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Il culto del giaguaro Chavín de Huantar [ di Yuri Leveratto ]

Mentre nel quarto millennio prima di Cristo, nel continente antico si sviluppavano civiltà raffinate, come la Cinese, l’Indiana e la Sumerica, nel Nuovo Mondo si stava effettuando il passaggio da una società egualitaria, basata su raccolta e caccia, ad una stratificata, basata sull’agricoltura e dominata da capi tribù, chiamati cacique.
I centri d’irradiamento culturale del Nuovo Mondo furono l’America centrale, l’odierna Colombia, il Perù settentrionale e il lago Titicaca.
Gli ultimi studi archeologici nei siti di Marcahuasi, Caral, Bandurria e Chavín de Huantar fanno pensare che probabilmente la vera storia dell’America precolombiana debba ancora essere scritta.
Nel luogo chiamato Chavín de Huantar, situato alla confluenza dei fiumi Puccha e Mariash, affluenti del Marañon, nell’attuale provincia peruviana di Huari, a ben 3177 metri sopra il livello del mare, si sviluppò una particolare cultura teocratica, il cui periodo classico si può individuare dal 1500 fino al 500 a.C. Questa cultura ebbe inizio intorno al quarto millennio prima di Cristo, con una grande incognita: nell’architettura e scultura le forme erano già evolute, come se fossero state il risultato di un processo che durava da secoli.
Alcuni archeologi, come Evans e Mayers hanno proposto che le ceramiche Chavín avessero relazioni con alcuni manufatti provenienti dal sito di Valdivia in Cile, e addirittura con anfore neolitiche della cultura giapponese Jomon. Sono stati trovati frammenti monocromatici, spesso pitturati di nero. I simboli ornamentali rappresentati nella ceramica di Chavín sono gli stessi dei templi, serpente, giaguaro e condor.
Si pensa che la civiltà di Chavín de Huantar abbia avuto inizio con l’edificazione del tempio di Kotosh, situato a sud di Chavín, presso un affluente del Rio Huallaga. Questo tempio sacro, chiamato “delle mani incrociate”, fu costruito ben circa 4500 anni prima di Cristo. All’interno della costruzione in pietra vi sono delle nicchie che servivano per le offerte e una scultura rappresentante due mani che si giungono, da dove derivò il nome.
Circa duemila anni prima di Cristo l’importanza di Chavín crebbe, divenendo un centro culturale e religioso di prim’ordine. Vi si elaborarono complessi rituali che avevano lo scopo di fertilizzare la terra, e connettere il mondo del sopra, dominato dal Sole (simbolizzato dal condor), con l’inframondo, dove il serpente è un'emblematica figura totemica.
Il giaguaro invece aveva un significato particolare nelle culture precolombiane e a Chavín. Questa società dipendeva dall’agricoltura, e pertanto veniva venerata la Madre Terra, ma il giaguaro rappresentava la caccia e quindi la guerra, che significava la preservazione ed espansione del proprio territorio. Siccome il giaguaro veniva visto come animale perfetto, in totale simbiosi con la natura e capace di catturare virtualmente ogni altro animale, il guerriero ideale doveva fondersi con l’anima del felino per diventarne un tutt’uno ed essere esempio per la comunità. Nella visione dei popoli precolombiani, l’uomo cacciatore doveva essere come il giaguaro e assimilarne destrezza, forza, astuzia, serenità, determinazione e precisione.
Il giaguaro diventò così per Chavín la divinità più venerata.
A Chavín vi sono due templi principali, uno denominato “tardio” e uno detto “temprano” (antico e giovane). Furono costruiti in un’area di circa cinque ettari, e consistono in piramidi tronche, spazi cerimoniali e magnifiche sculture litiche che rappresentano simboli totemici.
I templi sono interconnessi da un intricato labirinto sotterraneo, che si mantiene secco e areato grazie ad un complesso sistema di tubi rettangolari.
Davanti al tempio antico è stata scoperta una piazza circolare sotterranea, circondata da strutture laterali. La sua costruzione deve essere iniziata approssimativamente intorno al secondo millennio prima di Cristo, continuando la tradizione iniziata a Kotosh. Nei muri del tempio sono state incastrate magistralmente delle teste zoomorfe scolpite nella roccia e rappresentanti i totem del giaguaro. Nel tempio giovane si può ammirare una stele intagliata di circa cinque metri d’altezza. Su di essa sono raffigurate feroci divinità e mostruosi esseri antropomorfi.
In entrambi i templi abbonda la simbologia del felino, sia in figure scolpite che in magistrali intagli. S’incontrano spesso i cosiddetti “uccelli antropomorfi” con caratteristiche del serpente, giaguaro e condor allo stesso tempo. Nella cultura Chavín il simbolo del condor unito al giaguaro appare per la prima volta nel tempio antico, rappresentando il totem felino che giunge a livelli di coscienza più elevati unendosi con il condor, che governa il mondo del sopra (Sole).
Le somiglianze nelle tradizioni (culto del giaguaro), e nel periodo temporale, con la cultura Olmeca fanno pensare a dei legami tra le due civiltà. Per ora però manca ancora la prova definitiva che mostri dei nessi tra le due lontane etnie.
Come a Teotihuacan, Tula o altri centri urbani del Messico centrale, l’immagine del serpente-felino piumato, che contiene la sintesi del pensiero solare in America, appare chiaramente nell’orizzonte culturale di Chavín de Huantar. Si crede che nella valle di Machac, dove si costruirono i templi, si praticò l’agricoltura fin dal quarto millennio prima di Cristo, oltre all’allevamento di bestiame.
Il luogo strategico dove furono edificati i templi, fa pensare inoltre ad un centro non solo religioso, ma anche commerciale, situato a metà strada tra la selva amazzonica e la costa. Forse fu costruito un ponte che attraversava il fiume Huachesa e che connetteva il centro religioso ed urbano con le aree riservate all’agricoltura e alla pastorizia. Dalle evidenze archeologiche si è giunti alla conclusione che la società di Chavín, era dominata da re-sacerdoti dei quali però si disconosce completamente la storia non essendo stati trovati resti scritti come per esempio nella civiltà dei Maya.
Il primo ritrovamento a Chavín ebbe luogo nel 1873, quando il geografo italiano Antonio Raimondi portò alla luce una stele di pietra intagliata. Nel 1919 Julio Cesar Tello, che studiò il sito da un punto di vista archeologico, sostenne che la cultura di Chavín de Huantar, e in particolare il tempio di Kotosh, debba considerarsi come il centro d’irraggiamento culturale più importante per l’evolversi di tutte le culture andine, inclusa quella degli Incas. Secondo lui l’origine di Chavín de Huantar è da ricercarsi nella cultura Arawak dell’Amazzonia. A suo parere Chavín era un luogo di pellegrinaggio, dove vi si recavano gli adepti al culto del giaguaro per celebrare feste religiose. E’ probabile che fossero i fedeli stessi che partecipavano alla costruzione e ampliamento dei templi.
La popolazione di Chavín crebbe fino al 300 a.C., quando per ragioni non chiare declinò rapidamente. Alcune ipotesi indicano nell’espansione del popolo Huari, la causa di tale involuzione. Secondo altri studiosi, l’aumento demografico eccessivo portò a lotte intestine per il cibo la cui produzione era già limitata. Si svilupparono così epidemie e rivolte popolari. I sopravvissuti, che consideravano la valle insana e pericolosa, l’abbandonarono, dirigendosi verso altri luoghi e mischiandosi con alcune culture emergenti.
Documento inserito il: 18/12/2014

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