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Storia del Tour de France. Ventiseiesima puntata.

di Alberto Sigona


L'EPOPEA DEL SAN BERNARDO


1978 FA CAPOLINO IL SAN BERNARDO

Nel 1978 assistiamo alla prima grandiosa performance in terra francese dell'astro nascente francese Bernard Hinault (23enne, al debutto al Tour), un fuoriclasse destinato ad un grande avvenire ed a scrivere pagine indelebili nella storia del Ciclismo. Gran regolarista in montagna, capace persino di qualche impresa notevole, a cronometro non aveva rivali(1). Versatile come pochi altri nella sua storia, capace di primeggiare tanto nelle classiche quanto nelle grandi corse a tappe, il Tour del ’78 lo vide vincitore dopo aver recuperato 14 secondi di svantaggio che accusava dall'olandese Zoetemelk, scalzato nell’ultima asperità, una crono di 72 km. Considerato da molti una sorta di erede di Merckx, il francese trionfò con 3’56’’ sul nativo di Rijpwetering e 6’54’’ sul portoghese Joaquim Agostinho (primo lusitano a salire sul podio). Il Tour del '78 entrò nella storia anche per un'importante vicenda di doping che sostanzialmente si rivelò decisiva per la Classifica Finale. Il belga M. Pollentier (vincitore del Giro d'Italia 1977), infatti, aveva vinto la 16^ tappa dell'Alpe d'Huez davanti a Kuiper, Hinault e Zoetemelk, conquistando pure la maglia gialla per pochissimi secondi, divenendo quindi leggermente favorito per la vittoria finale, ma al termine della frazione fu subito squalificato per positività ai controlli antidoping. Pollentier in seguito spiegherà di aver assunto anfetamine per migliorare la respirazione.


1979 HINAULT CENTRA IL BIS IN SCIOLTEZZA

Il Tour de France 1978 vide il francese Hinault confermare tutte le sue eccelse qualità, andando ad impadronirsi prepotentemente della Corsa Gialla (aggiudicandosi 7 tappe, comprese 3 crono; vinse pure la “passerella” conclusiva in una impressionante prova di potenza sugli Champs-Élysées, solitamente terra di conquista dei velocisti), lasciando agli avversari solo granelli di polvere e tanta mestizia. L'unico che cercò, seppur invano, di smorzarne l'impeto in vari modi fu l'olandese Zoetemelk. Questi in occasione della 9^ tappa, Amiens – Roubaix, in cui rifilò alla stella francese 3'45'' di margine, arrivò persino a sfilargli la maglia gialla (ad onor del vero, sul pavè il campione uscente dovette fare i conti con una foratura), portandosi in vetta alla Generale con 2'08' sullo stesso Hinault. Tuttavia nel giro di pochi giorni “Il Tasso” avrebbe colmato il gap, riprendendosi il proscenio con pieno merito, per poi trionfare con oltre 13 minuti su Zoetemelk (che dovette scontare 10’ di penalità per positività ai controlli anti-doping alla fine dell'ultima tappa) e quasi mezz'ora sul 36enne portoghese Agostinho (morirà a soli 41 anni a causa di una caduta in gara). Noi vincemmo una sola tappa con Serge Parsani.


Nell'immagine, Bernard Hinault, vincitore del Tour de France nel 1978 e nel 1979.


Nota:

(1) Hinault detiene il record di tappe vinte a cronometro al Tour, 20. A quota 16 segue Merckx, poi troviamo Anquetil con 11 e Indurain 10. Fra gli italiani comanda Coppi con 3, davanti a Gimondi (2), Bontempi, Di Paco, F. Moser, F. Magni, A. Morelli (1).

Documento inserito il: 22/05/2026
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