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Storia del Tour de France. Ventiquattresima puntata

di Alberto Sigona


1974 L’ULTIMO LAUTO PASTO DEL CANNIBALE

Nel 1974, assenti Ocaña e Zoetemelk, il Tour tornò ad essere appannaggio di Merckx(1) che eguagliò i 5 trionfi di Anquetil (nessuno sinora è riuscito a fare meglio), entrando definitivamente nella leggenda dello sport mondiale. Anche in questa edizione (che per la prima volta registrò un'escursione in Inghilterra) il belga, malgrado problemi dovuti ai postumi di un intervento chirurgico al perineo, annientò letteralmente la concorrenza, imponendosi in ben 8 tappe (2 a crono), come già gli era capitato nel 1970. Al 2° posto a Parigi giunse l’eterno piazzato Poulidor, distanziato di 8'04'': il 38enne francese diventò così il primo corridore della storia a salire per ben sette volte sul podio del Tour de France (e non era mica finita...). Terza piazza per lo spagnolo Vicente Lopez-Carril (sei anni dopo sarebbe perito a soli 37 anni stroncato da un infarto mentre stava giocando a calcio con gli amici). Corsa francese amara per gli azzurri che si consolarono col 4° posto di Wladimiro Panizza e con 1 tappa vinta da Ercole Gualazzini. Il Tour de France 1974 si svolse in un clima di forte tensione e insicurezza. In alcune zone del percorso, infatti, in occasione degli sconfinamenti in terre spagnole, i separatisti baschi per protestare contro il regime franchista misero in atto numerosi attentati, prendendo di mira con ordigni esplosivi persino le strutture logistiche della competizione. Pur non causando vittime, le minacce ed i violenti attacchi seminarono il panico, destabilizzando e mettendo a rischio il proseguimento della corsa stessa. A ciò si aggiunse un pubblico spesso troppo invadente, che rese difficile lo svolgimento di alcune tappe.


1975 IL GESTO SCELLERATO DI UNO SPETTATORE DECIDE IL TOUR

Merckx sembrava avviato a conquistare in scioltezza la 6^ vittoria in terra di Francia che lo avrebbe proiettato in solitario in cima ai plurivittoriosi all time del Tour, ma quando tutti iniziavano ad immaginarlo sull'Olimpo, ecco che avviene il drammatico, ignobile e clamoroso colpo di scena destinato, seppur in negativo, a fare la storia della Grande Boucle. Durante la 14^ tappa, sul Puy de Dôme uno spettatore salta fuori dalla folla e colpisce il Cannibale al fegato, stordendolo e provocandogli uno stato di malessere generale. Il colpo subito ne avrebbe condizionato negativamente il rendimento nel prosieguo della tappa, che nonostante tutto concluderà 3° staccato di meno di un minuto. Ma le conseguenze del colpo si protrarranno per diversi giorni (in proposito ricordiamo che il belga riconobbe l’aggressore dopo l’arrivo: si trattava di un certo Nello Breton, 55enne residente nella zona di Clermont-Ferrand. L’uomo fu poi arrestato e condannato con pena sospesa). A causa dell'episodio increscioso, Merckx per tutto il corso della competizione continuerà ad accusare i postumi fisici della vile aggressione, abbandonando gradualmente i propositi di conquistare la corsa francese per l'ennesima volta. Ad ogni modo, pur debilitato e sofferente, grazie all'enorme caparbietà e ad una tempra d'acciaio riuscirà a portare a casa un onorevole 2° posto, piazzandosi alle spalle del 27enne francese Bernard Thevenet (verso cui prima del fattaccio il campionissimo belga vantava 1'32''). Questi prese la maglia gialla alla fine della 15^ tappa (dopo aver rifilato 1'56'' al Cannibale), per conservarla sino alla fine. Thevenet precedette sul podio di 2’47’ il talento di Meensel-Kiezegem, giunto suo malgrado al capolinea di una memorabile epopea che avrebbe meritato un epilogo senz'altro migliore di quello riservatogli dalla Corsa Gialla, che nel 1975 toccò probabilmente il punto più basso ed indegno della sua storia recente. Tornando al Cannibale, nessuno ha vinto in carriera più di lui. Basti pensare ai 5 Giri d’Italia, altrettanti Tour de France (34 tappe e 111 m.g.(2)) - l’unico ad aver centrato la doppietta stagionale Giro-Tour per ben 3 volte -, 1 Vuelta, 3 Mondiali, 7 Sanremo, 5 Liegi, 3 Roubaix, 2 Giri delle Fiandre, 2 Giri di Lombardia, per un palmares degno di una leggenda... Tornando al Tour 1975, il belga Lucien van Impe, primo ciclista nella storia a gareggiare su di una bicicletta con telaio in carbonio e fibra di vetro, si classificò al 3° posto. L’Italia si aggiudicò 4 tappe (2 con il futuro Iridato Francesco Moser, 1 Gimondi e G. Santambrogio) e indossò 7 volte la m.g. con Francesco Moser.

Nell'immagine, Bernard Thevenet, vincitore del Tour de France del 1975.


NOTE:

(1) TOUR 1974: già vincitore pochi mesi prima del Giro d'Italia, sul finale della stagione 1974 il fuoriclasse fiammingo avrebbe conquistato anche il suo terzo ed ultimo Campionato del Mondo Professionisti. Una tripletta del genere nello stesso anno solare (vittoria a Giro d'Italia, Tour de France e Campionato Mondiale) sarebbe stata eguagliata in futuro soltanto dall'irlandese Stephen Roche nel 1987 e dallo sloveno Tadej Pogacar nel 2024.
(2) Merckx detiene il record di tappe con addosso la maglia gialla, 111. A seguire troviamo Hinault 79, Indurain 60, Froome 59, Anquetil 52, S. Maes 41. Non ho incluso Pogacar, in quanto ancora in attività.

Documento inserito il: 16/05/2026
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