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Storia del Tour de France. Diciottesima puntata

di Alberto Sigona


1962 3MENDO ANQUETIL

Stavolta Anquetil sferrò l’attacco decisivo soltanto alla 20^ tappa, nella cronometro Bourgoin - Lyon di 68 km, in cui riuscì a sbaragliare gli “inermi” avversari, strappando la maglia gialla (rimontando 1’08’') al belga Joseph Planckaert, suo unico vero antagonista (protagonista alla 7^ tappa di una fuga bidone di gruppo), che concluse il Tour con 5’ di distacco dal campione francese. Si fermò sul gradino più basso del podio l'altro corridore transalpino Raymond Poulidor, distanziato di oltre 10'. All'epoca Anquetil divenne il terzo corridore più titolato della storia del Tour de France, alla pari del belga Philippe Thys e del connazionale Louison Bobet. Ma come vedremo la saga del normanno era destinata a proseguire... Gli azzurri si aggiudicarono 4 tappe con Mario Minieri, Antonio Bailetti, Dino Bruni e Rino Benedetti. Dopo 32 anni le squadre nazionali scomparvero dal Tour e ritornarono le squadre di club: così i connazionali poterono tornare a combattere uno contro l’altro. Per la prima volta nella storia del Tour, i ciclisti francesi non furono in maggioranza: il maggior numero di partecipanti (52), infatti, appartenevano all'Italia, seguita proprio dalla Francia (50), mentre il Belgio in questa speciale graduatoria si piazzò 3° (28).


1963 L’INDOMABILE ANQUETIL NON LASCIA SCAMPO

Nell'anno in cui in Francia viene finalmente garantita l'intera copertura Tv dell'evento (giunto alla 50^ edizione), è ancora il francese Anquetil ad impossessarsi senza tanti patemi della corsa gialla (4 tappe per lui), rifilando 3’35’’ allo scalatore spagnolo Bahamontes(1), che nulla può nelle corse contro il tempo, in cui Jacques sprigiona tutte le sue energie distruttive. Per Anquetil (che in questa Grande Boucle riesce ad aggiudicarsi anche due difficili tappe in salita, dimostrando di non essere altamente competitivo solo a cronometro...) è il quarto Giro di Francia, record per l’epoca. E non era ancora finita… Il fuoriclasse della Senna Marittima grazie al trionfo di quell'anno diventò, tra l'altro, il primo corridore della storia a compiere l'accoppiata vincente Tour de France-Vuelta a Espana nella stessa stagione, per un'impresa che in futuro sarà eguagliata soltanto nel 1978 da Bernard Hinault e nel 2017 da Christopher Froome. Da ricordare, inoltre, che pochi mesi prima lo stesso Anquetil, proprio grazie al successo al Giro di Spagna, era diventato il primo corridore della storia ad ottenere la tripla corona, ossia la vittoria finale di tutti e tre i Grandi Giri: in futuro soltanto altri sei ciclisti vi sarebbero riusciti, ovvero Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome. Tornando al Giro di Francia 1963, l’Italia vinse 1 sola tappa con Antonio Bailetti. Da segnalare infine tre corridori belgi messisi particolarmente in luce, ovvero il celebre finisseur-sprinter R. Van Looy (Campione del Mondo 1960 e 1961), autore di 4 vittorie di tappa, Gilbert Desmet, che trascorse 10 giorni in giallo, e Pino Cerami, che a ben 41 anni rimane tuttora il più anziano di sempre ad avere alzato le braccia al cielo alla corsa francese.


1964 ANQUETIL, STORICA CINQUINA
Nel 1964 il 30enne Anquetil, dopo una serrata ed appassionante lotta spalla a spalla col compatriota R. Poulidor (penalizzato nel corso della gara da alcune disavventure), per un duello che spaccò in due la tifoseria francese, conquistò addirittura il quinto Tour della sua monumentale carriera. Facendo leva ancora una volta sulle frazioni contro il tempo, suo terreno di caccia prediletto in cui in pratica durante la carriera si sarebbe adagiata la propria statura leggendaria, il biker normanno primeggiò per soli 55’’ (che prima dell'ultima tappa a cronometro erano appena 14) sul suo grande rivale, lasciando il temibile scalatore spagnolo Bahamontes al 3° posto, staccato di quasi cinque minuti. Anquetil con questa vittoria, avendo vinto un mese prima il Giro d'Italia, divenne il secondo corridore della storia capace di centrare nello stesso anno la magica accoppiata Giro-Tour, impresa fino a quel momento riuscita soltanto ad un certo... Fausto Coppi (nel 1949 e nel 1952). Il francese con questo ennesimo exploit concludeva nel migliore dei modi la sua invidiabile epopea. La sua vita però non sarà altrettanto fortunata, così dopo una terribile malattia si spegnerà a soli 53 anni. Tornando al Tour 1964, i 55'' con cui Anquetil s'impose su Poulidor all'epoca rappresentarono il minor margine di sempre tra primo e secondo classificato, per un “primato” che però sarebbe durato soltanto quattro anni... I corridori che si aggiudicarono il maggior numero di frazioni furono il belga Edward Sels e proprio Anquetil: 4 vittorie ciascuno. Si segnalano altresì i 10 giorni in giallo del francese Georges Groussard. Il Tour del 1964 è ricordato anche per una immane tragedia. L’11 luglio, infatti, a Port-de-Couze (Dordogna), durante la 19^ tappa (Bordeaux – Brive), un camion cisterna della gendarmeria, probabilmente fuori controllo su un tratto stretto, travolse un gruppo di spettatori assiepati lungo il percorso, causando 9 morti e diversi feriti. Il fatto, che avvenne pochi minuti prima del passaggio dei corridori, ebbe un forte impatto emotivo sul prosieguo della tappa e sul clima del finale di Tour.


Nell'immagine, il cinque volte vincitore del Tour de France, Jacques Anquetil.


NOTE:

(1) Tour 1963: Bahamontes, ormai considerato fuori gioco per il Titolo (essendo in graduatoria a ben 3 minuti da Anquetil), vinse la 15^ tappa in solitario, rifilando un paio di minuti ad Anquetil. In tal modo lo spagnolo grazie all'abbuono si era portato avanti di 3'' sul normanno. Questi però, grazie ad un sotterfugio (poiché le regole del 1963 non permettevano ai ciclisti di cambiare bicicletta senza un valido motivo, finse un guasto meccanico per sostituire la bici ed affrontare la salita finale con una bici più leggera), conquisterà allo sprint, proprio su Bahamontes, la 17^ tappa (Val d'Isère – Chamonix), riportandosi in vetta alla Generale. Poi nella successiva frazione a cronometro avrebbe ritoccato considerevolmente il vantaggio sull'iberico, vincendo il suo quarto Tour.

Documento inserito il: 21/04/2026
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