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La cultura Sechín [ di Yuri Leveratto ]

Il complesso architettonico di Sechín è situato nella valle di Casma, nel dipartimento di Ancash, nel Perù centrale.
Sechín è considerata come la cittadella fortificata sede di una delle più antiche culture del Perù. Si pensa che la prima fondazione della città risalga al XIX secolo prima di Cristo.
Nei monoliti che costituiscono il perimetro della città sono rappresentate figure antropomorfe che fanno pensare a relazioni con la cultura di Chavin de Huantar. I monoliti, che sono alti quasi quattro metri, rappresentano guerrieri, sacerdoti e vittime, ma il vero significato di queste litosculture non è stato ancora pienamente decifrato.
L’archeologo J.C. Tello, lo scopritore del sito nel 1937, ne studiò circa cento. Secondo una recente teoria, i monoliti rappresentano una battaglia sanguinosa, con vincitori e vittime. Altri sostengono che vi siano rappresentati sacrifici umani. Le litosculture sono state classificati in tre classi: Le figure raffiguranti vincitori o sacerdoti-gerarchi che praticano sacrifici, altre che rappresentano le vittime sacrificate e infine le figure non antropomorfe.
Le figure della prima classe descrivono guerrieri o sacerdoti armati di asce di pietra e hanno una specie di casco trapezioidale dotato di tre piume. In queste figure si osserva che il pollice della mano è rappresentato ingrandito e con un’unghia grande, forse un’allusione a soggetti ornitomorfi. In alcune di queste litosculture il numero delle dita dei piedi è ridotto a tre o in alcuni casi a una sola.
Le sculture di seconda classe rappresentano le vittime dei sacrifici. In alcune figure si distinguono uomini squartati e parti anatomiche umane. I volti raffigurano la sofferenza estrema e il terrore e differiscono da quelli dei vincitori che hanno un espressione tranquilla e boriosa.
Nell’ultima categoria sono riprodotte figure non antropomorfe che fino ad ora non sono state interpretate.
L’archeologo Samaniego, che studiò a lungo il sito nel 1969, sostiene che non è certo che i monoliti descrivano sacrifici umani proprio perché non è comprovato che nel Perù si attuassero questi supplizi.
E’ però logico che, quando una società passa dalla caccia e raccolta all’agricoltura, (intorno dunque al quarto millennio prima di Cristo), i gerarchi-sacerdoti inizino a fare dei sacrifici, prima con animali e poi con prigionieri, per propiziare l’agricoltura e perché non si verifichino eventi naturali che possano distruggere i raccolti, come inondazioni o siccità prolungate.
Dallo studio del sito si evince che Sechín era una società teocratica e guerriera. I gerarchi-sacerdoti avevano il potere assoluto sul popolo, che si occupava di agricoltura e allevamento.
Purtroppo si sa ancora poco del perché questo popolo declinò e venne assorbito da altre culture. Intorno al terzo secolo prima di Cristo andava sviluppandosi la civiltà Moche, che ebbe il suo centro a Sipan, vicino all’odierna città di Chiclayo, e presso la città Moche, nelle vicinanze della attuale città di Trujillo. Vi è una teoria che indica in prolungati periodi di siccità le cause del loro declino. A causa di questi sconvolgimenti climatici furono costretti a emigrare verso zone più fertili dove le loro tradizioni si persero.


Nell'immagine,il ritrovamento di una piazza dell'antica cittadella di Sechin, in Perù.
Documento inserito il: 21/12/2014

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