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Storia del Tour de France. Nona puntata

di Alberto Sigona


1934 MAGNE COLPISCE ANCORA

Anche questo Tour non riservò particolari emozioni, a causa, o per merito dello strapotere del francese Magne (che nel '36 avrebbe vinto il Mondiale) che, anche in virtù del supporto determinante del suo gregario di lusso Renè Vietto (che in due occasioni gli venne in soccorso prestandogli la sua bici, sacrificando le proprie ambizioni di Classifica – sarà poi 5° - per il suo capitano), concedeva il bis a redini basse, vestendo la maglia gialla per quasi l’intera kermesse (cioè per 23 giorni). Secondo posto per il nostro Giuseppe Martano a 27’31’’, terza piazza per il francese Roger Lapebie (che si appropriò di 5 frazioni). Fra i momenti più rappresentativi dello strapotere di Magne vi fu senza dubbio la 17^ tappa, quando a Tarbes, dopo aver scalato Peyresourde ed Aspin, prevalse di 6'31'' sul primo degli inseguitori: in un'epoca in cui il Tour cominciava a trovare una dimensione più umana, con distacchi sempre più contenuti (erano decisamente lontani i tempi in cui un certo Lucien Buysse rifilava quasi mezzora ai diretti inseguitori...), fu di certo un margine assimilabile ad una impresa. Per la prima volta nella storia della corsa si disputò una cronometro (di ben 90 km) - pensata per mettere alla prova i singoli corridori, senza poter contare sull’aiuto dei compagni di squadra - e fu vinta dallo stesso Magne. L’Italia ottenne 3 successi parziali, con Ettore Meini, Adriano Vignoli e lo stesso Martano.


1935 IL REGIME LAMPO DI ROMAIN MAES

Il Tour del ’35 fu un monologo targato Romain Maes, Belgio (maglia gialla sin dalla 1^ tappa, per un totale di 27 giorni in vetta alla graduatoria, un record imbattibile), che da outsider 22enne surclassò la concorrenza, a partire dall’italiano Ambrogio Morelli, che giunse sul traguardo parigino accusando un gap di 17’52’’. Terza piazza per il belga Felicien Vervaecke. In quell’edizione gli azzurri vinsero 6 tappe: 2 con il celebre velocista Di Paco e con Morelli, 1 con Francesco Camusso e col neo vincitore del Giro d'Italia, Vasco Bergamaschi. Il Tour fu purtroppo funestato dalla morte dello spagnolo Francisco Cepeda (29 anni), caduto rovinosamente durante la discesa del colle del Galibier: fu il primo ciclista a spirare sulle strade del Tour. Tornando a Romain Maes, quello del '35 (unico Tour da lui portato a termine) rimarrà l'assolo isolato di una carriera per il resto povera di gloria.


1936 DA ROMAIN A SYLVÈRE MAES

Nel 1936 il Tour fu stravinto da Sylvere Maes, omonimo di Romain, per quello che fu una sorta di passaggio di consegne onomastico. Il nativo di Zevekote al termine di una cavalcata imperiosa precedette Antonin Magne (Francia) di 26’55'' e Felicien Vervaecke (Belgio) di 27'53''. Tra i momenti più attraenti di codesto Giro di Francia vi fu senz'altro il successo dello stesso Maes in occasione della 16^ tappa, quando a Pau, dopo aver scalato monti proibitivi come Aspin, Tourmalet ed Aubisque, tagliò il traguardo con quasi 9 minuti sulla concorrenza, ipotecando la conquista della Grande Boucle. Il governo italiano di Mussolini vietò ai propri corridori di partecipare al Tour per motivi politici legati al clima internazionale del tempo (ovvero concernenti la Seconda Guerra italo abissina e le sanzioni internazionali che ne erano seguite). Lo sprinter transalpino René Le Greves vinse ben 6 tappe (al Tour in totale vanta 16 vittorie): morirà a soli 36 anni, nel 1946, a causa di una caduta sugli sci.


Nell'immagine, Sylvere Maes, vincitore del Tour de France del 1936.

Documento inserito il: 07/03/2026
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