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Storia del Tour de France. Dodicesima puntata

di Alberto Sigona


1949 LO STRARIPAMENTO DI UN FIUME IN PIENA CHIAMATO COPPI

Dopo l’exploit dell’anno precedente, il Giro di Francia continua a sorridere agli italiani. Riuscite finalmente a coesistere grazie alla sapiente regia del team manager Alfredo Binda, le due super star Fausto Coppi e Gino Bartali - fra il delirio generale dei tifosi del Bel Paese - si contenderanno la vittoria, dando vita ad un duello leggendario entrato nell’immaginario collettivo. La spunterà Coppi di oltre 10 minuti, dopo una rimonta pazzesca che gli consentì di recuperare oltre mezz'ora di svantaggio (accumulata nella prima metà del Tour per via di varie vicissitudini) dal battistrada francese Jacques Marinelli (che nei primi giorni si mostrò straordinariamente attivo, partecipando a diverse fughe). Esordiente alla Grande Boucle, il Campionissimo costruì la sua impresa tra la 16^ tappa che arrivava a Briançon (sull'Izoard) - quando assieme a Bartali (poi vittorioso allo sprint) staccò tutti di oltre 5’ - e la 17^ frazione che da Briançon conduceva ad Aosta (dopo aver scalato in successione Montgenèvre, Mont Cenis, Iserane e Petit St Bernard) - quando staccò Bartali (che rimase attardato per alcuni imprevisti) di circa 5 minuti ed il terzo, Jean Robic, di oltre 10’ - completando la fantastica risalita in classifica per la conquista della maglia gialla, dimostrando a tutti che per lui nulla era impossibile, proprio come il Bartali dei tempi migliori. Coppi avrebbe completato il suo monumentale exploit imponendosi alla grande anche nella cronometro di Colmar-Nancy (137 km), vincendo con 7’02’’ sul secondo classificato Bartali. Coppi avrebbe conquistato il Tour con 10'55'' su “Ginettaccio” e 25'13'' su Marinelli, entrando per sempre nella storia del ciclismo come il primo corridore ad aggiudicarsi Giro d'Italia e Tour de France nello stesso anno. Il corridore piemontese in quella edizione vinse 3 tappe (2 crono) ed indossò in 5 occasioni la maglia gialla; Bartali, che in codesto Tour fu autore anch'egli di una mastodontica rimonta che lo avrebbe condotto appunto al 2° posto conclusivo (per una doppietta azzurra, ovvero 1° e 2°, che sarebbe stata ripetuta solo nel 1960 da Nencini e Battistini), indossò il simbolo del primato 1 volta, vincendo 1 tappa; si rese artefice di un ottimo Tour anche Fiorenzo Magni, vincitore di 1 tappa (allo sprint su di un gruppetto di fuggitivi, arrivando con 18’ sul gruppone) e leader di classifica per 6 giorni (terminerà la corsa al 6° posto), prima di esser scalzato dal ciclone Coppi & Bartali. Un’altra tappa la vincemmo con Vincenzo Rossello.


1950 KUBLER APPROFITTA DEI FORFAIT DI COPPI, BARTALI E MAGNI

La Corsa Gialla, che dopo gli exploit roboanti di Coppi & Bartali ebbe una notevole impennata di popolarità, nel 1950 non vide ai nastri di partenza proprio il campione uscente di Castellania, frenato da un grave infortunio. Sembrava l'occasione giusta per il suo rivale per antonomasia Bartali, che nonostante i 36 anni di età non pareva intenzionato ad arretrare le proprie ambizioni sibaritiche. E lo dimostrerà appieno nella prima vera asperità proposta in calendario, ovvero nell'11^ tappa. Qui, dopo aver scalato Aubisque, Tourmalet ed Aspin, riesce ad imporsi allo sprint sul francese L. Bobet e su altri compagni di ventura, portandosi al 6° posto in Classifica Generale, a 4'17'' dal nuovo leader, il connazionale Fiorenzo Magni, che a sua volta conduce con 2'31'' sullo svizzero Ferdi Kubler. Tuttavia alla fine della frazione Bartali affermò di essere stato aggredito durante la scalata dell'Aspin da alcuni tifosi francesi, e premette affinchè in segno di protesta l'intera squadra italiana si ritirasse dal Giro di Francia. Ritiro che difatti avverrà puntualmente, per una decisione che di fatto avrebbe negato all'Italia una grande occasione, spianando la strada agli aneliti di gloria di Kubler. Il 31enne di Marthalen (che nel '51 vincerà l'Iride) avrebbe conquistato il Tour con 9’30’’ sul belga Stan Ockers e 22’19’’ sul francese Bobet, divenendo il primo svizzero a riuscirci. L’Italia in quel Giro di Francia ad ogni modo si consolò portando a casa 6 frazioni (2 con Alfredo Pasotti e 1 con Adolfo Leoni, Giovanni Corrieri, Fiorenzo Magni e Gino Bartali), indossando per 1 giorno la maglia gialla.


Nell'immagine, Fausto Coppi, vincitore del Tour de France del 1949.

Documento inserito il: 28/03/2026
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