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>> Storia Antica > Le grandi Civiltà

Evoluzione e decadenza della civiltà Egizia

La storia dell’Egitto è antichissima e risale circa al 3000 a.C.. Il Paese era suddiviso in diversi nomi o distretti riuniti in due grandi zone: Basso Egitto, che si estendeva dal delta del Nilo all’attuale città del Cairo; Alto Egitto, che comprendeva la parte meridionale dell’Egitto fino al confine con la Nubia, l’attuale Sudan. Secondo la tradizione fu il re Narmer ad unificare le due parti intorno al 3200 a.C.. Fu da allora che ebbe inizio la prima di ventisei dinastie che avrebbero regnato sull’Egitto fino al 525 a.C., epoca nella quale il Paese venne conquistato dai Persiani. Queste dinastie sono state riunite in tre gruppi che corrispondono a tre Regni: l’Antico Regno, il Medio Regno ed il Nuovo Regno. Narmer fu il fondatore della prima dinastia e anche il primo faraone dell'Antico Regno che ebbe la propria capitale a Menfi. Durante questo primo regno, si ebbe un’evoluzione culturale: si fecero le prime leggi; si sistemò la scrittura in modo tale che potesse essere di utilità per tutta la regione; Il culto dei morti e la religione si svilupparono con la costruzione di tombe e di favolosi templi. L’arte e le opere pubbliche, come ad esempio le opere di canalizzazione delle acque del Nilo, conobbero un grande sviluppo. Sempre in quell’epoca vennero erette nella pianura di El Giza le tre grandi piramidi di Cheope, Chefren, Micerino e la Sfinge. Venne quindi iniziata l’espansione verso sud, in Nubia, dove gli antichi Egizi si rifornivano di avorio, ma soprattutto di oro. Verso oriente l’espansione raggiungeva la penisola del Sinai, ricca di giacimenti di rame. Sul finire dell’Antico Regno si assistette ad un periodo di totale anarchia, che vide il risorgere delle autonomie dei vari nomi. Fu il governatore di Tebe che con la forza riuscì a ristabilire l’ordine e a ridare prestigio e potenza al'autorità del faraone. Era giunto così il Medio Regno, nel quale la capitale da Menfi venne trasferita a Tebe. Anche sotto questo regno ci fu un’ulteriore sviluppo culturale: vennero realizzate imponenti opere pubbliche come la creazione del grande lago artificiale di Moeris, utilizzato per la regolamentazione delle acque del Nilo.Venne anche ripresa l’espansione territoriale con spedizioni militari dirette verso la Nubia e verso l’Arabia. Mentre l’Egitto attraversava un momento di grande prosperità interna e di successi all’esterno, nel 1700 a.C. una terribile minaccia si materializzò nella regione del delta del Nilo, la zona più ricca e fertile del Paese: gli Hyksos,una popolazione di stirpe semitica, sospinta da altri popoli, forse indoeuropei, che in quel tempo migravano dal nord del Medio Oriente verso sud. Progressivamente, essi avanzarono verso l’alta valle del Nilo occupando tutto il medio e basso Egitto, favoriti in questo dall’uso dei cavalli e dei carri da guerra, ancora sconosciuti presso gli Egizi. Rimase indipendente la sola zona di Tebe, dalla quale, nel 1555 a.C. mossero i sovrani egiziani per riconquistare le terre perdute. Da questa riconquista ebbe origine il Nuovo Regno, che segnò il periodo di massimo splendore della civiltà Egizia. La capitale del Paese restò Tebe e per prevenire ulteriori invasioni, gli egiziani iniziarono una serie di campagne militari volte a sottomettere quei territori che avrebbero potuto costituire una minaccia. Questa politica espansionistica, era di carattere prettamente difensivo e a dimostrazione di ciò, stà il fatto che quando un territorio veniva occupato, gli egiziani si limitavano a collocarvi un loro governatore con lo scopo di esigere i tributi, ma senza esautorare i re locali. Le conquiste si estesero alla Nubia, alla Palestina, alla Siria fino alle rive dell’Eufrate e alla Libia. Con tutti i popoli sottomesi si allacciarono rapporti commerciali che arricchirono ulteriormente il Paese. I più importanti faraoni che regnarono in Egitto in questo periodo furono: Tutmosi III, famoso per le sue imprese militari; Ramsete II sotto il cui regno, durato 67 anni, vennero eretti monumenti colossali a perenne testimonianza della sua potenza; Amenofi IV, conosciuto come il faraone eretico, poichè tentò di sostituire agli dei dell’antica religione il culto unico del dio Sole. Mantenere il dominio sui territori conquistati fu sempre reso difficile a causa dei popoli del mare che abitavano la Libia e l’Asia Minore. Questi penetrarono nella regione del delta rendendo difficili i commerci via mare. Dal punto di vista politico, crisi governative e di carattere religioso indebolirono il potere del faraone e portarono ad una tendenza di autonomia delle varie regioni. Come conseguenza più immediata l’Egitto non fu in grado di opporsi unitamente alle successive invasioni degli Assiri e dei Persiani. Fra queste due invasioni ci fu ancora un periodo di indipendenza con i faraoni Psammetico III e Neco, sotto i cui regni la capitale venne trasferita a Sais nel delta. Durante questo ultimo periodo si instaurarono attivi commerci marittimi con popoli stranieri ed in particolare con i Greci. Nel 525a.C l’Egitto venne occupato dai Persiani guidati dal re Cambise che ne perdettero il possesso nel 332 a.C a favore di Alessandro Magno. Infine, nel 29 a.C. venne conquistato dai Romani.


Nell'immagine, le piramidi di El Giza, nei pressi del Cairo.
Documento inserito il: 21/12/2014
  • TAG: antico egitto, antico egitto evoluzione, antico egitto decadenza, civiltà egizia

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