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Storia del Tour de France. Quinta puntata

di Alberto Sigona


1923 HENRI PELISSIER RIPORTA LA FRANCIA IN AUGE

Dopo l’epopea belga, il 34enne francese Henri Pélissier fu il vincitore del Tour 1923, che seppe approfittare di una caduta di J. Alavoine, dato dagli esperti come principale favorito per vincere la Grande Boucle. Il suo gregario Ottavio Bottecchia, a sorpresa 2° nella graduatoria finale, fu il primo italiano ad indossare la maglia gialla (6 giornate) ed a salire sul podio conclusivo. In quell’edizione il corridore trevigiano vinse anche 1 tappa. Henri (il maggiore dei fratelli Pelissier: anche Fransis Pelissier e Charles Pelissier furono ottimi professionisti) è ritenuto uno dei campioni più grandi dell'era eroica del pedale. Corridore versatile come pochi altri, nel suo palmares figurano in primis 1 Sanremo, 2 Roubaix e 3 Giri di Lombardia. Anche lui sarà atteso da un tragico destino: nel maggio 1935 (a 46 anni), durante l'ennesimo litigio, verrà ucciso dalla propria amante ventiseienne Camille Tharault; curiosamente venne colpito a morte dalla stessa pistola con cui sua moglie, Léonie, si era suicidata due anni prima.


1924 PRIMA GLORIA ITALIANA CON BOTTECCHIA

Oltre ad essere ritenuto uno dei più grandi ciclisti di sempre, Ottavio Bottecchia è stato il primo italiano a vincere il Tour de France, nel ’24, mostrando uno strapotere assoluto, dominando la kermesse dall’inizio all’ultimo gong. Uno dei pochi italiani dell'epoca a snobbare il Giro d'Italia (a cui prese parte solo nel 1923), Bottecchia (vincitore di 4 tappe) indossò la maglia gialla per tutti i 15 giorni di gara, precedendo alla resa dei conti il lussemburghese Nicolas Frantz di 35’16’’ ed il belga Lucien Buysse di un'ora e mezza. C’è da dire, comunque, che il favorito Henri Pelissier, dopo la 3^ tappa, si ritirò per protestare contro l'organizzazione (considerata troppo esigente e poco rispettosa della salute dei corridori), spianando la strada al Nostro. L’Italia in quella favolosa edizione si aggiudicò una tappa anche con Giovanni Brunero, il quale, nell'epoca del "ciclismo eroico", nonostante il periodo fosse dominato in Italia dalle gesta dei due grandissimi Alfredo Binda e Costante Girardengo, riuscì ugualmente a ritagliarsi un considerevole spazio di gloria cogliendo diverse affermazioni prestigiose. Brunero morirà nel 1934, dopo aver compiuto da poche settimane 39 anni, a causa di un male incurabile.


1925 DOPPIO “BOT”
Bottecchia concede il bis, dominando pure il Tour del 1925 (vincendo 4 tappe e indossando il simbolo del primato in 13 frazioni su 18), conquistandolo con 54'20'' sul suo gregario Lucien Buysse (Belgio) e 56'37'' sull'altro italiano Bartolomeo Aymo (1 tappa per lui), per quella che fu la prima doppietta azzurra sul podio di Parigi. Fra i protagonisti si segnalò N. Franz, autore di 4 successi di tappa. Per la prima volta nessun ciclista francese nella Generale si piazzò in top 10. Anche Bottecchia purtroppo sarà atteso da un destino drammatico. Nel 1927, infatti, mentre si allenava morirà in circostanze misteriose, quasi certamente assassinato. La maledizione dei vincitori di Tour sembrava non conoscere sosta.


Nell'immagine, Ottavio Bottecchia, vincitore del Tour de France nel 1924 e nel 1925.

Documento inserito il: 25/02/2026
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