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Il Papato e lo Stato Pontificio nel XV secolo

Il ritorno dei papi a Roma non pose fine ai disordini nella Chiesa, poichè immediatamento dopo avvenne il lungo Scisma d’Occidente. Tutto avvenne nel 1378, alla morte di Gregorio XI: infatti i cardinali italiani elessero come nuovo papa l’italiano Urbano VI, mentre i cardinali francesi gli contrapposero come antipapa il francese Clemente VII. I vari paesi europei, a seconda delle loro aderenze politiche riconobbero in parte il papa ed in parte l’antipapa: lo scisma si trascino ancora per diversi decenni, poichè alla morte di Urbano VI e di Clemente VII i loro successori vennero eletti con lo stesso criterio. Per eliminare lo scandalo che questa doppia elezione suscitava nella cristianità, nel 1409 si riunì un concilio a Pisa: poichè nè il papa nè l’antipapa acconsentirono a dimettersi, il concilio decise di eleggere un terzo papa, in modo tale che i contendenti da due divennero tre. Per sanare in modo definitivo la situazione venne infine convocato il Concilio di Costanza, che si protrasse dal 1414 al 1418, al termine del quale vennero deposti i tre contendenti e venne eletto papa un italiano appartenente alla nobile famiglia romana dei Colonna, che assunse il nome di Martino V.
Il discredito che la permanenza ad Avignone e il lungo scisma avevano gettato sul Papato, alimentò all’interno della Chiesa stessa una tendenza denominata movimento dei concili. Lo scopo essenziale di questo movimento era la riforma nel capo e nelle membra della Chiesa, e per conseguire tale scopo si riteneva utile l’affermazione della superiorità, del concilio sul papaChiare affermazioni in tal senso erano già uscite dal concilio di Costanza, al termine del quale venne stabilito che i papi dovevano periodicamente convocare i concili, e nel contempo vennero diminuite le entrate della corte romana. Questi indirizzi vennero ribaditi anche nel successivo concilio di Basilea, che tra lunghi periodi di sospensione, durò dal 1431 al 1449: esso giunse ad affermare il diritto del concilio a deporre il papa, e quando papa Eugenio tentò di dichiarare lo scioglimento del concilio, questo non si sottomise al suo volere e dichiarò deposto il papa eleggendo un antipapa nella persona di Amedeo VIII di Savoia, che assunse il nome di Felice V. Le vedute del movimento dei concili erano in perfetta sintonia con quelle delle monarchie nazionali, già fortemente costituite, desiderose di sottoporre al proprio controllo la gerarchia ecclesiastica dei propri Paesi, sottraendola all’obbedienza al papa; ma soprattutto, a causa del loro perenne bisogno di denaro, necessario a sostenere le guerre e i lussi di corte, cercavano in tal modo di impossessarsi delle somme che da ogni paese affluivano a Roma. Il Papato non accettò le delibere dei concili che ponevano in forte dubbio l’autorità del papa e condusse una serie di trattative con i principali Stati, consentendo al re di Francia e all’Imperatore di Germania di poter nominare direttamente i vescovi: in tal modo venne attenuata l’opposizione al Papato e si riuscì ad ottenere la rinuncia di Felice V alla sua carica di antipapa.
Nel Quattrocento, i papi non ebbero nella storia europea quella elevata funzione che in passato ebbero i loro grandi predecessori. Principalmente essi si dedicarono alla cura del loro piccolo Stato, entrando nel ginepraio della politica dinastica delle grandi famiglie che spadroneggiavano nella penisola italiana. In effetti lo Stato Pontificio necessitiva di un riordino, poichè era passato interamente nelle mani di di decine di feudatari e piccoli tiranni che se l’ diviso. E proprio a ridurre la prepotenza di questi signori locali, fu tesa la politica dei papi nel XV secolo. Di particolare importanza fu il sostegno dato dai papi quattrocenteschi alle lettere e alle arti: Roma divenne uno dei principali centri del Rinascimento italiano. Nella città di Pietro affluirono i migliori rappresentanti delle arti e della cultura. Sotto questo punto di vista, i papi che più si distinsero furono Niccolò IV, fondatore della splendida Biblioteca Vaticana, e Pio II (Enea Silvio Piccolomini), eminente scrittore umanista.


Nell’immagine, ritratto del papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini.
Documento inserito il: 21/12/2014
  • TAG: il papato nel XV secolo, stato pontificio nel XV secolo, scisma d occidente, concilio di costanza, movimento dei concili

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