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Le grandi Famiglie pavesi: i Bottigella [ di Massimo Fois ]

Furono un'antica e illustre casata di Pavia, stimata tra le più nobili della città , e che, specie nei secoli tra il XIV e il XVIII, espresse notevoli personalità in campo religioso, amministrativo e giuridico, contribuendo altresì, con importanti commissioni, all'architettura e alle belle arti. Esercitarono anche la signoria feudale su diversi luoghi del circondario.
Un documento nomina la famiglia Bottigella, fin dal 1181, come possidente nell'Oltrepo Pavese, territorio da poco sottomesso a Pavia, il che la farebbe ritenere di origine oltre padana. Anche se è citata tra le famiglie più antiche di Pavia, iscritta fin dal Trecento al canone della nobiltà pavese, non ebbe un ruolo di rilievo nelle lotte civili che contrapposero le maggiori casate cittadine tra il XIII e il XIV secolo, in cui comunque appaiono essere di parte guelfa.
In quest'ultimo secolo cominciano ad apparire, senza un preciso legame genealogico, i primi personaggi importanti, tra i quali,in particolare, Bonifacio Bottigella. Monaco agostiniano, studiò teologia a Parigi, fu poi priore del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia, lettore di teologia presso lo Studium cittadino da poco fondato, e infine, tra il 1392 e fino alla sua morte avvenuta nel 1404, vescovo di Lodi.
Nel frattempo la famiglia, già divisa in più rami, si arricchisce con il commercio del guado (un colorante per le stoffe) e con il possesso fondiario: ha vasti possedimenti a Calvignano nell'Oltrepò Pavese e, nella stessa zona, ottiene in feudo o enfiteusi da importanti istituzioni religiose pavesi vastissimi beni nella corte di Corana (comprendenti anche Silvano Pietra, allora detto Silvano Bottigella e Bastida de' Dossi) e nei vicini territori di Casei e Voghera. Da Corradino di Bertoletto, discendono i rami più importanti della casata:

- Antonio Simone, con possedimenti a Casei fu padre di Giovanni Francesco podestà di Firenze;

- Tommaso, rationator del comune di Pavia e commissario ducale sul sale dal 1443 al 1461. Lasciò ai suoi 12 figli le sue ingenti ricchezze. Discendono Giovanni e Stefano, vescovo di Cremona; Giovanni Matteo segretario e consigliere ducale, sposò Bianca Visconti è il personaggio più illustre della casata; Cristoforo professore di diritto civile e canonico; Corradino castellano di Savona, come il figlio Cesare; Giovanni Pietro padre di Gerolamo Bottigella, giurista; Gian Giacomo da cui discende Riccardo e Marco Antonio; Michele morirà in giovane età;

- Corradino detto Menapace ebbe territori vicino a Voghera (Torre Menapace ): ebbe due figli: Gian Francesco che fece edificare il palazzo a Pavia in corso Mazzini da Giovanni Amadeo; Silvestro fece costruire anch'esso un palazzo detto Del Maino a Pavia;

- Francesco cui toccarono probabilmente le terre di Silvano, fu padre di Giovanni Luchino e Pietro. Questi, accusato di fellonia nel 1483, probabilmente a causa dell'inimicizia con Ludovico il Moro, si vide sottratto il feudo di Silvano, che passò a Galeazzo Sanseverino e nel 1528 ai Pietra;

Nel XVI secolo, morto senza figli (1507) Filippo di Giovanni Matteo, feudatario di Calvignano, Cameriano, Corana e Bastida de' Dossi, per testamento chiamò suoi eredi i due giovani figli del cugino Giovanni Durone di Corradino: Pietro Francesco e Ottaviano. Nei decenni seguenti essi divisero i loro beni: a Ottaviano toccarono Cameriano e Corana, a Pietro Francesco Calvignano e Bastida. La linea di Ottaviano si estinse in un paio di generazioni con Raimondo (1664), e il feudo di Cameriano fu confiscato; Corana, che era sotto l'alta sovranità del monastero del Salvatore, passò alla linea di Pietro Francesco, rappresentata allora da un Giovanni Battista. Morendo però a sua volta senza eredi il figlio di questi, Giovanni Durone, si estinse definitivamente nel 1690 il ramo signorile della casata.

Rimanevano comunque a Pavia e altrove diversi Bottigella di agiata condizione. Ricordiamo soprattutto Baldassarre che, verso la fine del XVIII secolo acquistò il maestoso palazzo già Beccaria e Carminali, in Corso Cavour, da allora detto Palazzo Bottigella, in cui raccolse le memorie della famiglia, specialmente opere d'arte, di cui la più celebre è la Pala Bottigella di Vincenzo Foppa, commissionata da Giovanni Matteo Bottigella, che fino ad allora era rimasta nella cappella di famiglia presso la chiesa di San Tommaso, proprio allora soppressa. I suoi discendenti la donarono poi al Comune, e si trova oggi nella Pinacoteca civica. La famiglia Bottigella è da tempo scomparsa da Pavia; tuttavia non è del tutto estinta, e rimane qualche rappresentante di rami collaterali.

Documento inserito il: 22/12/2014
  • TAG: grandi famiglie pavesi, bottigella, oltrepò pavese

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