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La cultura romana e le culture coeve nel periodo delle origini

del Prof. Giovanni Pellegrino


In questo articolo prenderemo in considerazione la cultura romana e le culture coeve al tempo dell’origine di Roma.
La cultura romana si configura fin dall’inizio come espressione di una situazione ibrida, alla confluenza tra varie correnti di volta in volta prevalenti l’una sull’altra.
Roma si presenta come una entità culturale che sorge ai margini del mondo greco.
Proprio il rapporto con la cultura greca allora dominante in tutto il mondo occidentale è una costante nel delinearsi della cultura romana sin dalle origini.
L’influenza della cultura greca sul mondo romano si rinnova e si ripresenta periodicamente in fasi e forme successive.
Possiamo dire quindi che esiste un rapporto privilegiato tra la cultura greca e quella romana.
Del rapporto privilegiato con la cultura greca esistono vari riscontri archeologici ed epigrafici.
Essi testimoniano fin dall’età arcaica la presenza a Roma di culti religiosi greci e una conoscenza non episodica della lingua greca.
Quando Dionigi di Alicarnasso racconta degli inizi mitici della città di Roma precisa che Romolo e Remo durante la loro educazione furono mandati a Gabii (città del Lazio in cui si trovano riscontri archeologici di una forte presenza greca).
Secondo Dionigi di Alicarnasso Romolo e Remo andarono a Gabii per imparare le lettere la musica e l’uso delle armi greche.
Tale episodio narrato dall’autore greco non è casuale poiché la Roma di età arcaica per molti dei suoi caratteri si presenta come una città greca.
Naturalmente tale situazione non fu costante.
Infatti, vi sono stati periodi storici in cui ha prevalso sulla cultura romana l’influenza delle civiltà italiche.
Dobbiamo dire che nel dibattito tuttora molto infuocato sull’interpretazione della storia romana arcaica le differenze di opinioni degli storici su molti punti sono evidentissime.
L’egemonia etrusca non cambiò di molto la situazione a Roma dal momento che gli stessi Etruschi avevano un rapporto privilegiato con il mondo greco.
Le prove archeologiche della ricezione della cultura greca nel mondo etrusco sono ampie e diversificate.
Ad esse si può aggiungere la presenza di una tradizione che riflette sullo speciale rapporto di dipendenza dei popoli antichi dalla cultura greca.
Sia per Roma sia per l’ Etruria le fonti antiche parlano infatti di una migrazione dall’area greca, quasi a giustificare la diffusa presenza degli elementi greci nel mondo romano ed etrusco.
Oltre alla componente etrusca vi sono le altre culture italiche come ad esempio quella Osca quella Sabina etc.
Tutte queste culture italiche apportarono ampi contributi alla formazione della cultura romana.
Ma la loro influenza è in generale più limitata nel tempo e soprattutto si configura come il prodotto di civiltà che raggiunsero livelli più modesti della civiltà greca.
Per fare un esempio alcune parole sabine restarono nel lessico latino fino all’età tardo antica ma si trattava per lo più di parole tecniche legate all’attività agricola o a mestieri considerati inferiori.
Invece i rapporti con la lingua e la civiltà greca sono assai più persistenti di epoca in epoca rinnovati dalle intense relazioni tra le due società. Gli influssi o i prestiti linguistici riguardavano qualsiasi livello culturale sia dai più bassi come il linguaggio tecnico agricolo sia ai più sofisticati e culturalmente raffinati come il linguaggio poetico e quello filosofico.
Il flusso linguistico non si riduceva mai ad un collegamento limitato allo stretto fattore linguistico ma indicava piuttosto una continua trasmissione culturale.
Tale trasmissione culturale seguì principalmente il corso dei rapporti politici tra Roma e il mondo greco poi soprattutto le correnti e gli atteggiamenti culturali.
Il problema di base che ha interessato per varie generazioni gli studi di letteratura latina è in ragione di tale situazione quello della originalità della letteratura latina rispetto alla cultura greca.
Una volta constatato che tranne la satira nessun genere letterario nasce a Roma dal momento che si registra solo lo sviluppo di quelli già in vigore nel mondo greco come si può affermare l’originalità della cultura letteraria latina?
Tale difficoltà fu profondamente sentita in alcune età come quella romantica che individuavano nell’originalità dello spirito l’essenza della cultura di un popolo.
Di conseguenza la critica romantica valutò sistematicamente la letteratura latina non trovandovi pressoché nulla di specificamente romano.
Oggi i pareri della critica sono molto cambiati.
Infatti, i caratteri propriamente romani si rintracciano facilmente confrontando i testi latini coi rispettivi modelli greci.
A parte il giudizio di valore estetico risulta chiara la presenza di una sensibilità completamente diversa e innovatrice.
Di conseguenza oggi non è più in discussione il valore poetico di Virgilio e di Orazio anche se si richiamano espressamente a modelli greci.
Infatti, da molto tempo l’analisi dei testi è orientata non a mettere in evidenza quello che i latini hanno recepito dai greci ma su come l’abbiano fatto.
D’altraparte una piena consapevolezza della diversità e della propria peculiarità rispetto alla cultura greca si ha in un qualsiasi testo letterario e latino.
Tale peculiarità si manifesta in rapporto alle situazioni e alle tendenze proprie del mondo culturale di Roma.
E’ accaduto che la ricerca dello spirito romano abbia portato all’eccesso opposto cioè all’esaltazione dei valori romani su cui si basavano le relazioni tra gli individui e la morale dello Stato romano.
Tale esaltazione a volte è stata notevolmente esagerata e addirittura strumentalizzata.
Vogliamo concludere tale articolo dicendo qualcosa sulla diffusione orale dei testi nel mondo romano.
Infatti la diffusione dei testi nel mondo antico non era necessariamente scritta.
Esisteva infatti oltre alla rappresentazione forma specifica della diffusione del testo teatrale la lettura ad alta voce che svolta in pubblico o in privato contribuiva alla diffusione dell’opera letteraria.
Naturalmente il pubblico era eterogeno a seconda dei diversi periodi della storia letteraria romana e soprattutto dei diversi generi e delle diverse poetiche.
Appare chiaro che un ’autore di teatro popolare poteva godere di una diffusione ben più vasta dell’opera di un poeta dotto e raffinato.
Infatti il pubblico del poeta dotto era costituito da un circolo assai ristretto.
Detto ciò riteniamo concluso il nostro discorso sulla cultura romana e le culture coeve nel periodo delle origini di Roma.
Documento inserito il: 17/05/2022
  • TAG: latini, roma, grecia, etruschi, italici

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