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Le origini di Roma tra realtà e leggenda

Originariamente il nome Lazio venne dato alla regione situata a sud del Tevere e sui colli Albani abitata dai Latini. Questo territorio presentava una zona di pianura paludosa e malsana interrota da colline sulle quali i Latini edificarono i loro villaggi. Questo popolo numeroso e tenace bonificò la pianura e si dedicò alla coltivazione del terreno. Poich` la regione non presentava difese naturali ed era quindi aperta alle invasioni, i Latini furono spesso costretti a difendere la propria terra contro gli attacchi dei popoli confinanti. Spesso gli stessi villaggi latini venivano alle mani tra loro ed i più forti imponevano la propria volontà ai più deboli. La città di Roma ebbe origine dall’unione di alcuni vilaggi situati sui colli alla sinistra del Tevere: Capitolino, Quirinale, Viminale, Esquilino, Palatino, Aventino e Celio. Grazie alla sua posizione geografica privilegiata, la città venne ad assumere un’importanza sempre maggiore. Essa era situata infatti nel punto nel quale si incrociavano le due strade di comunicazione tra l’Etruria, a nord, e il meridione, e tra i paesi costieri e quelli dell’interno; inoltre era posizionata vicino al mare e sul Tevere, che all’epoca era l’unica via fluviale dell’Italia centrale. Tutte queste fortunate coincidenze, portarono la città ad accentrare e controllare il traffico commerciale nell’intera regione. Queste dovrebbero essere le origini storiche di Roma. Esiste poi la versione leggendaria dove si narra che Enea, l’eroe troiano figlio di Venere e del re di Troia Anchise, sbarcato alla foce del Tevere, dovette combattere a lungo contro i popoli locali per garantire alla propria gente una nuova patria. Questo scopo venne raggiunto quando Enea sposò la figlia del re dei Latini e fondò la città di Lavinio. Ascanio figlio di Enea fondò la città di Albalonga, la città latina più importante prima della fondazione di Roma. Dopo di lui la città venne governata da una serie di re, i re Albani. L’ultimo di questi re lasciò due figli: Numitore ed Amulio. Il primo venne nominato dal padre suo successore, ma il secondo, invidioso, lo spodestò e costrinse la figlia di questi Rea Silvia a farsi vestale. La sacerdotessa ebbe dal dio della guerra Marte due gemelli, Romolo e Remo, che Amulio ordinò fossero gettati nel Tevere. I due piccoli, miracolosamente salvatisi dalle acque del fiume, vennero dapprima nutriti da una lupa ed in seguito accolti e allevati da un pastore. Divenuti adulti e saputo della loro origine, decisero di vendicare il nonno Numitore rimettendolo sul trono. Questi, per ringraziare i nipoti, concesse loro le terre nelle quali erano stati allevati affinchè vi fondassero una città. A seguito di una contesa sorta a proposito del luogo e del nome da dare alla nuova città, Romolo uccise il fratello Remo e, rimasto solo fondò la città a cui decise di dare il nome di Roma. Era il 21 aprile del 753 a.C..


Nell'immagine, la Lupa Capitolina, che la leggenda vuole abbia allevato i due fondatori di Roma, Romolo e Remo.
Documento inserito il: 19/12/2014
  • TAG: origini di roma, sette colli di roma, i latini, enea

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