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Il Sabba alsaziano

Articolo di Katia Bernacci


La caccia alle streghe ha occupato un lungo periodo storico, e anche se ha avuto il suo fulcro nel XVI e XVII secolo, sono numerosi i processi condotti prima di quella data, che denotano anche la prima trasformazione di quello che oggi alcuni studiosi definiscono un “movimento popolare”. E’ infatti nel 1326, dopo l’emissione della bolla papale “Super illius specula” (a opera di Giovanni XXII, il quale si era convinto che il male era in mezzo agli esseri umani e si doveva estirpare), che la stregoneria venne assimilata all’eresia e diventò necessario estirparla con ogni mezzo. Anche in altri periodi storici la magia era ampiamente usata, ma coloro che la praticavano erano fondamentalmente degli emarginati, spesso donne che usavano la conoscenza delle erbe per la cura, oppure erano levatrici, mestiere che implicava una capacità di dare la vita e la morte, e quindi uno stretto legame con l’aldilà. Non per nulla le donne erano divise in due grandi tipologie: quelle tollerate, che pensavano alla famiglia e alla casa e le figlie di Eva, le peccatrici. Quasi tutti i testi pervenuti sino a noi insistono comunque nel sostenere che le donne sono fragili, peccaminose e che più degli uomini rischiano di cadere preda del demonio.
Nei secoli successivi sarebbe proprio accaduto quello, o meglio, gli inquisitori incaricati di scovare le streghe, si convincono che il demonio riesca sempre ad impossessarsi dell’anima delle donne e così diventa abitudine leggere negli atti processuali di streghe che volano al sabba per incontrare il diavolo, con il quale hanno rapporti sessuali e praticano riti come il bacio delle terga del satanasso, per poi volare nel cielo alla ricerca di nuovi adepti e portare il male ovunque, in una eco delle leggende sul volo di Odino e della sua orda selvaggia di non morti.
Un luogo dove la persecuzione alle streghe è stata oltremodo crudele è l’attuale territorio dell’Alsazia, in Francia. Pare che ben 6000 innocenti vittime siano state arrestate e ancora oggi la regione è pregna di leggende e racconti sugli avvenimenti del passato.
Pare infatti che le streghe avessero scelto luoghi particolari, come la collina di Batsberg, ad Hanau, nel nord dell’Alsazia, conosciuta come Hexenberg, il monte delle streghe. Qui una moltitudine di donne si incontrava, allo scoccare della mezzanotte del sabato, lasciando gli ignari mariti a dormire soavemente nelle loro capanne, solo dopo aver fatto loro un incantesimo che non li avrebbe fatti svegliare sino al ritorno delle mogli. Sulla sommità della collina di cui stiamo parlando, sono stati ritrovati i resti di enormi fuochi, attorno ai quali probabilmente le streghe danzavano, al cospetto del diavolo (ma a volte i diavoli nei processi sono più di uno). La zona doveva essere molto abitata anche nella preistoria, poiché vi si trovano numerosi fossili, che all’epoca venivano considerati “gingilli” del diavolo, forse animali, con i quali il maligno giocava per poi bruciarli con un fuoco potentissimo, quando si era stancato di loro. Il ricordo della caccia alle streghe è ancora vivido, si possono trovare Thann la torre delle streghe, vicino a Orschwihrr una chiesa dedicata a Sant’Apollinaire, in realtà chiamata da sempre “la cappella delle streghe”, nella valle di Munster una grande roccia è l’Alto-Forno, dove le streghe si trovavano il mercoledì e il venerdì, giorni in cui ancora oggi non si fa la transumanza degli animali, per non incorrere in spiacevoli incontri.
A Bergheim si può visitare il museo “La casa delle streghe”, dove è possibile approfondire la storia di quaranta streghe che proprio in quella cittadina sono state arse vive, o meglio, 39 di loro hanno subito questa sorte mentre una, Catherine Bassler, per la quale il giudice non era del tutto convinto, è stata decapitata prima di essere bruciata. Si era nel 1683, e questa condanna sarebbe stata l’ultima di quelle condotte in quei luoghi.
La differenza tra l’Alsazia e le altre località europee dove la caccia alle streghe si è diffusa, è minima dal punto di vista delle leggende ma rappresenta una base solida dove condurre indagini legate alla storia della stregoneria, poiché gli alsaziani hanno fatto di tutto per ricordare un periodo di follia collettiva nella quale si era alla ricerca di capri espiatori non necessari.
Il fuoco “purificatore” non ha distrutto tutto quanto, e soprattutto deve aver fatto sorgere dubbi nella popolazione, forse scioccata dalla violenza che veniva perpetrata su parenti, amici, concittadini, lanciando i semi che sarebbero poi germogliati in un museo a cielo aperto, dove si può condurre un viaggio attraverso il fenomeno della stregoneria.


Immagine di Marino Olivieri ph, Cariatide raffigurante il demonio.


Documento inserito il: 02/04/2024
  • TAG: Alsazia, stregoneria, sabba, Papa Giovanni XXII, Hexenberg, torre di Thann, Casa delle streghe Bergheim

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