata di tecnologie già ampiamente investigate nei laboratori accademici e che Tesla, non conducendo più attività sperimentale sul campo, non aveva fornito alcun disegno costruttivo dettagliato in grado di superare le barriere fisiche della dispersione termica dei fasci di ioni nell'atmosfera libera.


Sava Kosanovic e il Progetto Nick

Le conclusioni negative fornite dal dottor Trump non sopirono del tutto l'interesse del dipartimento militare, che rimase diviso sulla reale importanza dei documenti di Tesla. Nel dopoguerra, un gruppo di ufficiali dell'aeronautica militare di base a Wright Field (successivamente Wright-Patterson Air Force Base a Dayton, Ohio), guidati dal brigadiere generale Laurence C. Craigie, contestò la frettolosa archiviazione di Trump. Craigee, noto per essere stato il primo pilota militare a volare su un aereo a reazione statunitense, riteneva che i concetti fisici proposti da Tesla per la proiezione di particelle meritassero uno studio sperimentale approfondito.

L'aviazione avviò una ricerca segreta altamente finanziata, denominata "Project Nick", per verificare la fattibilità dell'arma a energia cinetica. Le prove tecniche condotte a Wright-Patterson non furono mai divulgate e le copie dei documenti di Tesla inviate alla base scomparvero misteriosamente dai registri militari, alimentando per decenni tesi cospirazioniste sulla conservazione segreta della tecnologia.

Al contempo, l'FBI mantenne una stretta sorveglianza su Sava Kosanovic, nipote di Tesla e allora ambasciatore jugoslavo negli Stati Uniti.
Kosanovic, in virtù dei suoi legami familiari, era stato legalmente nominato amministratore testamentario dei beni dello zio dalla Surrogate Court di New York il 21 gennaio 1943, pagando personalmente le spese di deposito presso la Manhattan Storage & Warehouse Company. I servizi segreti statunitensi temevano che Kosanovic potesse consegnare le carte di Tesla all'Unione Sovietica o ad altre nazioni ostili. L'FBI valutò persino l'ipotesi di trarre in arresto il diplomatico jugoslavo per impedirgli l'accesso ai depositi fisici dello zio.

Nel 1952, dopo una complessa battaglia legale internazionale, la giustizia statunitense ordinò la restituzione formale dei beni personali di Tesla a Kosanovic, il quale ne dispose il trasporto a Belgrado per costituire la collezione originaria dell'odierno Museo Nikola Tesla. Il carico arrivò nel porto di Rijeka nel settembre del 1951 a bordo della nave passeggeri Serbia, confezionato in sessanta imballaggi tra casse metalliche, valigie e fusti.

Tuttavia, l'esame comparativo dei registri di sequestro ha evidenziato una grave discrepanza quantitativa: i verbali redatti dall'FBI e dall'OAP nel gennaio del 1943 registravano originariamente l'acquisizione di circa ottanta bauli sigillati contenenti materiale scientifico ed effetti personali. La spedizione giunta in Jugoslavia conteneva invece solo sessanta bauli, lasciando irrisolto il mistero relativo alla sorte dei restanti venti. Vi è chi afferma che questi ultimi siano stati trattenuti dalle agenzie di intelligence statunitensi e classificati come materiale ad alta priorità di sicurezza, sottratto alla consultazione pubblica per ragioni di interesse nazionale.


Evoluzione Moderna delle Idee Teoriche di Tesla: dal Raggio della Morte al Neural Dust

Va detto che il parziale fallimento del "Project Nick" nello sviluppo di un'arma cinetica distruttiva basata sul Teleforce non è imputabile all'inconsistenza delle teorie fisiche di Tesla, bensì a una deviazione tecnologica dei medesimi principi teorici verso scopi completamente differenti. Nel suo saggio del 1937 intitolato The Art of Projecting Concentrated Non-dispersive Energy through the Natural Media, Tesla specificò che il suo "raggio" non doveva essere costituito da radiazione elettromagnetica classica (la quale decade rapidamente con il quadrato della distanza), bensì da "microscopici cluster di materia" accelerati cineticamente tramite repulsione elettrostatica generata in speciali camere a vuoto ad atmosfera aperta.

Gli ingegneri militari che analizzarono questi appunti compresero che l'impiego di particelle microscopiche accelerate per abbattere fisicamente bersagli macroscopici come gli aerei corazzati presentava una scarsa efficienza termodinamica. Tuttavia, la medesima infrastruttura concettuale si rivelò straordinariamente efficace se applicata alla distribuzione su vasta scala di microscopici dispositivi di rilevamento e monitoraggio ambientale.

Questa intuizione ha trovato concreta realizzazione tecnologica nei moderni progetti di sorveglianza avanzata noti come "Neural Dust" (polvere neurale) o "Smart Dust", originariamente sviluppati dall'Università della California - Berkeley con massicci finanziamenti dei dipartimenti di difesa statunitensi.

La dipendenza di questi dispositivi dal fenomeno fisico della risonanza energetica e dall'assenza di accumulatori chimici locali si ricollega direttamente al sogno di Tesla di una trasmissione d'energia senza fili, dimostrando come le idee teoriche giudicate da John George Trump "speculative e irrealizzabili" nel 1943 abbiano invece anticipato la fisica dei microsistemi e l'orizzonte tecnologico dei moderni sistemi di sorveglianza e intelligence militare del XXI secolo.


Nell’immagine: Nikola Tesla in una immagine di William Stevenson tratta da https://wallpapersafari.com/nikola-tesla-wallpaper-hd/


Documento inserito il: 12/07/2026
  • TAG: Tesla, Teleforce

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