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Unità di misura pavesi [ di Massimo Fois ]

La base del sistema delle unità geometriche era il piede, detto anche Piede Liprando (43,6 cm ), dal nome del re Liutprando. Si narra che il sovrano un giorno fosse interpellato da alcuni sudditi che, stufi di essere ingannati da mercanti senza scrupoli durante le compravendite, gli chiesero di stabilire una precisa e determinata unità di misura facilmente utilizzabile durante le transazioni commerciali.
Liutprando decise, allora, di stabilire che tale misura fosse determinata dalla lunghezza del suo piede e, così, a titolo esemplificativo lo posò su una pietra. Ma su di essa, quasi per miracolo, ne rimase indelebile l’impronta e, così, venne a lungo custodita a prova di quanto dovesse essere lunga l’unità di misura di un piede, da quel momento detto Piede Liprando.
Il piede liprando era circa una volta e mezza quelle delle altre città e in rapporto aureo (1,612) con il piede romano,che misurava 29,5 cm.
Nel 1895 furono rinvenuti a Pavia i resti umani che dopo studi furono attribuiti alle ossa del Re longobardo. Più specificatamente la statura risultò di 1,73 m e i piedi pari a 254 mm il destro e 261 mm il sinistro.La somma è di 515 mm e differisce di pochissimo dal piede liprando utilizzato in Piemonte.
Naturalmente non vi è un parere unanime sul reale valore del piede liprando anche perché il valore poteva cambiare anche all’interno della stessa provincia. A Pavia era per esempio più grande che a Milano.
Dal 1781 le misure pavesi furono unificate a quelle milanesi. Misure di Lunghezza Piede pavese = 47,1954 cm Sottomultipli Oncia = 1/12 del piede = 3,933 cm Punto = 1/12 dell'oncia = 3,277 mm Atomo = 1/12 del punto = 0,273 mm Multipli per l'agrimensura Trabucco pavese = 6 piedi = 2,8317 m Gettata = 2 trabucchi = 5,6635 m Multipli per l'edilizia Braccio pavese = 16 once = 62,9272 cm Misure di superficie Piede quadro = 2227,41 cm2 Braccio pavese quadro = 3959,83 cm2 detto anche quadretto Braccio da legname = 4 braccia quadre = 1,5839 m2 Misure agrimensorie Trabucco pavese quadro = 8,0187 m2 Tavola pavese = 4 trabucchi quadri o 1 gettata quadra = 32,0746 m2 Pertica pavese = 24 tavole = 769,7918 m2 Anticamente erano in uso anche lo iugero di 12 pertiche e il manso di 12 iugeri. Misure di capacità Per gli aridi: Coppo = 1,698101 l Quartaro = 6 coppi = 10,18861 l Mina o Emina = 2 quartari = 20,37721 l Sacco = 6 mine = 122,2633 l La mina era detta anche mina rasa, usata per il riso, l'erba medica ecc,; per il grano si usava l'eminacolma di 1/8 maggiore (22,9243 l). Per i liquidi:Pinta = 1,48839 l Secchia = 8 pinte = 11,90712 l Brenta = 6 secchie = 71,44272 l Boccale = 1/2 pinta = 0,744195 l Quartino = 1/4 di pinta = 0,372097 l Misure di peso libbra o libbra piccola = 318,725 g Oncia = 1/12 di libbra = 26,56 g Denaro = 1/24 di oncia = 1,1067 g Grano = 1/24 di denaro = 46,12mg Libbra grossa = 28 once = 2 libbre piccole e 1/3 = 743,692 g usata per la carne e il pesce Rubbo = 25 libbre piccole = 7,968 kg Moggio piccolo o fascio = 100 libbre grosse = 74,369 kg usato per la calce e il gesso Moggio da carbone = 12 rubbi = 95,6175 kg Moggio grosso = 2 moggi piccoli = 148,738 kg.
Varianti locali
A Voghera si utilizzavano per lo più le misure pavesi. Da notare l'uso del Piede di Tortona (47,625 cm, leggermente superiore al piede pavese) e del Carro tortonese (52 piedi cubi tortonesi e 1/2) per la legna da ardere, e l'uso molto limitato della giornata piemontese per le superfici e della brenta piemontese per i liquidi. I pesi erano leggermente diversi in quanto la libbra vogherese era leggermente maggiore di quella pavese (319,38 g), e di conseguenza tutti i suoi multipli e sottomultipli.
A Vigevano si usavano le misure milanesi per i pesi e liquidi; per gli aridi era in uso il coppo di Vigevano, un po' maggiore di quello pavese (1,711 l), e invece della mina si usava lo staio (pari sempre a 12 coppi). Al posto del piede pavese si usava il piede di Vigevano, un po' più piccolo (46,2383 cm), e di conseguenza variavano tutte le misure geometriche.
In Lomellina le misure pavesi convivevano con quelle vigevanesi e piemontesi. Le prime erano quelle più antiche e tradizionali: si noti che per esempio il braccio di Mortara o il sacco lomellino erano identici a quelli di Pavia. Per le capacità e i pesi erano in uso le misure di Pavia; si notino lo staio per il latte di 32 pinte (28,814 l) e la saina pari a mezzo quartino (0,18605 l).


Bibliografia
Angelo Martini: Manuale di metrologia, ossia misure, pesi e monete in uso attualmente e anticamente presso tutti i popoli, Torino, 1883
Alberto Arecchi: La leggenda di Liutprando e il piede liprando


Nell'immagine, antica moneta longobarda raffigurante il re Liutprando.

Documento inserito il: 22/12/2014

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